Care e cari Capibara come va? Da un po’ di tempo regna un silenzio surreale. Eppure le ultime 5 settimane sono state piene di eventi dirompenti, tra giornali che parlano di noi e chiedono interviste, il Mark Fisher Party a Roma a luglio e altro. E’ anche e soprattutto per questo che ci stupisce il fatto che i fatti recenti non abbiano animato nessun vero dibattito interno alla nostra community.
Ma facciamo un passo indietro. Poiché nelle recenti vicissitudini del nostro movimento alcune questioni personali ed altre questioni politiche di interesse per tutte si sono inopinatamente confuse dando origine a un gran casino, questo post si propone di sciogliere questa matassa – o almeno di provare a farlo dal nostro punto di vista. In ogni caso, questo documento esprime un disagio politico condiviso dalle persone che l’hanno firmato, un disagio che va al di là dei singoli scazzi e che è relativo al piano politico-organizzativo. Di conseguenza, la vicenda politica e quella personale saranno ricostruite separatamente.
1.1 CRONOLOGIA POLITICA Circa tre mesi fa, da più parti nel movimento cresce l’esigenza di strutturarsi per portare avanti i progetti ambiziosi del movimento e del partito. A inizio maggio viene presentato il cosiddetto “Documento di Èmma” *https://docs.google.com/document/d/1_FzWKl7jvIXG-GKx5HN8WKeseJod2cmKtWViVewSS6g/edit?tab=t.0 * che propone la possibilità di formare gruppi per specifici task (statuto, propaganda e programma) formati su base volontaria e legittimati da un mandato collettivo temporaneo. Il documento viene sottoposto alla community e discusso nel corso di una lunga e animata assemblea tenutasi il 5 Maggio scorso ed efficacemente riportata in questo verbale: https://sinistraverso.org/post/364 Una serie di contingenze e alcune forti resistenze hanno portato la chiamata alle ore piccole e, in mancanza di proposte alternative e/o modifiche, la timida proposta di creare tre gruppi con mandato collettivo di fatto cade nel vuoto.
Paradossalmente, qualche giorno dopo, il Circolo Nomade Accelerazionista(1) si riunisce e vara il “polpo di stato”, ovvero un decreto che affida ad 8 persone selezionate(2) l’incarico di portare avanti un percorso a tappe per “ricucire lo strappo” della chiamata del 5 Maggio e dar vita ad una prima bozza di regole assembleari, decisionali e statutarie – una sorta di “costituente”. Il “diktat” non viene sottoposto all’approvazione dell’assemblea e viene inaspettatamente annunciato nella chiamata del 12 Maggio che – dopo i malumori del martedì precedente – era stata convocata all’insegna del “cazzeggio obbligatorio” e pertanto era priva di odg. In quell’occasione si è detto anche che il “diktat” era una procedura di emergenza e che il movimento non si sarebbe più avvalso di simili metodi autoritari in futuro senza un motivo valido.
Daniela si rifiuta di far parte della costituente affermando che avrebbe invece aderito a un tipo di processo aperto, più simile a una Repa. Gli altri nominati al contrario accettano l’incarico ma si sentono in imbarazzo. Vuoi per una ragione, vuoi per l’altra, nessuno dei nominati fonda il gruppo costituente e nessuno di fatto avvia i lavori. Il “polpo di stato” cade nel vuoto. Un altro fatto increscioso ha luogo in quella stessa chiamata che però sarà trattato nella sezione successiva.
Malgrado la promessa di non varare più diktat, un componente dello stesso gruppo che aveva emesso il polpo di stato (Xenodibi), senza chiedere il parere del Gruppo Propaganda, il parere dell’assemblea e senza comunicare in alcun modo il proprio intendimento, seleziona 9 persone (3) e affida loro l’incarico di parlare in TV a nome del partito. A questo fine, avvia un corso di formazione online tenuto da Olmo. Una delle persone incaricate, Giovwave Paris, solleva alcune obiezioni sulla composizione del gruppo. Chiede a Xenodibi il motivo dell’assenza, tra i nominati, di un dialogatore competente come Lorenzo e si interroga sulla legittimità di un tale gruppo a parlare a nome di tutti.
Xenodibi estromette Paris dal gruppo whatsapp adducendo un supposto e non meglio precisato disinteresse di quest’ultimo nei confronti del gruppo e una mancanza di affinità caratteriale col resto dei componenti.
La domanda che sorge spontanea è: cosa sta succedendo?
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È legittimo e comprensibile che alcune persone nel movimento abbiano una certa influenza, ma questo non giustifica in nessun modo l’esercizio del potere assoluto ed esecutivo sulle cose del Partito. I fatti recenti qui ricostruiti raccontano una gestione verticistica del potere che non condividiamo e che non poggia su nessuna fonte di legittimità collettiva.
