Ciao, una riflessione post-raduno bolognese. Mi sono accorto che il più delle relazioni di qualità si costruiscono a lato (o a termine) dei nostri recenti raduni spontanei, quando si rimane a chiaccherare con un gruppettino di persone rimaste fino a sera, liberando tanta creatività insieme e sognando e strategando insieme. Mi è successo a Vicenza (nelle bellissime serate passate insieme a strategare il futuro), mi è successo rompendo con lɜ vrps la sera a Torino, mi è successo nuovamente ieri sera a Bologna.

Allora sulla base di alcuni input di una compagna di Padova che propone qui di fare una cena sociale accel per stare insieme, magari prima di Natale, mi viene da proporre: e se i prossimi raduni spontanei fossero delle cene sociali?

Durante una cena/pranzo sociale si sta piacevolmente insieme, si chiacchera autenticamente, ci si conosce per davvero. E mi pare che sia questo che importi: conoscersi. Radunare ciò che è sparso significa prima di tutto fare comunità,stare insieme, appunto conoscersi.

Se avete voglia, mi piacerebbe sapere la vostra opinione a riguardo. Che ne pensate?