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Cake day: October 25th, 2025
  • Eh in realtà lo stupidario non sono i fatti particolari. Inizialmente nasceva come rubrica delle cose più stupide o strane dette dai politici, si vede però che stanno finendo le idee.

  • Sulla parte legata alle persone neurodivergenti non solo la cnv va super bene (la si utilizza già in molti movimenti nonviolenti come XR, UG o spesso negli evovillaggi) ma va anche super a braccetto con la facilitazione che spesso la integra ed è molto utile per avere una maggiore chiarezza. Dalla mia esperienza, una volta interiorizzate queste due cose (lavoro che dura qualche anno per vederne i primi frutti) gli ambienti diventano molto più efficaci soprattutto nel lato comunicativo, e in particolare sono molto utili per le persone neurodivergenti.

  • Copio quello che ho scritto su delta

    Io: Cmq sui musei io sono team aboliamo i musei

    Cioè raga se prendiamo i principali museo al mondo, dentro c’è inutilmente troppa roba di cui non si può fruire realmente nel tempo per cui è pensata la visita al museo/le proprie capacità fisiche. E soprattutto credete che qualunque artista sia felice che la propria opera su cui ha lavorato per mesi venga guardata per circa qualche minuto per passare a quella dopo e dimenticarsela immediatamente? Cioè a me sembra molto un binge eating dell’arte

  • Allora mi aggiungo anche io alla discussione. Secondo me i punti 1, 2 e 3 sono punti organizzativi. Per fare degli esempi, come si gestisce l’accoglienza delle persone nuove? Cosa gli si dice quando entrano? Come le si indirizzano nei vari gruppi? Quando ero in Ultima Generazione abbiamo passato mesi a discuterne senza trovare soluzione abbastanza convincenti e il motivo è legato a quello che scriverò sotto. La cosa la si può ripiegare anche negli altri due punti, facciamo call divise per gruppi tematici, come si coordinano? Sul punto 3 le domande le hai già fatte tu. Ho imparato molte cose da quella call e vorrei esprimerle qua sotto

    1. Anarchia e comunismo sono i giganti sulle cui spalle noi camminiamo, ma noi non siamo loro, noi siamo i nani che stanno sulle spalle, siamo gratuitiste, accelerazioniste ecc. Io sento che siamo qualcosa di nuovo e con l’ottica del nuovo noi dovremmo ragionare.
    2. Su questa riga, vogliamo innovare ma da dove partiamo? Siamo persone diverse che hanno trascorsi ed esperienze diverse, magari qualcuna ha ottime soluzioni per qualcosa, qualcun’altra ha soluzioni per un’altra roba e così via. Il problema? Non lo sappiamo, non abbiamo mai avuto quel momento di condivisione in cui ci raccontiamo e diciamo come la pensiamo. Dobbiamo decidere i valori? Ok, quali sono i nostri valori e quali vorremmo nel nostro movimento? Dobbiamo parlare di organizzazione? Ok, quali pratiche abbiamo imparato nella nostra esperienza? Come funzionano? Come si possono mettere in pratica ed integrare? Quindi per questa ragione secondo me il lavoro numero 1 da fare è quello che sta facendo Olmo con il lessico comune. Secondo me, prima ci parliamo poi iniziamo a costruire un linguaggio comune, di pratiche e di visioni e successivamente le mettiamo in pratica
    3. Aboliamo le parole feticcio. È sempre entusiasmante imparare cose nuove che sembra ci facciano uscire dagli empasse in cui ci troviamo, ma non feticizziamo le cose. Adesso è sulle labbra di chiunque la parola Protocollo, giustissimo, testiamo applichiamoli, proviamoli e una volta provati li miglioriamo, li facciamo diventare altro, un altro che si adatta meglio a noi e ai nostri modi di fare, ma non ci fossilizziamo. Dobbiamo pensare in maniera fluida perché le necessità, i problemi (interni ed esterni) e le persone col tempo cambieranno e se qualcosa funzionava prima non è detto che funzioneranno anche dopo, ma se noi abbiamo feticizzato certe parole o pratiche e non abbiamo il coraggio di metterle in discussione siamo destinate al fallimento. Sento che tutte le forze che hanno fallito fin’ora è perché hanno finito per feticizzare delle pratiche che funzionavano e che poi hanno smesso di funzionare. Come dicevano i cibernetici se funziona è obsoleto. Per questo per tornare al punto 2, la costruzione del linguaggio comune non è una roba da fare una tantum ma un processo da fare continuativamente.
    4. Autoriflessione. Sulla base dei 3 punti precedenti, secondo me un sistema come questo funziona se è autoriflessivo. Per quel che ne sappiamo siamo gli unici animali in grado di essere riflessivi su sè stessi, è incredibile come il livello superiore dell’esperienza umana (i gruppi umani o come li si vuole chiamare), ignorino la necessità di portare ad un livello superiore la propria coscienza. Se noi non riflettiamo sulle nostre dinamiche finiremo per essere vittime del Realismo Capitalista, perché ci siamo immerse e si infiltra in ogni interstizio. Dobbiamo comprendere che se riflettiamo sulle nostre persone dobbiamo anche riflettere sui nostri gruppi. Ad esempio, riflettere sul potere, su come ci relazioniamo tra di noi e così via, sono momenti fondamentali per non scadere nel pilota automatico del sistema. Nella seconda ondata del femminismo il primo grande passo che è stato fatto per rinvigorire il movimento sono stati i gruppi di autocoscienza perché permettevano alle donne di rendersi conto quali dinamiche fossero patriarcali e quali invece fossero pratiche femministe da perseguire, e le aiutarono a prendere coscienza della loro condizione.

