Ciao a tutt3, volevo condividere con voi un metodo comunicativo che ho scoperto da un po’ di tempo e che personalmente ha rivoluzionato il mio modo di comunicare con gli altri.

Non che io ne sia esperta, c’è sempre da imparare e migliorarsi in questo senso, però cerco di applicarlo nella mia vita di tutti i giorni, e devo dire che cambia completamente il modo di gestire le conflittualità.

Premessa: può sembrare molto complesso, ma in realtà capito il meccanico è relativamente facile da integrare nella quotidianità. Dico relativamente perchè di fatti la dinamica è molto facile una volta compresa, ma non è sempre facile quando si è travolti dalle emozioni attenersi. Giuro che però con la pratica diventa sempre più spontaneo :)

Per me la Comunicazione NonViolenta (CNV) andrebbe veramente adottata da tutti, è un cambio di paradigma nella comunicazione col prossimo e facilità la risoluzione dei conflitti. Stavo riflettendo che in una società della cura sarebbe fondamentale adottare un approccio gentile anche nella comunicazione. Per questo volevo condividere con voi questo metodo, sperando che possa essere d’ispirazione 🙏

Adesso vi metto un sunto preso da internet e rielaborato da me. Comunque se volete approfondire ci sono un sacco di video online e so che addirittura esistono interessantissimi laboratori di Comunicazione NonViolenta dal vivo.


La Comunicazione Nonviolenta (CNV) è un metodo ideato dallo psicologo Marshall Rosenberg. Il suo scopo è superare i conflitti ed esprimersi in modo chiaro ed empatico. Si articola in quattro fasi sequenziali:

  1. Osservazione: descrivere i fatti in modo oggettivo, senza giudizi.
  2. Sentimento: esprimere le proprie emozioni.
  3. Bisogno: identificare il bisogno universale alla base dell’emozione
  4. Richiesta: formulare una richiesta concreta e realizzabile per migliorare la situazione

La CNV si basa sull’idea che tutti gli esseri umani abbiano desideri e bisogni universali (come affetto, sicurezza, comprensione). Quando questi bisogni non vengono soddisfatti, le persone possono ricorrere a linguaggi giudicanti, critiche o pretese (il cosiddetto “linguaggio sciacallo”). Attraverso la CNV (definita anche “linguaggio giraffa” per via della sua capacità di avere una visione d’insieme e un grande cuore), si sposta l’attenzione dalla ricerca del colpevole alla cura delle relazioni.

COME SI ARTICOLA IL PROCESSO (ESEMPI):

  1. Osservazione vs. Giudizio: Invece di dire “Sei sempre in ritardo”, la CNV suggerisce di dire “Sono le 09:00 e avevamo appuntamento alle 08:30”. Limitarsi a osservare i fatti impedisce all’interlocutore di mettersi subito sulla difensiva

  2. Assumersi la responsabilità delle proprie emozioni: Le parole degli altri possono essere uno stimolo, ma non la causa diretta dei propri sentimenti. I sentimenti derivano da come si scelgono di interpretare quelle parole e dai propri bisogni.

  3. Esprimere i bisogni: Bisogna esprimere chiaramente di cosa si ha bisogno. Dire “Ho bisogno di essere rassicurato/a” è molto più efficace che incolpare l’altro di non ascoltare.

  4. Formulare richieste: La richiesta deve essere chiara, presente e formulata con un’azione positiva. Chiedere “Ti va di avvisarmi se fai tardi la prossima volta?” è una richiesta concreta, non un’imposizione.

ULTERIORE ESEMPIO PRATICO

Situazione: partner o coinquilin* lascia i piatti sporchi nel lavandino per giorni, nonostante i patti presi. Confrontiamo l’approccio comune (che crea conflitto) con i 4 passaggi della CNV:

Il modo comune (Linguaggio “Sciacallo”)

“Sei l3 solit3 pigr3 ed egoista! Non fai mai niente in questa casa e lasci sempre tutto sporco. Mi sono stancat3 di farti da serv3.”

