Esperimento fallito. Dopo il raduno di metà settembre avevo iniziato a riflettere e ho provato a fare un esperimento: tradurre quell’idea diversa di lavoro, l’idea di superarlo, in un linguaggio capitalista, per dimostrare che forse era solo una questione di narrazione. Mi era capitato di parlare con persone provenienti da contesti diversi che condividevano molte idee, ma appena si nominava l’accelerazionismo o più banalmente il socialismo, scattavano sulla difensiva.
Volevo prendere concetti legati alla dignità, al lavoro come attività e non come identità, e riscriverli con parole da manager: resilienza, valore condiviso, ecosistema, capitale umano. Se il problema era di branding, pensavo potesse essere interessante cambiare linguaggio per far passare il messaggio ma con le loro regole. Così mi sono messo a elaborare un finto progetto aziendale per un futuro più resiliente. Vision 2028: costruire valore in un ecosistema in trasformazione
Il risultato? Unammerda.
Il momento in cui mi sono reso conto che era impossibile proseguire è stato quando ho provato a riscrivere per l’ennesima volta la sezione sul “Capitale umano come infrastruttura strategica”. Ogni frase suonava come una supercazzola, fuffa patinata che cercava di fregare il lavoratore. Ero partito con l’idea di dire qualcosa di utile e importante, ma finivo per rafforzare lo stesso sistema che volevo mettere alla berlina.
Mi sono fermato, ho lasciato decantare un po’ le cose, poi ho riletto il documento e ho capito che il linguaggio aziendale assorbe tutto. La partecipazione diventa vantaggio competitivo, la cura si trasforma in benessere operativo, l’autonomia in accountability. La critica si converte in asset strategico… Nulla cambia! A quel punto non stavo più traducendo concetti, ma collaborando con la macchina capitalista.
Da informatico, mi sono chiesto se fosse un fallimento tecnico, ma credo sia un fallimento concettuale. Quel linguaggio è costruito per neutralizzare ogni conflitto: promette equilibrio proprio per sterilizzare qualsiasi deviazione dal percorso previsto dal potere.
Oggi abbandono questa malsana idea, con la consapevolezza che quel lessico non si piega, perché è fatto apposta per non piegarsi. Esalta la perfezione e uccide chi resta indietro.
Lascio qui il link a una cartella Dropbox con il PDF e il file ODT dell’esperimento.



Ma non riesco a capire “lo scopo” che hai in mente