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Un organo (Gruppo TV) che ha l’obiettivo di formare persone che parlano a nome della collettività non può essere creato da un singolo soggetto (un uomo solo al comando) che si muove “in autonomia”, senza rendere conto alla collettività. E’ già da mesi che esiste un Gruppo Propaganda – nato da una proposta collettiva presentata a febbraio e accettata da una call molto partecipata – che doveva occuparsi proprio di queste cose. Non esiste che un singolo individuo passi sopra ai gruppi interni che hanno ricevuto un mandato collettivo (formale o informale che sia).
Dibi, più che da “cane sciolto” – come ama definirsi – si sta comportando da capobranco (anche se siamo sicure che non lo stia facendo apposta o con cognizione di causa). -
Troviamo oltremodo grottesco che vengano formati e incaricati gruppi operativi (similmente a quanto chiesto nel documento di Èmma) quando tale possibilità era stata di fatto esclusa dalla bocciatura del 5 Maggio scorso. E’ assurdo che venga bocciata una proposta – senza neanche prendersi la responsabilità di andare incontro ai desideri che l’hanno ispirata – per poi metterne in pratica alcune parti senza nessun mandato collettivo, in segreto e senza nemmeno ricercare il consenso.
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È ipocrita parlare di cura e allo stesso tempo allontanare/ estromettere alcune persone dai gruppi (in modo diretto o indiretto).
È un modo di agire verticalista, arbitrario, opaco e non considera lo spazio politico che stiamo condividendo. Questo modus operandi non è particolarmente nuovo in politica e ha un nome preciso, si chiama abuso di potere, al di là delle intenzioni dichiarate o della presunta buona fede.
1.2 CRONOLOGIA PERSONALE
Il 06/05/2026, ovvero il giorno dopo l’assemblea del 5 Maggio, la più partecipata nella storia del movimento, Daniela scrive sulla chat delta una serie di domande provocatorie rivolte a Lorenzo in merito ad una corrente partitica che avrebbe segretamente sostenuto la proposta di Èmma. Daniela chiedeva quali fossero gli scopi di una simile organizzazione i componenti della chat contro Lorenzo, il quale abbandona la chat. In molti (Xenodibi, Paris, Quattro, Mara, Giaime) tentano di mediare parlando coi due protagonisti di questo conflitto (Lorenzo, Daniela). Il martedì successivo 12 Maggio, dopo l’annuncio del polpo di stato, poiché alla chiamata erano presenti sia Daniela che Lorenzo, erano forse in molti ad aspettarsi un passaggio di riconciliazione. Al contrario, Daniela e Yan prendono la parola per pronunciare un intervento in cui di fatto si deride la corrente IF/ASAP, si afferma che “non è successo niente” e nessuna scusa per il comportamento del 6 Maggio. Lorenzo esce dalla chiamata e segue un momento poco edificante in cui Xenodibi e Mara e tutti gli altri se la prendono con Daniela, in una sorta di linciaggio. Nei giorni successivi il gruppo CLOBTE (la collettiva torinese) organizza un paio di aperitivi bellavita e pranzetti e dà spazio a Daniela per spiegare le proprie ragioni, non da tutti ritenute sempre valide ma nemmeno delegittimate. Daniela e Yan continueranno a fare CLOBTE ma dichiarano l’intenzione di allontanarsi dal movimento nazionale. A partire da questo episodio, le chiamate del martedì vanno deserte, regna uno strano silenzio, che contrasta in maniera stridente con i roboanti proclami di Xenodibi sul crescente interesse riscosso dal Partito Capibara.
Poichè questa situazione continua a sembrarci grottesca, intendiamo convocare una assemblea per parlare di quello che sta succedendo in data domenica 28 giugno (o dal secondo pomeriggio, o dalla sera).
1: Il “gruppo storico” composto da Giuseppe, Mara, Nat e Dibi 2: Lorenzo, Èmma, Efallom, Daniela, Quattro-Due, Olmo, Manuela di Bologna e Lorenzo Robin di Firenze 3: Xenodibi, Giuseppe, Olmo, Quattro-Due, Adri, Albachiara Gandolfo, Maura, Sofia/GiovannaMucciaccia e Paris
SOTTOSCRIZIONI: alcune persone appoggiano la prospettiva di un dibattito interno su questi temi e hanno espresso esplicito sostegno alla richiesta di chiarimenti oltre che dallo scrivente, la ricostruzione è appoggiata da:
Èmma Alessia, Pascal, Lorenzo, Stefano (Steddy)