    Quindi per riassumere, prima di fare qualunque cosa dobbiamo parlarci e creare una cultura di gruppo (composta da pratiche, visioni e valori). Senza di essa non avremo nessun substrato da cui partire.

  • Allora, non conosco di sperimentazioni online dell’open space technology. Un sistema a stanze è super fattibile per poter esplorare idee e mi risuona molto. Per quanto riguarda l’OST bisogna chiedersi è fattibile mantenere la legge dei due piedi? (Significa che se non si sente di star ricevendo/contribuendo al gruppo si prende e si cambia stanza). Una cosa interessante dell’OST è che uno dei principi è “Una cosa inizia quando deve iniziare” (e viceversa quando deve finire). Questo significa che se abbiamo una giornata insieme io posso proporre un’attività e farla iniziare alle 16 anche se magari siamo insieme dalle 9. Online questa cosa diventa leggermente più complicata e possiamo ignorarla e far partire tutte le sessioni insieme. L’unico limite è tecnico, è fattibile avere sessioni separate in cui ci si può spostare agilmente? Se si può fare, anche se non è mai stato sperimentato io sperimenterei.

  • Ho visto dal tuo profilo che sei su Milano e Torino, per il video e anche per conoscere altre persone su Milano c’è telebulbo la nostra TV iperstizionale, invece se passi da Torino vieni ad un nostro evento di Libridazione così anche qua avremo piacere di conoscerti. Infine è stata creata la pagina del Partito Capibara, quindi potrebbe essere un’idea da lanciare col gruppo propaganda. ✌️

  • Questo certamente, infatti è necessario definire quali sono le forme dei soggetti che compongono questo ecosistema

  • Grazie per l’appunto, speravo mi arrivassero dei commenti del genere capirò in futuro come inquadrarli nel loro insieme (e forse dovrò imparare a usare una lavagna digitale se non voglio trovarmi con 1000 fogli simili).

  • Questi 5 sono i soggetti che al momento compongono il movimento accel/gratuitista. Dobbiamo pensare però che sia un sistema dinamico e questa è una fotografia di quel che potrebbe essere in futuro ma non si deve scordare che

    1. I vari collegamenti in futuro potrebbero non essere così
    2. Questi soggetti non saranno sempre gli unici e non è detto che durino per sempre
    3. Le dinamiche potrebbero essere ben più complesse e non vengono considerati i singoli individui, le leadership e i rapporti informali che giocano molto all’interno delle dinamiche tra i gruppi

    Nuovi soggetti potrebbero comparire e anzi dovrebbero sulla base dei bisogni che ci sono. Dalla nostra esperienza possiamo imparare che quello che serve nasce spontaneamente col tempo e con gli errori e si consolida quando viene immesso uno sforzo continuato che permette una sua strutturazione.

    Sulla cosa della progettazione a tempo pieno credo che vada sempre considerato di cercare di evitare lo scollamento tra le persone esperte e le “persone deisderanti”, a mio avviso dovrebbero lavorare in sinergia.

