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Cake day: April 21st, 2026
  • Grazie Caesius per aver condiviso questa iniziativa!

    " I rapidi sviluppi dell’intelligenza artificiale e della robotica determinano l’urgente necessità di dissociare i nostri mezzi di sussistenza dalla capacità di vendere la nostra forza lavoro, poiché presto avremo una situazione in cui non ci saranno abbastanza posti di lavoro per tutti." 👏👏👏 ma secondo voi è possibile entrare in contatto con queste persone che hanno fatto la proposta?? Chi sono?

    Organizzatori Rappresentante Klaus SAMBOR - klaus.sambor@aon.at Paese di residenza: Austria

    Supplente Michele GIANELLA - gianella.michele@gmail.com

    Membri Aija LASMANE Marcus PETZ Alexander STREDAK Branko GERLIC Otto LÜDEMANN

    Fra di loro c’è un italiano, lo contattiamo?

  • Ciao Giò! Grazie del riscontro! Ho condiviso questo metodo perché è venuto fuori parlandone in privato, anche in vista della call che ci sarà, però l’ho messo qua anche a beneficio di tutte, perché mi sembra che siano dei principi interessanti da adottare in una società di cura. Non volevo imporre un rigido modo di esprimersi per la call che ci sarà a breve, perché sarà comunque già un momento lungo e articolato. Volevo solo suggerire un mindset diverso di pensare alla comunicazione con gli altri nella gestione specialmente dei conflitti. Se a qualcun3 di voi interessa questo metodo, e lo vuole applicare al proprio modo di esprimersi, sono sicura che questo aiuterà e faciliterà la comunicazione!

    Poi se questa cosa risulta interessante e vogliamo inserire alcune cose nei protocolli, meglio ancora, ma con calma e con una decisione condivisa, non imposta da me. Non imporrerei delle metodologie rigide per la call prossima :) è solo una suggestione che volevo farvi arrivare

  • Altre pratiche interessanti di CNV:

    • Giri di parola strutturati: Prima di aprire il dibattito libero, si fa un “giro di tavolo” in cui ognuno si esprime senza essere interrotto (max 1 min?)
    • Separare la reazione dall’ascolto: Chi ascolta non può rispondere subito. Deve prima riformulare ciò che ha sentito per verificare di aver capito il bisogno dell’altro.
    • Vietato il “Tu”: Gli interventi non devono mai iniziare con accuse (“Tu hai detto”, “Voi fate”). Devono iniziare con l’espressione del proprio vissuto (“Quando vedo questo…”, “Io mi sento…”).
    • Identificare i bisogni collettivi: Il facilitatore trascrive su una lavagna i bisogni emersi (es. sicurezza, efficacia, inclusione), non le opinioni o le soluzioni proposte. La soluzione si cerca solo dopo aver mappato i bisogni di tutti
    • Distinguere Richieste da Pretensioni: In gruppo, una richiesta è legittima solo se si accetta un “no” come risposta. Se il gruppo non può soddisfare una richiesta, si cerca una strategia alternativa che soddisfi lo stesso bisogno.
    • Il Cerchio di Ascolto (Listening Circle): Si usa un “oggetto della parola” (un testimone). Solo chi ha in mano l’oggetto può parlare. Gli altri praticano l’ascolto empatico silenzioso
    • I tre momenti della decisione: Una riunione efficace divide la discussione in tre fasi distinte:

    a) Fase di Divergenza: Esplorazione del problema e dei sentimenti.

    b) Fase di Emergenza: Identificazione e mappatura dei bisogni del collettivo.

    c) Fase di Convergenza: Formulazione di richieste e strategie concrete per il piano d’azione.

    • Gestione dei momenti di tensione (I “Time-Out”) Pausa di autoregolazione: Se i toni si alzano, chiunque nel gruppo può chiedere un “time-out” di pochi minuti. Il gruppo si ferma in silenzio per permettere a ognuno di connettersi con i propri sentimenti e bisogni prima di riprendere.

    Niente, mi sto appassionando a sta cosa, scusate i testi troppo lunghi 😂 è stra interessante

  • Che meraviglia! W I GIUSEPPI!

