Noi sappiamo che si tratta di due facce della stessa medaglia, la mia questione è però la seguente: su quale aspetto conviene insistere nella propaganda?
Io sono arrivato alla conclusione che sia il postlavorismo. Il desiderio più urgente in questa fase storica non è avere tutto gratis di per sé ma liberarsi dalla schiavitù del lavoro. La gratuità non sarebbe che un mezzo per raggiungere quel fine.
Inoltre l’avere tutto gratis è ciò che di primo impatto rende utopistica la nostra proposta politica a chi la sente. Il progetto politico consiste nel liberare gradualmente il tempo delle persone dal ricatto del lavoro, in quanto questo, oltre a un miglioramento delle condizioni di vita, porterebbe indirettamente a una democratizzazione della società.
L’idea rivoluzionaria è rendere il lavoro un atto volontario e consensuale a 360° e ogni riforma che vogliamo proporre deve essere pensata con questo fine ultimo. Si dovrebbe partire dalle cose realizzabili nell’immediato, come la riduzione della settimana lavorativa a 24, con salario minimo, un reddito di base, e progressivamente una gratuitizzazione dei bisogni di base come strumento per una transizione postlavorista.
In sintesi: “lavorare meno, godere di più” penso sia uno slogan ancora più efficace e universale di “tutto gratis”.