3 months

Ciao! Faccio questo post per portare alcune mie riflessioni sul nostro movimento. Partiamo dal principio. Come movimento non siamo chissà quale numero, ma nemmeno così poche, eppure è banale notare come alla fin fine, tra un progetto ed un altro siamo sempre noi a fare ogni cosa. Nonostante questo le nostre idee si stanno diffondendo a macchia d’olio in giro per il paese e una nostra crescita spero sia inevitabile. Detto questo, mi sembra di notare però che ci sia una tendenza a vedere tutte le attività che noi stiamo portando avanti sotto l’unica bandiera del partito capibara. Per quanto anche io sia super entusiasta del progetto ho delle resistenze a sviluppare un approccio simile a quello che stiamo facendo. Io temo che possa crearsi in futuro una sorta di effetto PCI. Per spiegarci meglio, il PCI nel '900 aveva creato un partito di massa estremamente diffuso e sotto la sua ala aveva creato o cooptato tutta una serie di altre organizzazioni (CGIL, UDI, case del popolo ecc.), morto il partito, tutte queste organizzazioni hanno 1) Perso la loro principale linfa vitale, portando molte organizzazioni se non a soccombere a ridursi significativamente di importanza 2) Una linea comune, o in ogni caso gli anticorpi che gli permettevano di non essere influenzate così tanto dal Realismo Capitalista. Una cosa importante che ci dice l’ecologia è che un sistema è tanto ricco e funzionante quanto è varia la presenza di specie diverse che apportano a compiti differenti e utili per quello stesso sistema. Il fatto che in una zona ci sia poca biodiversità rischia di portare quella zona ad una maggiore instabilità e vulnerabilità. Allo stesso modo se applicassimo questo pensiero alle organizzazioni (come ci spiega anche Nunes nel suo libro) potremmo vedere il nostro movimento accel come un ecosistema. Se tutto viene appiattito in un unico soggetto il nostro rischio nel futuro è quello di essere maggiormente vulnerabili dagli attacchi esterni (lo Stato, il potere, il realismo capitalista e così via). Per nostra fortuna siamo ben lontane da questo scenario, ma nonostante tutto è necessario per noi iniziare a riflettere sul nostro movimento, chiedendoci chi siamo e cosa vogliamo, ma anche dove vogliamo andare. Passando ad un livello ancora più meta dobbiamo chiederci

  • Quali soggetti esistono nel nostro movimento? (Indipendentemente da chi ne fa parte)
  • Che relazioni ci sono tra di essi?
  • Come potrebbe evolversi in futuro?

Questa riflessione ho provato a farla da sola nella mia cameretta con i miei pennarelli e i miei schemini. In allegato al post trovate due immagini: una rappresenta uno schema generale dei collegamenti nel nostro ecosistema e nella seconda gli stessi schemi ma visti prendendo ogni soggetto singolarmente. In più non mi sono limitata a disegnare quello che c’è ma anche quello che potrebbe esserci. Quindi passiamo al sodo. Al momento si possono contare 5 soggetti che compongono il nostro ecosistema. Quattro afferiscono al mondo reale uno al mondo digitale.