    Io non so se venerdì riesco ad esserci pure dalla mattina, anche se mi sarebbe piaciuto veramente un botto venire a conoscere il signor Giuseppe, però volevo proporvi questo se vi sembra sensato: potremmo fargli “un’intervista alternativa”, se il signor Giuseppe se la sente? Nel senso: il conduttore ha guidato la conversazione in una certa direzione, però sarebbe bello avere un dialogo diverso col signor Giuseppe, spiegargli meglio le nostre ragioni e vedere davvero cosa ne pensa, e se vuole fare un video da mettere nei nostri social.

    Comunque figata 😂

  • Ho cercato anche come fare ad adattare la CNV in contesti di gruppo, ho trovato qualcosa di molto interessante.

    Secondo me alcune cose sono stra interessanti, alcune le applichiamo già, altre sarebbero interessanti da adottare. Sono d’accordo col fatto che ci sia un facilitatore, al tempo stesso penso che ognuno dovrebbe prendersi la responsabilità dei propri interventi e ricorrere alla traduzione del facilitatore il meno possibile.


    La Comunicazione NonViolenta (CNV) di Marshall Rosenberg è ampiamente adottata in organizzazioni, assemblee e collettivi. È uno strumento strategico per prevenire conflitti, ridurre dinamiche di potere e favorire processi decisionali condivisi, spostando l’attenzione dai giudizi ai bisogni reali del gruppo

    Come applicarla nel concreto in contesti di gruppo:

    • Si può usare per evitare che le riunioni diventino arene di scontro. Aiuta i membri a esprimere il proprio disaccordo concentrandosi sui propri bisogni invece di attaccare le idee altrui

    • È ideale per i gruppi basati sul consenso e sull’orizzontalità. Facilita una gestione più sana delle tensioni e assicura che le minoranze o le divergenze di opinione vengano ascoltate ed empaticamente comprese

    • Nei ruoli di coordinamento: Aiuta i facilitatori a moderare gli interventi, disinnescare le provocazioni e guidare il gruppo verso soluzioni inclusive, allontanandosi dal modello “giusto o sbagliato”

    Ecco le regole e le pratiche più specifiche ed efficaci per la comunicazione di gruppo:

    1. Accordi di base per il gruppo (Istituire la cornice)

    Prima di iniziare qualsiasi discussione, il gruppo approva alcune regole condivise:

    • Parlare in prima persona (“Io”): Vietato usare il “si dice” o “tu sei”. Ognuno parla per sé (es. “Io provo frustrazione quando…” invece di “Voi create confusione”).
    • Nessun attacco ad personam: Si criticano le idee o le proposte, mai l’intelligenza o le intenzioni delle persone.
    • Rispetto dei tempi (Timeboxing): Si stabilisce un tempo massimo per ogni intervento (es. 2 o 3 minuti) per garantire equità.
    • Sospensione del giudizio: Quando qualcuno parla, l’obiettivo iniziale è capire il suo punto di vista, non preparare subito la propria ritorsione o risposta.

    2. Strutture di parola (Come si organizza il turno)

    Nelle assemblee e nei collettivi, la gestione del turno di parola è fondamentale per evitare interruzioni:

    • Giro di tavolo iniziale (Check-in): Ogni partecipante dice brevemente come sta e cosa porta nel gruppo. Serve a sintonizzarsi emotivamente.
    • Il “Cerchio di ascolto” (Council): Si usa un oggetto (es. un sasso o una penna). Solo chi ha l’oggetto può parlare; gli altri ascoltano in silenzio, senza intervenire o replicare immediatamente.
    • Giro di tavolo finale (Check-out): Un breve momento di chiusura per esprimere come si esce dall’assemblea.

