Nella chiamata di martedì (ieri) è risultato evidente un atteggiamento politico sul tema organizzativo che a mio parere limita pesantemente la nostra capacità di poter mettere in campo il progetto ambizioso che tutte noi desideriamo (il partito, il programma ecc).

Ogni volta che viene proposto qualcosa di organizzativo (preparare la propaganda e gli organi del partito ad esempio) la discussione non vira mai su cosa è efficace ma su cosa “non riproduca gerarchie”. Ieri il caso eclatante secondo me lo si è visto con la proposta di Dibi (quella di avere delle persone responsabili per la varie funzioni di cui ci si deve occupare per poter mettere su un partito): da nessuna parte si accennava a dinamiche verticaliste, eppure ogni singolo intervento successivo ha ripetuto questa ossessione a “evitare gerarchie” o cose simili.

Sarò un po’ duro, ma sinceramente mi sono un po stancata di questa inutile paranoia che continua a incombere sulla nostra organizzazione. Non l’ha prescritto il medico l’orizzontalismo e lo spontaneismo e Fisher stesso era fortemente contro questo modo di agire. In più la stessa area che parla di “processo prima della forma” (una cosa su cui sono d’accordissimo), per paura di ricreare fantomatiche espressioni autoritarie e disciplinanti (espressioni mai neanche lontanamente viste in questo gruppo) fanno esattamente il contrario di quello che dicono, ovvero mettono la forma prima del processo (come l’idea di raggiungere ogni decisione all’unanimità prima ancora di essere abituate a prendere una vera e propria decisione formale tra di noi).

Ho iniziato a scrivere un documento con le citazioni di Fisher e ho iniziato proprio dalle sue citazioni anti-orizzontaliste perchè fu proprio Fisher la persona che nel marasma orizzontalista ad ogni costo di Occupy fu uno dei pochi a fare il lavoro sporco di andare controcorrente e criticare l’orizzontalismo iper-egemone in Occupy (che infatti ha fallito e anche male come movimento, una cosa che ogni accel dovrebbe dare per scontato visto che l’accelerazionismo è emerso proprio in opposizione alla povertà stratetica di Occupy). Giusto per dirne una “un movimento che feticizza un modello organizzativo al posto dell’efficacia concede terreno al nemico” è una frase di Fisher che dovremmo tatuarci sul petto tutte quante talmente è importante e cruciale per poter mettere in campo un movimento accel maturo e capace di sfondare le porte del campo nemico e attaccarlo su tutti i fronti.

Non possiamo stare con due piedi in una scarpa: o ci togliamo la paranoia anti-verticalista, superando in toto il concetto di verticalismo/orizzontalismo (abbracciando la cibernetica, altro concetto accel importantissimo che non tocchiamo mai), oppure non faremo mai quello strappo necessario per superare le difficoltà croniche della sinistra degli ultimi decenni (che è stata una sinistra molto più orizzontalista che verticalista è che ha fallito in tutto).

E’ necessario smettere di preoccuparci se ciò che facciamo sia “eccessivamente verticalista” e iniziare a mettere in campo strumenti sulla base della loro reale efficacia.

Scusate per lo sfogo vi si vuole bene, ma io in questo orizzontalismo mi sento incredibilmente stretto