Rendiamoci conto che il cambiamento che vogliamo portare è parte di un grande e complesso avvenimento evolutivo
Scardinare il paradigma della competizione (cosa sono io rispetto all’altr?) per un nuovo paradigma di cooperazione (cosa sono io insieme all’altr?)
Questo conflitto tra i due paradigmi non è una novità, ma credo che più andiamo avanti più diventerà l’essenza della lotta, la misura delle nostre alleanze
Rivendico questa distinzione (nel micro cosi come nel macro: nei comportamenti che abbiamo noi stess cosi come nelle dinamiche globali) come cruciale per definire che cosa è la nostra lotta: è la lotta della cooperazione (empatia, cura, amore, efficenza, mutuo aiuto, solidarietà, consapevolezza) contro la competizione (oppressione, violenza, autoritarismo, discriminazione, spreco)
Il processo è un processo evolutivo, quindi procede per tentativi, ma l’insegnamento è chiaro: alla lunga vince chi si sa aiutare
Ed è per questo che propongo (con calma, d’altronde parliamo di tempi evoluzionistici!) la creazione di una organizzazione del mutuo aiuto globale, un sistema snello, decentralizzato, propositivo (e non impositivo), che semplicemente aiuti logisticamente l’aiuto che le persone si danno e si daranno
La creazione di questa rete di solidarietà, cosi utopistica al momento, rappresenta l’opportunità di scardinare i vecchi sistemi di dominio, rivalutare ogni usanza e credenza e cultura, nel benessere collettivo (dinamico, non statico; non un traguardo da voler raggiungere ma verso cui avanzare)
Come spunto vi linko questo corso di biologia comportamentale di Robert Sapolsky per chi volesse infottarcisi https://youtube.com/playlist?list=PL848F2368C90DDC3D

Questa quindi sarebbe una proposta di scaletta per la stesura dello statuto?
E mi confermate che lo statuto è l’ultimo step da risolvere prima di poter iniziare la raccolta firme? Oppure ci sono altri passaggi da smarcare?