    3. Segnali manuali (Metodo del consenso)

    Per evitare interruzioni verbali continue che spezzano il flusso e creano tensioni, molti collettivi CNV usano i segnali con le mani:

    • Mani alzate con dita mosse (“Jazz hands”): Significa “Sono d’accordo/Sento risonanza”. Permette di mostrare supporto visivo senza interrompere chi parla.
    • Incrociare le braccia sul petto (Il “Veto” o “Blocco”): Significa “Questa proposta viola un mio bisogno fondamentale o un valore del gruppo”. Ferma la decisione per approfondire il problema.
    • Segno a T con le mani: Richiesta di un chiarimento tecnico o procedurale urgente (prioritario rispetto alla lista degli interventi).

    4. Il ruolo del Facilitatore e del “Custode del Tempo”

    La CNV di gruppo raramente funziona da sola senza ruoli dedicati:

    • Il Facilitatore: Non prende posizione nel merito della discussione. Il suo compito è far rispettare il metodo, parafrasare gli interventi aggressivi traducendoli in “bisogni” ed evidenziare i punti di accordo.
    • Il Custode del Tempo (Timekeeper): Segnala con gentilezza quando il tempo di un intervento sta per scadere.
    • L’Osservatore dei processi: Una persona incaricata di monitorare il “clima energetico” ed emotivo del gruppo, proponendo una pausa se i toni si alzano troppo.

    5. La “Traduzione Empatica” dei conflitti

    Quando un membro esprime un attacco o una critica forte durante l’assemblea, il gruppo (o il facilitatore) applica la regola della traduzione:

    • Cosa viene detto: “Questa proposta fa schifo, pensate solo ai vostri interessi!”
    • Traduzione CNV: “Sento che sei molto preoccupato e arrabbiato. Hai bisogno di essere sicuro che i tuoi interessi e il tuo lavoro vengano tutelati da questa decisione?”

    Effetto: Questo disinnesca l’escalation e riporta il focus sul problema reale, non sul conflitto personale.

20 days

Ciao a tutt3, volevo condividere con voi un metodo comunicativo che ho scoperto da un po’ di tempo e che personalmente ha rivoluzionato il mio modo di comunicare con gli altri.

Non che io ne sia esperta, c’è sempre da imparare e migliorarsi in questo senso, però cerco di applicarlo nella mia vita di tutti i giorni, e devo dire che cambia completamente il modo di gestire le conflittualità.

Premessa: può sembrare molto complesso, ma in realtà capito il meccanico è relativamente facile da integrare nella quotidianità. Dico relativamente perchè di fatti la dinamica è molto facile una volta compresa, ma non è sempre facile quando si è travolti dalle emozioni attenersi. Giuro che però con la pratica diventa sempre più spontaneo :)

Per me la Comunicazione NonViolenta (CNV) andrebbe veramente adottata da tutti, è un cambio di paradigma nella comunicazione col prossimo e facilità la risoluzione dei conflitti. Stavo riflettendo che in una società della cura sarebbe fondamentale adottare un approccio gentile anche nella comunicazione. Per questo volevo condividere con voi questo metodo, sperando che possa essere d’ispirazione 🙏

Adesso vi metto un sunto preso da internet e rielaborato da me. Comunque se volete approfondire ci sono un sacco di video online e so che addirittura esistono interessantissimi laboratori di Comunicazione NonViolenta dal vivo.


La Comunicazione Nonviolenta (CNV) è un metodo ideato dallo psicologo Marshall Rosenberg. Il suo scopo è superare i conflitti ed esprimersi in modo chiaro ed empatico. Si articola in quattro fasi sequenziali:

  1. Osservazione: descrivere i fatti in modo oggettivo, senza giudizi.
  2. Sentimento: esprimere le proprie emozioni.
  3. Bisogno: identificare il bisogno universale alla base dell’emozione
  4. Richiesta: formulare una richiesta concreta e realizzabile per migliorare la situazione

La CNV si basa sull’idea che tutti gli esseri umani abbiano desideri e bisogni universali (come affetto, sicurezza, comprensione). Quando questi bisogni non vengono soddisfatti, le persone possono ricorrere a linguaggi giudicanti, critiche o pretese (il cosiddetto “linguaggio sciacallo”). Attraverso la CNV (definita anche “linguaggio giraffa” per via della sua capacità di avere una visione d’insieme e un grande cuore), si sposta l’attenzione dalla ricerca del colpevole alla cura delle relazioni.