  1. Partito Capibara
  2. Gruppi Accel locali
  3. Repa
  4. Raduni
  5. Sinistraverso
  1. Il partito capibara ha l’obiettivo di portare le idee che vengono costruite tramite le repa su due piani. Uno immaginativo per poter uscire dal realismo capitalista e uno più legislativo, provando a portare queste stesse istanze all’interno del parlamento. Nella mia visione il partito ha una dimensione più nazionale e solo in alcuni casi costruisce le proprie sezioni locali, specialmente nel caso in cui volessimo perseguire l’idea di sciogliere il partito una volta entrati in parlamento.
  2. I gruppi accel hanno l’obiettivo di portare le nostre idee su un piano locale. Tramite la diffusione del pensiero accel siamo in grado di entrare in contatto con persone nuove conoscendole direttamente (essendo l’unità più vicina al singolo individuo) che possano entrare in questo circolo e portare linfa vitale agli altri progetti. In più i gruppi potrebbero agire in altre due direzioni. Uno è quello di portare le repa ad una dimensione più locale e l’altro è quello di permettere di costruire un’infrastruttura tecnologica nostra. Un gruppo potrebbe da un lato fare propaganda ma dall’altro essere una risorsa fondamentale. I gruppi potrebbero organizzarsi per fare una raccolta fondi per cercare di acquistare un server che potrebbe diventare un nodo fisico del sinistraverso. Questo pensiero può essere espanso in molte direzioni. Sulla stessa logica ad esempio si possono creare spazi per chi nel movimento ne ha bisogno (molto banalmente un letto per passare la notte). Ora, non sono un elettronico ma credo che il gruppo tech possa portare nuove idee su questo fronte, cosa può essere utile da un punto di vista di infrastruttura informatica per il movimento e che se fatto nel locale ci permetterebbe di essere più resilienti? Infine i gruppi, anziché essere sotto al partito (che in questo caso avrebbe bisogno di un gruppo di lavoro legato alla mobilitazione e alla gestione delle sezioni e quindi necessiterebbe di maggiori risorse sia economiche sia umane), potrebbero costituirsi come una rete di gruppi accel autonomi che si coordinano tra di loro.
  3. Le repa sono una delle creazioni più interessanti uscite dal nostro movimento. Molto simili alle assemblee cittadine, hanno una loro forma peculiare influenzate dal nostro stesso pensiero politico (espressione del desiderio, volontà di uscire dal ReaCap). Le repa non dovrebbero essere una formula segreta che noi teniamo nascosta e nemmeno un qualcosa che se vuoi farla devi unirti per forza a noi. Non dobbiamo avere paura che il nostro strumento venga usato anche fuori dai nostri spazi, poiché esso contiene già al suo interno la forma mentis adatta per poter scardinare le logiche sia del capitalismo sia della sinistra impolverata che fa sempre le stesse cose. Per poter mantenersi in vita come progetto che viene diffuso dentro e fuori dal nostro movimento si potrebbe costituire una fondazione che gestisca lo strumento delle repa. Questa fondazione potrebbe avere l’obiettivo di sistematizzare il metodo delle repa, aggiornarlo in base agli stimoli delle repa stesse e ai loro processi interni e diffondere lo strumento internamente alla società.
  4. I raduni sono i nostri momenti di incontro. Sono uno dei modi migliori attraverso cui noi raduniamo ciò che è sparso. Da una parte sono momenti di incontro ma dall’altra servono a far entrare in contatto punti diversi del nostro ecosistema, così da portare nuova linfa nelle varie zone del movimento.
  5. Infine il sinistraverso è il nostro spazio digitale. È un raduno perenne fatto online in cui possiamo confrontarci sulle idee e rimanere in aggiornamento su quello che avviene nelle varie parti del paese. In più in futuro si potrebbe creare una sezione in inglese per poter mettere un piedino fuori dal nostro orticello nazionale e iniziare ad espandere queste idee, questa volontà e questa linfa anche fuori dal nostro paese. Per il momento il sinistra verso (tranne per una generale inattività, che però secondo me è dovuta all’implementazione massiccia di mezzi di comunicazioni più immediati ma più caotici) non ha particolari problemi nella sua gestione. In un futuro però chissà, già sta crescendo molto come spazio online, chi ci dice che un domani non entreranno 1000 persone? È vero che adesso si viene accettate prima dell’iscrizione ma quanto potrà durare questo sistema? Il gruppo tech ha 24 ore come tutte noi, possiamo aumentare il numero di persone ma serviranno grandi sforzi di coordinazione. Al momento questo è l’unico tema su cui non ho grandi idee. Non ho grandi idee su come funzioni la governance di gestione delle piattaforme. Si potrebbe pensare ad un sistema tipo wikipedia ma non ho realmente le conoscenze per potermi esprimere nemmeno su questo tema. Il social che assomiglia maggiormente al nostro è reddit ma io il loro sistema di moderazione lo terrei il più alla larga possibile. Per chi lo frequenta sa come varie comunità italiane siano state cooptate da un sionista che banna chiunque non la veda come lui.

Ora, queste idee, visioni e proposte sono delle possibili proiezioni di come potremmo evolverci, ma non importa di come effettivamente ci evolveremo, la cosa su cui vorrei premere è quella di pensarci ecosistema, questo movimento ha tante idee e tanto da offrire ma agglomerare è il modo perfetto per appiattirci, indebolirci e sul lungo termine diventare totalmente marginali (e far vincere il ReaCap). Infine vederci sotto quest’ottica è un passaggio a mio dire necessario per uscire dalla folk politics. Se siete arrivate fino in fondo, vi ringrazio, per favore ditemi cosa ne pensate, non fatela cadere nel vuoto, secondo me è importante avere questo livello di riflessioni.

