Si è brevemente aperta una dissertazione curiosa circa la risignificazione dei musei. Essi vengono percepiti come una gabbia per l’arte che quasi sempre comporta il possesso dell’opera; questo non sempre, infatti i musei sono anche vivi, vengono continuamente organizzati eventi al loro interno, molti non sono come ce li si immagina… ci si perde le giornate dentro. Esistono anche luoghi dove viene ospitata arte sperimentale e c’è chi dice che i musei dovrebbero diventare tutti centri sperimentali di design esperienziale.

Quando esisterà la federazione mondiale gratuitista potremo organizzare una grande restituzione delle opere alle culture che le hanno generate>

Eppure il nostro approccio alle opere non è ancora stato affrontato ed è ancoea tutto da costruire. Il problema si ponr perché le opere storiche sono uniche e non possiamo calarvi il ragionamento post scarsità ottimo per il digitale. Anche se infinitamente riprodotte, le opere storiche vivono in un regime di scarsità intrinseca che pone il problema di chi o cosa se ne debba assumere la responsabilità per prendersene cura.

Volontari? Federazioni? Lo stato? (Molti musei sono già nazionali). Ma ragioniamo ancora più nel futuro: l’arte va riprodotta e fatta vivere tutti i giorni nelle città, ma ciò è incompatibile con la fragilità delle opere antiche, che effettivamente necessitano di un posto protetto come un museo. Come risolvere il dilemma dell’inabolibile scarsità delle opere d’arte storiche?