COME SI ARTICOLA IL PROCESSO (ESEMPI):

  1. Osservazione vs. Giudizio: Invece di dire “Sei sempre in ritardo”, la CNV suggerisce di dire “Sono le 09:00 e avevamo appuntamento alle 08:30”. Limitarsi a osservare i fatti impedisce all’interlocutore di mettersi subito sulla difensiva

  2. Assumersi la responsabilità delle proprie emozioni: Le parole degli altri possono essere uno stimolo, ma non la causa diretta dei propri sentimenti. I sentimenti derivano da come si scelgono di interpretare quelle parole e dai propri bisogni.

  3. Esprimere i bisogni: Bisogna esprimere chiaramente di cosa si ha bisogno. Dire “Ho bisogno di essere rassicurato/a” è molto più efficace che incolpare l’altro di non ascoltare.

  4. Formulare richieste: La richiesta deve essere chiara, presente e formulata con un’azione positiva. Chiedere “Ti va di avvisarmi se fai tardi la prossima volta?” è una richiesta concreta, non un’imposizione.

ULTERIORE ESEMPIO PRATICO

Situazione: partner o coinquilin* lascia i piatti sporchi nel lavandino per giorni, nonostante i patti presi. Confrontiamo l’approccio comune (che crea conflitto) con i 4 passaggi della CNV:

Il modo comune (Linguaggio “Sciacallo”)

“Sei l3 solit3 pigr3 ed egoista! Non fai mai niente in questa casa e lasci sempre tutto sporco. Mi sono stancat3 di farti da serv3.”

Perché non funziona: Contiene giudizi (“pigro”), generalizzazioni (“mai”, “sempre”) e attacchi. L’altra persona si difenderà o attaccherà a sua volta.

Il modo CNV (Linguaggio “Giraffa”)

“Quando vedo che ci sono i piatti nel lavandino da tre giorni, mi sento frustrato e nervoso, perché ho bisogno di ordine e di collaborazione negli spazi comuni per stare bene. Ti andrebbe di lavarli entro questa sera, o preferisci che troviamo un altro momento?”

Spacchettato, ecco come funziona:

1) Osservazione (I fatti oggettivi)

Frase: “Quando vedo che ci sono i piatti nel lavandino da tre giorni…”

Descrivi la scena come farebbe una telecamera. Niente “sempre” o “mai”. Solo dati incontestabili.

2) Sentimento (Cosa provi tu)

Frase: “…mi sento frustrato e nervoso…”

Parla di te. Preferibilmente non dire “mi sento abbandonato o ignorato” (questi sono giudizi sull’azione dell’altro). Usa emozioni pure: triste, stanco, preoccupato.

3) Bisogno (Il valore universale che ti manca)

Frase: “…perché ho bisogno di ordine e di collaborazione negli spazi comuni per stare bene…”

Collega l’emozione a un tuo bisogno profondo, non al comportamento dell’altro. Tutti gli esseri umani capiscono il bisogno di collaborazione.

4) Richiesta (L’azione concreta e fattibile)

Frase: “…ti andrebbe di lavarli entro questa sera, o preferisci che troviamo un altro momento che vada bene a entrambi?”

La richiesta deve essere specifica nel tempo e aperta al dialogo. Se non accetti un “no” o una negoziazione, non è una richiesta, è una pretesa.


Ho cercato online (quindi prendete con le pinze quello che sto dicendo, non sono un’esperta) se questo metodo va bene pure per persone neurodivergenti, e ho trovato questo:

Assolutamente sì. La Comunicazione Nonviolenta (CNV) può essere uno strumento eccezionale per le persone neurodivergenti, incluse quelle nello spettro autistico lieve-medio.

Tuttavia, l’approccio va adattato. Esistono punti di forza naturali e alcune sfide specifiche che richiedono piccoli aggiustamenti pratici.