4 months

Guardando su vecchi profili social ho ritrovato un periodo della mia vita (adesso mi verrebbe da dire iperstizionato) in cui non riuscivo più ad ascoltare nessun tipo di musica e quindi mi sono messo a farla io creando alcune canzoni vaporwave che mi piacerebbe condividere con voi.

belloeimp.wav

R e m e d y

M u o v e e t e e

In più avevo anche creato una pagina di fotomontaggi vaporwave su Instagram legati alla mia città ma non voglio accedere a Instagram quindi vi lascio il tag @carpi_wave

E voi avete avuto progetti artistici legati alla vaporwave? Che progetti artistici state mandando avanti o avete fatto?

  • Vero, anch’io di solito se esco di giorno vado al bar ma nel tempo ho preso certe cattive abitudini che sto cercando di perdere. Tipo per anni quando uscivo restavo fuori seduto nello stesso bar dei cinesi (grazie Fei Li!) a leggere, però facevo cose come tipo saltare il pranzo (che poi recuperavo alla sera a lavoro). Adesso invece cerco di stare a casa ma mi annoio molto devo trovare una mia routine che non sia guardare il telefono/una serie TV. Andare al mercato ortofrutticolo era una bella experience che potrei provare a includere di nuovo oppure fare passeggiate lungo il fiume.

  • Mixed feeling con il mattino. Se mi sveglio troppo presto non so assolutamente che fare, però adoro il giorno (in particolare il pomeriggio) ed è per questo che mi piace lavorare nella ristorazione così da avere tutto il giorno per me per farmi gli affari miei tipo leggere al bar. Però! Adoro lavorare di sera perché poi quando esco c’è tutto un sottobosco del settore che si gode la notte post turno ed è molto divertente per me la vita notturna. In questo modo mi prendo due piccioni con una fava. Se non vado a dormire troppo tardi, posso svegliarmi a metà mattina e godermi pure la sera perché quando tutte le persone fanno aperitivo io lavoro (e a me sta sulle palle l’orario aperitivo).

  • Ok giustissimo, questo secondo me si lega molto con il tema dei processi decisionali. Se una cosa viene esplicitata e diventa un accordo preso da tutto il gruppo si può e si deve procedere. Però si lega anche al mettere un confine tra movimento e partito capibara. Finché il partito, che deve avere dei confini chiari, non li ha (mentre un movimento invece è giusto che non li abbia) ci saranno sempre incomprensioni totali poiché il movimento nel suo insieme non può essere assoggettato da accordi presi da una parte del gruppo per quel gruppo stesso. Se il PC dice ok noi iniziamo qui, abbiamo questi accordi, ci diamo questa struttura formale, abbiamo questi processi decisionali, abbiamo questo metodo di lavoro ecc. diventerà più chiaro anche che determinati strumenti hanno finalità X per un gruppo e finalità Y o nessuna finalità per il resto del movimento.

  • TL;DR Analizzo la questione da un punto di vista pratico e porto dei possibili accordi interni al gruppo. Alla fine porto un tema che esula la questione piattaforme e si rivolge maggiormente all’organizzazione interna, tema che approfondirò meglio su Zulip nei prossimi tempi.

    Allora parte di questa discussione nasceva principalmente da un mio dubbio sul perché non usassimo altri tipi di interfacce tipo discord se Zulip creava così tanti problemi. Sono arrivate svariate risposte alcune mi hanno convinto più di altre. Non credo però che entrerò nel merito della discussione, anzi, vorrei trovare un modo per fare sì che i vari bisogni possano incontrarsi e si possa uscire da questo empasse.

