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Cake day: October 16th, 2025
  • Beh perdonami, farlo a Firenze in questi termini gioverebbe a Roma, Bologna e le collettive toscane, per esempio. Il messaggio che intendevo trasmettere è che ci sono molte militanti dedicate principalmente a iniziative sul territorio e quindi con scarsa visibilità dall’esterno, scegliere “dall’alto” dove farlo inevitabilmente farebbe sentire queste persone messe da parte.

    Detto questo, io sono assolutamente d’accordo con la volontà di vederci di persona, penso anch’io sia importantissimo. Però allo stesso tempo definirla “plenaria” darebbe a questo incontro un’ufficialità che non penso abbia e che sicuramente non è stata negoziata

  • Ciao Lorenzo! Condivido abbastanza la linea, ma devo fare una piccola nota che mi confonde (anche del post di dibi): non capisco da dove venga la percezione che non ci siano militanti gratuitiste in Lazio, numericamente siamo la collettiva locale più numerosa ahahah

    Detto questo, appoggio la data per un incontro translocale, ma non lo considererei un incontro plenario. Ormai siamo abbastanza da rendere quasi impossibile organizzare un evento del genere senza lasciare qualcuna indietro. E per quanto gli spazi meridionali non siano enormi numericamente, non penso sia corretto non considerarne l’esistenza.

    Magari potremmo coordinare una serie di incontri locali, con una restituzione online? Noi a Roma facciamo già riunioni abbastanza di frequente e penso sarebbe molto semplice.

Lo scorso 16 ottobre gli studenti delle superiori hanno scioperato in massa in tutta Italia, con manifestazioni nell’ordine delle decine di migliaia a Roma e Torino, e numerose migliaia anche a Firenze, Bologna e Napoli (ma cortei e manifestazioni sono state capillari in tutto il paese). La radicalità dei giovanissimi ha inoltre investito le piazze […]

Breve aggiornamento: ho eliminato 1021 account spam creati dal 30 settembre al 18 ottobre. Non hanno mai generato cookie di sessione, quindi non ho modo di recuperare gli IP dai quali si sono connessi, purtroppo.

Quando riapriremo le registrazioni, saranno comunque su approvazione (come erano fino a qualche mese fa) e intanto mi attivo per cercare qualcosa che limiti l’accesso ai bot, ma non impedisca di utilizzare le app e non crei problemi con il Fediverso.

  • Si registrano tutti in massa dicendo “Hi! I’m a developer interested in decentralized platforms. I’d love to join to follow tech discussions. Thanks!” e poi fanno spam tipo i post che si sono visti negli ultimi giorni

  • Io sono d’accordo con te e non penso che le chat dovrebbero essere centrali, ma non penso neanche che dovremmo farne a meno.

    Avere un forum come unico spazio di discussione tematica implica il rinunciare a ogni possibile fattore umano, incanalando tutta la voglia di fare su un canale del tutto freddo, impersonale e poco immediato.

    Penso che l’utilità di questo spazio debba assolutamente essere rilanciata come strumento che renda più fruibile ciò che facciamo e magari anche come spazio di discussione più articolata e strutturata, ma un forum non può essere a mio avviso lo spazio dove parlare, dove scambiarsi link al volo e dove cazzeggiare.

    Inoltre la creazione di collettive è qualcosa in cui molte di noi credono moltissimo e che onestamente sto trovando molto efficace nel non disperdere le energie e nel creare uno spazio che possa accogliere. Si può migliorare? Certo, ma io sento molto più vivo e molto più affine un movimento che si caratterizzi come un ecosistema dinamico di spazi tematici.


    Passando ora allo spazio romano, parli di criticità già evidenti, che io però non vedo: puoi dirci quali siano? Per me sarebbe molto più critico accentrare tutto in un punto solo forzando le persone che vogliono discutere di un tema a farlo in mezzo a tutte le altre a cui magari non interessa. Infine la voglia di veicolare queste energie nasce anche dal fatto che questi sotto spazi tematici siano nati spontaneamente e troverei il decidere dall’alto che non ci sia più libertà di creare degli spazi nuovi un cambio di rotta a dir poco discutibile di questo movimento.

    Metti che io X e una compagna Y decidiamo che vogliamo attivarci per iniziative a tema gastronomico a Roma, attualmente creeremmo una chat tra di noi, faremmo in modo che chiunque abbia interesse in quel tema possa raggiungerci facilmente e man mano che decideremmo di organizzare eventi, scrivere articoli o quello che ti pare li renderemmo pubblici su Lemmy, sulla Wiki e ovunque sia comodo. Perché non dovremmo poterlo fare secondo te? Perché non dovremmo poter avere un canale che sia accessibile anche ad altre persone in cui anche banalmente chiacchierare del tema?

“Il Marocco ha abbracciato interamente le pratiche tecno-autoritarie, acquisendo una vasta gamma di tecnologie di sorveglianza per stabilire e consentire un sistema repressivo specificamente progettato per instillare paura tra gli attivisti per i diritti umani e i giornalisti, mettere a tacere le loro voci e ostacolare il loro lavoro all’interno e all’esterno del Marocco”, ha dichiarato Agnès Callamard, Segretario Generale di Amnesty International.

  • Non ho la percezione che qui stiamo aspettando salvatori esterni, onestamente.

    E poi (sto esprimendo solo le mie opinioni) la storia recente sia italiana che europea ci dimostra quanto questi strumenti siano assolutamente inefficaci per attuare cambiamenti concreti e ci dimostra quanto l’intero apparato burocratico e pseudo-democratico sia costruito per tutelare lo status quo. Apprezzo e condivido l’entusiasmo, ma non condivido l’esigenza di trasformarci in burocrati per chiedere umilmente al governo borghese di parlare delle nostre proposte e “fare i compiti” che ci vengono imposti dall’alto.

    Poi se ci si vuole attivare per muoversi anche su un fronte legale, approvo assolutamente. Ma non approvo la retorica dello “star perdendo tempo finché non ci si attiva a fare le cose serie, le cose dei grandi”, perché questa è proprio una bella doccia di realismo capitalista ed è lo strumento usato da decenni per reprimere ogni desiderio di un’alternativa, non è lo strumento per portare un’alternativa.