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- 22 days
Penso che la questione del prezzo sia relativa, considerando il periodo che stiamo vivendo e le stesse dichiarazioni di Valve sui problemi di approvvigionamento di RAM e SSD
Io la userei anche come PC solamente se fosse un utilizzo secondario (non per forza marginale), considerando che sei molto limitato da Flatpak (non prevede altri modi di installare applicazioni). Però è sicuramente una opzione valida da provare e che se soddisfa molto adatta a chi non vuole lo sbatti di gestirsi una distribuzione e trova le app che gli servono nello store
- 3 months
Specificherei che è il primo profilo ufficiale del partito su Instagram ahaha
Non tutti pensano a Instagram immediatamente, e soprattutto non hai condiviso il link ahaha
- 3 months
Ciao deacali! Penso che questo punto di discussione sui protocolli sia importantissima! Vorrei portare sul tavolo sia delle idee ulteriori che degli esempi della mia esperienza.
Prima di tutto vorrei espandere il concetto di protocollo. È importantissimo pensare a come i protocolli, soprattutto se liberi, permettono di coordinare entità di qualsivoglia dimensione e tipologia senza che una forza egemone possa prenderne il controllo e, soprattutto, senza che una entità centrale debba controllare ciò che succede in tutta la rete. Come esempio (informatico) basti pensare alle email: chiunque può potenzialmente tirare su un server mail e gestirlo, e mandare mail a tutti. E nessuno può far nulla per impedirlo! Così come per qualsiasi altro protocollo condiviso di cui nessuno ha il controllo. Come esempio più recente si può pensare ad ActivityPub, dove convivono tantissime realtà differenti che possono coordinarsi senza che ci sia un controllore, senza che ci sia un elemento egemone centrale che controlli tutto. La stessa tecnologia che muove questa community, lemmy, supporta questo protocollo. Ciò permette di far parlare tra di loro tantissime realtà diverse, da Mastodon a Lemmy a GoToScial a Pixelfed… e ognuno ha il proprio server, se vuole, e parla con tutti con le modalità che preferisce!
Detto ciò, la comunicazione è la chiave per far funzionare il tutto. Il capire come comunicare tra noi, che è la cosa più difficile che esiste, è ciò che da vita e legittimità al protocollo. E questo deve emergere dal confronto continuo. Non c’è modo di accelerare questo processo, solo di partecipare per ottenere il miglior esito possibile. E non c’è modo di far velocemente, perché è in continua evoluzione.
L’obiettivo nostro dovrebbe essere quello di iniziare, pian piano, a creare questo protocollo, con l’idea di vedere quali necessità emergono, quali bisogni escono fuori, come creare un protocollo funzionale che sia quanto più minimale e completo possibile. Ed è un processo lento. Un processo pachidermico. Ma quando riusciamo a farne emergere un pezzettino è a favore di tutti, da tutti, per tutti.
- 5 months
Vorrei rispondere punto per punto, ma trovo difficile inquadrare certe parti, quindi cercherò di capirle chiedendo un commento:
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Essere pro-pirateria: in primis l’essere a favore della pirateria vuol dire essere a favore di un modello sociale che disdegna i modi capitalisti e si concentra sulle necessità degli utenti e dei creativi. Tante volte la pirateria è stato un modo per provare software che poi si è supportato, per supportare mercati ingiustamente ignorati dal capitalismo, per permettere un accesso democratico e paritario a software necessari e altrimenti inaccessibili. La pirateria cessa di esistere SEMPRE nel momento in cui queste necessità vengono a mancare perché non sussistono più i motivi scatenanti. Quindi, da quando in qua ci dovremmo definire anti-pirateria solo perché è un “crimine”? Oltretutto dovresti rivedere le leggi italiane ed europee, poiché la pirateria comunemente intesa come illegale è sempre stata ostracizzata e pubblicizzata come tale dal capitale e rappresenta una distorsione della normativa vigente.
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Da quando in qua il gratuitismo mira ad andare pro-corrente sociale? Il suo scopo è godersi la vita ai propri ritmi, e sostanzialmente nessuno dei costrutti sociali del capitalismo mira a ciò. Da qui la necessità, se veramente vogliamo arrivare a goderci la vita, di andare contro tutti questi costrutti sociali per liberare lo spazio psicofisico di questa società malata. Inoltre hai parlato di contraddizioni ma senza allegare né esempi validi né una disamina delle stesse.
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La condivisione di responsabilità all’interno di un gruppo non presuppone nessuna gerarchia se non quella autoimposta (e da evitare come la peste) che ci fa percepire certe figure più autoritarie di altre basandosi su una visione del mondo parziale e totalmente soggettiva. Qui sta alla comunità creare un sistema sufficientemente robusto che possa riconoscere e aiutare nei casi dove questa autorità finisca per emergere.
Per il bonus: secondo me hai in parte ragione, nel senso che limitare la nostra visione ad essere anti è deleterio per il movimento. Come contraltare però ci metto che abbiamo delle idee, e ne abbiamo tante, e lo stiamo dimostrando tutto il giorno. Ridurre tutte queste idee solo all’essere anti lo trovo estremamente riduttivo. Come per il secondo punto, la nostra visione del mondo appoggia tantissimi punti che sono in contrasto con il sistema, e conseguentemente sono “anti” qualcosa.
PS Il tuo accenno alla proprietà transitiva non ha un senso logico, non è coerente.
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- 5 months
Ehm, non penso ci serva un business plan. Un business plan è molto focalizzato sulla presentazione e realizzabilità di un prodotto vendibile, strutturando una strategia intorno ad esso. Noi non vendiamo niente. L’unica cosa in comune che avremmo con un business plan è la necessità di una strategia, ma anche considerando solo quella l’obiettivo, i dati da prendere in considerazione e le scelte da fare sono totalmente diversi.
Non siamo una azienda, non venderemo niente, non abbiamo un “business” in corso, non ci serve un business plan.
- 9 months
Concordo in pieno sulla necessità di puntare sulla riduzione delle situazioni che portano alla necessità di imballaggi, come le produzioni locali. Inoltre sicuramente ci sarà una riduzione assoluta di trasporti una volta impostato il mondo in maniera sana e non consumistica, portando alla fattibilità soluzioni che al momento non sono considerate per via della mole delle merci


Magico; spettacolare! Sono molto fan di trovare modi “alternativi” di comunicare, perché permettono di espandere il modo di discutere e venirsi incontro in base alla situazione. Sono strumenti, che quando imparati e sviscerati migliorano la comunicazione personale tutta.
Da programmatore mi viene naturale fare il parallelo con l’imparare diversi linguaggi di programmazione, invece che uno solo, che permette di migliorare la propria abilità di programmazione tutta. Come mi viene naturale fare il parallelo quando si impara una nuova lingua, e ciò permette di modificare il proprio ragionamento e la propria visione del mondo poiché ogni lingua si porta dietro la cultura e la storia delle persone che la parlano.
Detto questo trovo questa modalità di comunicazione molto interessante, che può essere applicata in tantissimi contesti e adattata a molte situazioni diverse. Come tutto è difficile sia da applicare che da imparare all’inizio, come è complesso trasmettere queste conoscenze al prossimo, ma ritengo che sia importante, molto più di altre competenze, arricchire il nostro bagaglio di comunicazione. Personalmente cercherò di imparare e applicare questa metodologia, che comunque già in parte ho iniziato a cercare di applicare in moltissimi contesti (ad esempio esprimere bisogni e sentimenti piuttosto che accusare e proporre soluzioni).