    Partiamo dalla situazione generale. La radice del problema non è Zulip, è interna nostra. Siamo in un momento in cui sentiamo molto l’esigenza di restare in contatto tra di noi, in spazi dedicati e che possiamo controllare liberamente. È da queste ragioni che è nato il sinistraverso. Poi una parte più legata al partito capibara è migrata verso l’app di messaggistica Delta. Purtroppo da una piccola migrazione per necessità operative si è trasformata in una migrazione di massa in cui le persone sul sxverso e su Delta quasi coincidono (e il principale scoglio ad una completa associazione è stato di carattere tecnico). Arrivate a questo punto quello che mi sembra sia successo è che la rapidità di una chat small text ha soppiantato un sistema long text per ragioni di comodità. Questo però ha portato a due problemi

    1. Sul sinistraverso hanno iniziato a diminuire i post e successivamente l’attività in generale.
    2. Su Delta, visti i chiari limiti tecnici tipo il non poter suddividere la chat in sotto argomenti, si è finiti per avere un estrema confusione perché era diventata una chat calderone in cui ci finivano dentro cose operative e cazzeggio e la parte operativa è passata via via in secondo piano. Solo qui arriva Zulip. Quindi il problema non è Zulip, ma i nostri bisogni legati alle evoluzioni dei nostri rapporti che sono diventati più complessi (e direi anche giustamente).

    Quindi quali sono questi bisogni?

    • Spazio sicuro di discussione generale
    • Spazio di confronto unicamente operativo

    Ora da un lato abbiamo due strumenti che si sovrappongono che sono il sxverso e Delta e che rispondono allo stesso bisogno ma in modo differenti. Il Sxverso è un social network Delta è una chat, ognuno ha i suoi pro e i suoi contro.

    Sxverso Format long text diviso in topic Utile per discussioni strutturate più di largo respiro, la divisione in topic rende più facile dividere gli argomenti. Ha la pecca che per quanto la divisione in topic è utile per porre dei confini tra una discussione e l’altra e dato che abbiamo scelto un approccio “cronologico” spesso ho visto crearsi la condizione in cui molte discussioni utili venissero perse poiché sommerse da altre (tante senza nemmeno commenti o upvote).

    Delta Chat generale I suoi pregi sono i soliti di tutte le altre chat quindi immediatezza di discussione che le rendono più simili ad una conversazione in cui si spazia da un argomento all’altro Porta però alcuni difetti strutturali dati dall’impossibilità di mettere dei confini sui temi trattati e quindi un enorme dispersione (cosa che lo rende inutile per le cose operative come potrebbe fare un gruppo telegram).

    Possibili soluzioni (se n’è parlato anche su Zulip lo so, ho seguito tutta la conversazione, ma questo è un momento di riflessione del nostro movimento e credo sia giusto che sia condiviso con chiunque)

    La landing Page di cui si parlava credo che sia giusto riporti qui oltre che ai canali informativi unidirezionali (tipo la xenowiki). D’altronde l’interfaccia a iscrizione tipica dei social network (come non scordare la home Page di facebook con il mondo e le icone delle persone connesse) è super riconoscibile e qualunque persona saprebbe accedere comodamente. Poi dato che noi paragoniamo questo social a reddit pensiamo un attimo a come funziona. Il loro sistema è basato su “sottoclassi” tematiche ma non cose operative (cioè gli sviluppatori non hanno il loro sub in cui discutono dei prossimi aggiornamenti). Quindi se ci dovessero essere dei sottogruppi io li immaginerei divisi con le classiche divisioni (theory, eventi, discussione politica generale) e poi tutti gli aspetti vari culturali quindi musica, film ecc. D’altronde questo è un social e noi siamo una comunità quindi credo che sia legittimo parlare dei nostri interessi e delle cose che ci piacciono. Infine vedrei bene un sistema che mi permetta di rivedere ciò che è stato pubblicato da molto (come ad esempio un “ordina per… Upvote, commenti, recente, più vecchio” con una home con tutti i post scritti in ordine cronologico, almeno finché non saremo troppe).

    Io terrei Delta ormai per chi c’è e se vogliamo aggiungere altre persone io non vedo nessun problema, basta che non sia un passaggio automatico aggiungere sia sul sxverso sia su Delta ogni volta che conosciamo una persona nuova se no la chat più comoda e veloce sarà sempre quella preferita. E soprattutto ricordiamoci che le chat vanno e vengono, se ne possono sempre fare di nuove ma non vedo nascere un social nuovo ogni giorno perché sono pensati per durare nel tempo e se nessuno lo usa un motivo c’è (nel nostro caso la sovrapposizione delle persone).