PUNTI DI FORZA

  • È una struttura logica: è composta da regole chiare e pattern
  • Elimina i messaggi impliciti: non ci sono sottotesti o frecciatine
  • Si basa su fatti oggettivi:

LE SFIDE

  • Difficoltà a riconoscere le emozioni: è utilissimo usare supporti visivi o “ruote delle emozioni” cartacee per associare le sensazioni fisiche (es. battito accelerato, stomaco chiuso) a una parola specifica (es. ansia, sovraccarico)

  • Il rischio di “Masking” (Esaurimento energetico): Tradurre i propri pensieri spontanei nella formula rigida della CNV richiede un grande sforzo cognitivo. Per una persona autistica, questo può trasformarsi in un ulteriore livello di masking (lo sforzo cosciente di imitare i comportamenti neurotipici per integrarsi), che alla lunga genera forte stanchezza. Non serve essere perfetti o usare un linguaggio finto e formale. La CNV può essere semplificata e resa molto schematica e diretta.

Esempio di CNV adattato (“Stile Diretto”)

Modello standard:

“Quando l’aria condizionata è a 20 gradi mi sento a disagio perché ho bisogno di comfort corporale”

Modello adattato:

  1. (Osservazione) “L’aria condizionata soffia direttamente sulla mia scrivania ed è impostata a 20 gradi.”
  2. (Sentimento/Bisogno fusi insieme) “Sento troppo freddo e questo mi impedisce di concentrarmi sul lavoro.”
  3. (Richiesta) "Chiedo di poter spostare la mia postazione in fondo alla stanza o di poter alzare la temperatura a 22 gradi. È fattibile?

Cosa ne pensate? Qualcuno lo conosceva già, lo usa già?

  • Secondo me come prima volta è stata top! Da aspettarselo che ci avrebbero presi come dei fenomeni da baraccone, ma gli hai tenuto testa alla grande. Io ho la sensazione che seguiranno altri approfondimenti da parte di altre trasmissioni molto presto

24 days

Ciao a tutte, scrivo qua per comunicare a tutte alcuni aggiornamenti rispetto all’intervista per La Repubblica. Sembrebbe che il giornalista sia di Bologna e ha richiesto esplicitamente di parlare con la collettiva Bologna. Il suo interesse nei nostri confronti come collettiva locale è più rispetto a quello che noi facciamo o abbiamo in programma di fare sul territorio o forse altro, tipo come ci siamo avvicinati etc. Noi internamente ci siamo consultate e dopo un po’ di dibattito interno abbiamo deciso che vorremmo parlargli (sarebbe un peccato perdere l’occasione). Ancora non sappiamo se vuole incontrarci in gruppo, di persona oppure parlare con un referente per telefono (in quel caso con me). È pure possibile che il suo sia un interesse generico di conoscere cosa facciamo a bologna, senza scrivere niente per ora, ma semplicemente per avere un contatto in caso di eventi futuri a Bologna.

Ci siamo posti il problema di parlargli o meno visto che c’è tanto da discutere internamente al movimento in questi giorni, ma abbiamo pensato che comunque se lui ha questa richiesta iper specifica su Bologna e ha insistito per averla, ci sta dargli quello che ha richiesto.

In ogni caso per una questione di trasparenza abbiamo scelto di fare questo post per mettere tutti a conoscenza della cosa.

Non so se farà delle domande specifiche a cui dobbiamo rispondere, oppure se si parla a braccio, ma se volete posso cercare di accennare anche alle attività delle altre collettive nelle altre città, se la chiacchierata va in quella direzione.

Fatemi sapere se ci sono altre collettive che hanno piacere di essere citate e cosa vorreste dicessi in merito alle vostre attività. Se il discorso va in quella direzione lo piloto volentieri.

Spero di non suscitare malumori con questo post 🙏🏻 l’intento è quello di agire in trasparenza. Vista la richiesta molto specifica da parte del giornalista sarebbe un peccato tirarsi indietro. Non credo ci metteremo a parlare di cose molto tecniche sul partito, cercheremo di circoscrivere la discussione alle attività locali.

A breve lo contatterò per saperne di più e vi tengo aggiornati.