Perché non funziona: Contiene giudizi (“pigro”), generalizzazioni (“mai”, “sempre”) e attacchi. L’altra persona si difenderà o attaccherà a sua volta.

Il modo CNV (Linguaggio “Giraffa”)

“Quando vedo che ci sono i piatti nel lavandino da tre giorni, mi sento frustrato e nervoso, perché ho bisogno di ordine e di collaborazione negli spazi comuni per stare bene. Ti andrebbe di lavarli entro questa sera, o preferisci che troviamo un altro momento?”

Spacchettato, ecco come funziona:

1) Osservazione (I fatti oggettivi)

Frase: “Quando vedo che ci sono i piatti nel lavandino da tre giorni…”

Descrivi la scena come farebbe una telecamera. Niente “sempre” o “mai”. Solo dati incontestabili.

2) Sentimento (Cosa provi tu)

Frase: “…mi sento frustrato e nervoso…”

Parla di te. Preferibilmente non dire “mi sento abbandonato o ignorato” (questi sono giudizi sull’azione dell’altro). Usa emozioni pure: triste, stanco, preoccupato.

3) Bisogno (Il valore universale che ti manca)

Frase: “…perché ho bisogno di ordine e di collaborazione negli spazi comuni per stare bene…”

Collega l’emozione a un tuo bisogno profondo, non al comportamento dell’altro. Tutti gli esseri umani capiscono il bisogno di collaborazione.

4) Richiesta (L’azione concreta e fattibile)

Frase: “…ti andrebbe di lavarli entro questa sera, o preferisci che troviamo un altro momento che vada bene a entrambi?”

La richiesta deve essere specifica nel tempo e aperta al dialogo. Se non accetti un “no” o una negoziazione, non è una richiesta, è una pretesa.


Ho cercato online (quindi prendete con le pinze quello che sto dicendo, non sono un’esperta) se questo metodo va bene pure per persone neurodivergenti, e ho trovato questo:

Assolutamente sì. La Comunicazione Nonviolenta (CNV) può essere uno strumento eccezionale per le persone neurodivergenti, incluse quelle nello spettro autistico lieve-medio.

Tuttavia, l’approccio va adattato. Esistono punti di forza naturali e alcune sfide specifiche che richiedono piccoli aggiustamenti pratici.

PUNTI DI FORZA

  • È una struttura logica: è composta da regole chiare e pattern
  • Elimina i messaggi impliciti: non ci sono sottotesti o frecciatine
  • Si basa su fatti oggettivi:

LE SFIDE

  • Difficoltà a riconoscere le emozioni: è utilissimo usare supporti visivi o “ruote delle emozioni” cartacee per associare le sensazioni fisiche (es. battito accelerato, stomaco chiuso) a una parola specifica (es. ansia, sovraccarico)

  • Il rischio di “Masking” (Esaurimento energetico): Tradurre i propri pensieri spontanei nella formula rigida della CNV richiede un grande sforzo cognitivo. Per una persona autistica, questo può trasformarsi in un ulteriore livello di masking (lo sforzo cosciente di imitare i comportamenti neurotipici per integrarsi), che alla lunga genera forte stanchezza. Non serve essere perfetti o usare un linguaggio finto e formale. La CNV può essere semplificata e resa molto schematica e diretta.

Esempio di CNV adattato (“Stile Diretto”)

Modello standard:

“Quando l’aria condizionata è a 20 gradi mi sento a disagio perché ho bisogno di comfort corporale”

Modello adattato:

  1. (Osservazione) “L’aria condizionata soffia direttamente sulla mia scrivania ed è impostata a 20 gradi.”
  2. (Sentimento/Bisogno fusi insieme) “Sento troppo freddo e questo mi impedisce di concentrarmi sul lavoro.”
  3. (Richiesta) "Chiedo di poter spostare la mia postazione in fondo alla stanza o di poter alzare la temperatura a 22 gradi. È fattibile?

Cosa ne pensate? Qualcuno lo conosceva già, lo usa già?