    Infine arriviamo alla parte succosa, Zulip. Se deve essere un app operativa credo che abbia la necessità come il sinistraverso di poter delimitare i confini di ogni discorso (cosa che fa) però mi sembra manchi di alcune cose utili ed è il motivo per cui io portato l’idea di discord. Parto da quello che conosco per spiegare ciò di cui secondo me ci sarebbe bisogno. Discord porta tre elementi

    1. Possibilità di fare chiamate audio/video. È vero abbiamo già jitsi ma avere tutto in un unico posto è più comodo ed efficiente e si richiede di installare meno app. In più credo che avere la possibilità di vedere chi è connesso nei diversi topic ci permette di restare più fluentemente in connessione con le altre persone, ad esempio finita la chiamata per decidere i volantini io posso vedere chi c’è nel canale cazzeggio e unirmi alla conversazione, rilassarmi e chiacchierare con persone che la pensano come me (è una echo chamber? Sì La solitudine è uno dei nostri più grandi problemi? Pure superare queste due dimensioni è un tema di cui dovremmo sicuramente parlare)
    2. Possibilità di topic strutturati. Quando si fa del lavoro operativo è fondamentale avere le varie discussioni ben delimitate così da avere sempre chiarezza, tipo quando ero in ultima generazione usavamo Mattermost per la parte operativa (e telegram per maggiore velocità di discussione), funzionava discretamente ma non so se sia open source o no lo usavamo perché i server erano alimentati a energia rinnovabile.
    3. Possibilità di avere chat più generali e di cazzeggio.
    4. Familiarità. Anche se non tutte le persone hanno discord ne hanno sentito parlare e seppure sia un po’ caotico all’inizio poi le persone ci si abituano ma soprattutto (e questo è il vero plus) è statisticamente probabilmente che qualcuno che conosciamo abbia discord e quindi io continuo ad usare la piattaforma. Ovviamente per questa stessa logica dovremmo usare whatsapp. Però se guardiamo alla parabola di telegram alcuni anni fa non ce l’aveva nessuno però poi col dire alle altre persone di installarselo adesso ce l’hanno davvero tante persone in più. Lo stesso può essere per Zulip/Delta o il Sxverso ma può anche essere un arma a doppio taglio che possa fare desistere le persone dal partecipare attivamente e soprattutto creare dei problemi logistici non da poco (se tutto un gruppo di lavoro è su Zulip e una persona che magari ha competenze necessarie non vuole scaricarselo per x motivi più o meno legittimi, il gruppo lavora una gamba zoppa).

    Zulip risponde più o meno ai punti 2 e 3. Secondo me si può raggiungere l’accordo per cui chi è più scettico accetta di usare questa piattaforma e invece chi l’ha proposta (e in futuro anche chi avrà imparato a maneggiarla) si assume la responsabilità e la cura di aiutare chi è in difficoltà. Chi ha problemi però deve assumersi anch’egli la responsabilità di chiedere aiuto se ne dovesse avere. Però questo accordo secondo me dovremmo avere una tempistica (diciamo 3/4 mesi massimo forse anche meno) in cui ci ritroviamo e ci diamo dei feedback sulla piattaforma, portiamo criticità e problemi e la collettiva tech valuta se esistono altri sistemi che possano ovviare ai problemi emersi.

    Ora (siamo quasi alla fine) arriva la questione veramente più spinosa che però vorrei approfondire più su Zulip ed è “Chi è dentro e chi è fuori?” Quindi quand’è che posso definire una persona come operativa nel partito? Quali sono i confini? Dopo quanto tempo andrebbe aggiunta una persona a Zulip? Ricordiamoci che usiamo certi sistemi per una questione di privacy interna e sicurezza nei confronti dello stato però se aggiungiamo chiunque anche che non è operativa o non gliene frega nulla del Partito diventa facilissimo che una persona infiltrata faccia un paio di screen e buona pace alla sicurezza. Il tema però è di carattere prettamente organizzativo e andrebbe discusso negli spazi giusti (anche se le persone nei due spazi coincidono). Il problema non è quindi gli strumenti informatici che ci diamo ma come ci stiamo organizzando. Sento che questo sia un momento di turbolenza interna, diciamo una prima prova della nostra solidità e se non riusciamo a superare questi problemi di carattere interno come potremmo sfidare lo stato? Sento che sia una responsabilità di chiunque di fare un passo verso chi ha posizioni diverse dalle nostre internamente, e inziare a usare strumenti “sociali” come i cicli di feedback potrebbero essere una svolta alla qualità del nostro lavoro e alla cura che mettiamo nei nostri rapporti.