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Cake day: April 21st, 2026
  • Aggiungo una lista che ci è stata segnalata da un membro delta: Questa è una lista di persone che lottano per cause connesse a quelle del Partito Capibara e che possono essere eventualmente contattate sui social:

    Thomas Piketty

    Bernardo Cumbo

    Anitra Nelson

    Colin R Turner

    Rob Hopkins

    Erik Gandini

    Lo stesso vale anche per le associazioni:

    Movimento Zeitgeist

    Auravana Project

    The Venus Project

    Transition Towns Movement

    RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici)

    Oxfam

  • La collettiva Bologna si rende disponibile per aiuto organizzativo sulle raduno translocale, le date sono già sicure?

    Per quanto riguarda il raduno a ottobre, da capire: per me arrivare da Bologna potrebbe essere abbastanza facile, però visto che ci sono tante persone che si devono muovere da tante parti d’italia, e immagino che non sia facile per tutte spostarsi ben due volte (1 a ottobre e 1 a novembre) non si potrebbero accorpare i momenti?

  • Tutto ciò, che non stupisce affatto, avvalora ció che penso: secondo me dovremmo scrivere una dichiarazione d’intenti che spiega secondo noi cosa vuol dire piena automazione e quali sono gli usi dell’AI che eventualmente scoraggiamo o non abbracciamo. Incluso l’aspetto ambientale di cui parlavi, ma anche cognitivo appunto

  • Continuo con la mia perplessità: anche gli LLM ad oggi sono solo per svolgere bullshit jobs? A me sembra che ormai siano diventati pervasivi anche nella nostra vita quotidiana. Io stessa a volte mi rendo conto di abusarne perché cose che prima facevo io “a mano” o facendo delle ricerche più lunghe o calcoli o qualsiasi cosa, ora mi semplifico la vita e uso quale LLM. Ma non sto così facendo “atrofizzando” le mie capacità cognitive?

    Immaginiamo poi l’uso fatto dai giovanissimi.

    Inoltre altro largo uso industrale non solo di LLM ma anche di altri tipi di automazione come quello citato di filtrari i pomodori marci, anche quelli non consumano tanta energia?

    Mi sono anche chiesta: forse questi sistemi possono in qualche modo aiutarci a risparmiare energia altrove quindi in realtà compensare il loro fabbisogno energetico?

    Non andrebbe “regolamentato” l’uso di tutto ciò, in una società che vuole sostituire il lavoro dell’uomo con quello delle macchine ma facendolo in modo etico per gli esseri viventi e l’ambiente?

1 month

Ciao a tutte!

Oggi nella collettiva Bologna stavamo discutendo dell’uso dell’intelligenza artificiale, e stavamo pensando: dato che promuoviamo la piena automazione, non dovremmo anche pensare ai rischi che automazione e intelligenza artificiale portano con sè?

Inteso come rischi di varia natura, ad esempio ambientale, educativo e cognitivo per le nuove generazioni, uso nell’ambito artistico…

Visto che come movimento ci proponiamo questo, non dovremmo esplicitare anche il limite dell’uso della tecnologia entro confini di sostenibilità e utilizzo consapevole?

Per questo ci era venuto in mente che una buona cosa potrebbe essere la scrittura di una REPA sulla gestione dei rischi dell’AI o qualcosa di simile.

Poi voglio riportare una discussione interessante avvenuta in privata con un’altra persona che anonimizzerò, che alimenta un dibattito che ho voluto riportare su Lemmy per continuarlo insieme:

X: “Io una soluzione l’avrei. Il fatto è che gli LLM sono di fatto buoni quasi solo per automatizzare attività che in un mondo sano neanche esisterebbero, tipo la robaccia manageriale. O la scrittura rapida di codice che non te ne frega sia buono ma che in un modo o nell’altro faccia qualcosa. I modelli generativi di altri media generano cose che tipicamente le persone fanno per divertimento, quindi anche lì, boh Polistirolo e benzina creano qualcosa che potrebbe essere utile a riprenderci le RAM dai datacenter. L’automazione industriale per fortuna non si fa con questa roba, che viene tutta messa nello stesso calderone però così tutti credono che gli LLM portino impatto positivo al mondo”

Manu: "non ho capito bene: quindi una REPA riduzione dei rischi dell’intelligenza artificiale non serve perchè già togliendo la robaccia manageriale eliminiamo i rischi? io non credo che l’intelligenza artificiale però sia solo quello nel mondo odierno e magari anche quello futuro

X: “No no, intendevo che secondo me la riduzione rischi con gli LLM (quelli che ora a causa della propaganda sono diventati “l’intelligenza artificiale”) si attua togliendo gli LLM, che non portano alcun beneficio misurabile all’umanità. Perché tanto il loro unico beneficio lo portano aumentando marginalmente la produttività in contesti che comunque non serve esistano. Cioè spero che non servirà continuare a scrivere email tutte uguali o codice raffazzonato per rispettare le scadenze del padrone”

Manu: “cioè lasciare l’uso dell’intelligenza artificiale solo in alcuni ambiti e “toglierli” alla gente comune?”

X: “Secondo me la REPA dovrebbe soprattutto approfondire il tema! Perché per quanto ChatGPT e il sistema che filtra i pomodori marci su un nastro trasportatore siano entrambi intelligenza artificiale, sono due cose drasticamente diverse”

Aggiungo io, LLM = Large Language Mode, ovvero i vari ChatGPT, Claude, Gemini… Lo aggiungo a beneficio di chi, come me non lo sapeva. Io sono andata a cercarlo 😁

  • Grazie Caesius per aver condiviso questa iniziativa!

    " I rapidi sviluppi dell’intelligenza artificiale e della robotica determinano l’urgente necessità di dissociare i nostri mezzi di sussistenza dalla capacità di vendere la nostra forza lavoro, poiché presto avremo una situazione in cui non ci saranno abbastanza posti di lavoro per tutti." 👏👏👏 ma secondo voi è possibile entrare in contatto con queste persone che hanno fatto la proposta?? Chi sono?

    Organizzatori Rappresentante Klaus SAMBOR - klaus.sambor@aon.at Paese di residenza: Austria

    Supplente Michele GIANELLA - gianella.michele@gmail.com

    Membri Aija LASMANE Marcus PETZ Alexander STREDAK Branko GERLIC Otto LÜDEMANN

    Fra di loro c’è un italiano, lo contattiamo?

  • Ciao Giò! Grazie del riscontro! Ho condiviso questo metodo perché è venuto fuori parlandone in privato, anche in vista della call che ci sarà, però l’ho messo qua anche a beneficio di tutte, perché mi sembra che siano dei principi interessanti da adottare in una società di cura. Non volevo imporre un rigido modo di esprimersi per la call che ci sarà a breve, perché sarà comunque già un momento lungo e articolato. Volevo solo suggerire un mindset diverso di pensare alla comunicazione con gli altri nella gestione specialmente dei conflitti. Se a qualcun3 di voi interessa questo metodo, e lo vuole applicare al proprio modo di esprimersi, sono sicura che questo aiuterà e faciliterà la comunicazione!

    Poi se questa cosa risulta interessante e vogliamo inserire alcune cose nei protocolli, meglio ancora, ma con calma e con una decisione condivisa, non imposta da me. Non imporrerei delle metodologie rigide per la call prossima :) è solo una suggestione che volevo farvi arrivare