steddy

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Cake day: November 29th, 2025
  • Credo di parlare un po’ a nome di tutt*, ma di sicuro parlo per me stesso: siamo qui perché teniamo a questo progetto così tanto da spenderci dietro il nostro (poco) tempo libero. Io personalmente non ho creduto in un progetto politico così tanto in vita mia come nel Partito Capibara, perché per la prima volta mi sono ritrovato al 100% nella visione di futuro, nelle proposte e nella filosofia di stampo fisheriano, e per il fatto che ogni voce contasse. Abbiamo davvero il potenziale di stravolgere la storia italiana, e non solo, rivoluzionando milioni di esistenze presenti e future. Ma ci si deve andare insieme, con testa e organizzazione; se no implode tutto prima ancora di partire, e si spreca un’opportunità gigantesca. C’è tanta gente a cui fremono le mani dall’eccitazione di poter fare qualcosa di concreto. Non smerdiamo tutto, anche perché più si andrà avanti e più i colpi che riceveremo dall’esterno saranno duri e cercheranno di fare leva su ogni crepa interna. Per il resto, come è indicato nel testo qui sopra, sottoscrivo quanto è stato detto e confido nella possibilità di un confronto chiaro e diretto per portare avanti questo progetto insieme, per davvero. Diciamo tanto di essere divers* dagli altri partiti, è ora di dimostrare che è così, in primis tra di noi.

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Abbiamo mille altre cose più urgenti a cui pensare, tra l’organizzazione interna, la strutturazione del Partito Capibara, le REPA ecc. e questa idea è qualcosa che se venisse condivisa da più persone qui dentro se ne parlerebbe più seriamente verso il 2028. Intanto ve la scrivo qui perché credo che se la portasse avanti come proposta il Partito Capibara, potrebbe fare rumore e portare visibilità.

Allora, sappiamo tutt* che nel 2029 diremo ciao ciao a Mattarella e verrà scelto un nuovo Presidente della Repubblica, con il grande rischio che la scelta potrebbe ricadere tra le fila di quelli di destra. E quindi, perchè non proporre Francesca Albanese?

Vi faccio copia incolla del testo della raccolta firme che avevo lanciato per sondare il terreno mesi fa:

"Fra meno di quattro anni il Parlamento italiano si riunirà in seduta comune per eleggere il Presidente della Repubblica. Si tratta non solo della più alta carica dello Stato, ma anche di un ruolo di garanzia e imparzialità, che assicura il rispetto della Costituzione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

I cittadini italiani non hanno la possibilità di eleggere direttamente questa figura né di proporne formalmente il nome, ma possono far sentire la propria voce e promuovere dal basso candidature che meritino di essere prese in considerazione dai parlamentari.

Per questo proponiamo il nome di Francesca Albanese.

Francesca Albanese è una giurista riconosciuta e stimata a livello internazionale, specializzata in diritto internazionale e diritti umani, e dal 2022 è Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per la situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati. La sua carriera testimonia un impegno costante per la giustizia, la dignità umana e il rispetto dei valori costituzionali.

Attualmente Francesca Albanese porta alto il nome dell’Italia nel mondo, incarnando competenza, indipendenza morale, sensibilità civile e autorevolezza.

Per questi motivi, proponiamo il suo nome affinché la più alta carica dello Stato sia affidata a una personalità profondamente radicata nei valori della nostra Repubblica e della nostra Costituzione, che rappresenti un esempio di umanità e di un’Italia migliore."

Secondo me se il Partito Capibara, nel 2028 (quindi post-elezioni 2027), qualsiasi sia la nostra situazione del momento (3%?, non ci siamo presentati con una lista?, 40%?) si potrebbe giocare questa carta, sia da dentro che da fuori il Parlamento. Io ve la lascio qui ;)

  • Scrivo un secondo commento qui solo per segnalare che sta già girando molto il nome. Mi hanno riferito che boomer stanno già familiarizzando con questo nome in diverse parti d’Italia, grazie a nipoti o figli, e se qualcuno ne parla in una discussione di Partito Capibara c’è sempre più qualcuno che risponde “ne ho già sentito parlare”. Non sottovalutiamo la potenza che ha

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Scrivo questo messaggio anche sull’onda emotiva per il fatto che questo pomeriggio gli Israeliani hanno rapito in acque internazionali una mia cara amica olandese che era su una delle barche della flottilia, ma anche perché sono davvero stanco di iniziative che pur essendo nobilissime e alle quali ho preso parte pure io, finiscono per essere fini a sè stesse.

Mi chiedo già da troppo tempo se si possa organizzare/fare qualcosa di serio per la Palestina. Perché dopo centinaia di manifestazioni, anche partecipatissime, a livello internazionale siamo nella stessa situazione di tre anni fa. Ormai la frase “blocchiamo tutto” l’hanno svuotata di significato. Possiamo smuovere davvero le cose?

Scrissi tempo fa un articolo riguardo alla poca efficacia del boicottaggio in tempi di finaziarizzazione dell’economia globale (anche perché poi ricade sempre solo sulle azioni del singolo individuo nel suo privato), e che la via migliore sarebbe il sabotaggio. Quelli che si sono avvicinati di più sono stati i portuali del CALP in autunno. C’è qualcosa che si può fare realmente di questo tipo? Perché lo sappiamo bene tutt* che è difficilissimo fare uno sciopero di massa nazionale prolungato e boicottare Coca-Cola o chicchessia serve molto poco se continuano a fluire miliardi e armi occidentali a Israele.

  • Forse vivrò in una bolla, ma parlando con persone anche non solite a interessarsi di politica, ho trovato tutte molto intrigate dal nome, alcune divertite ma in senso positivo; molte l’hanno visto come qualcosa di diverso e che per una volta non rende la politica qualcosa di pesante e monotono. Qualunque persona con cui io parlassi, dopo aver spiegato i 3 pilastri, mi ha detto che ci avrebbe votato all’istante e che siamo al momento necessarie come l’aria. A me piace spezzare il piattume che è il panorama politico attuale, ma comprendo le critiche, bisogna però valutare quanto veramente ciò freni il progetto oppure se a frenarlo veramente siano i continui ripensamenti sui vari particolari che lo compongono.

  • Avevo avanzato la proposta ad alcun* di aprire una REPA dedicata a questo tema. Tempo fa, quando ho creato un post ispirato dall’edizione italiana di questo libro avevo trovato anche i contatti dei due ricercatori e sociologi italiani che hanno curato la prefazione e l’approfondimento presente a fine libro specifico sulla situazione italiana. Secondo me si potrebbe fare un tentativo nel contattarli, anche perchè alla fine il lavoro di progettazione l’hanno già mezzo fatto

  • Come avevo risposto nella chat quando le avevi scritte lì qualche giorno fa, io condivido tutto. I gruppi con tante persone sono ingestibili e nessuno riceve l’ascolto che merita e in chat gli scazzi è facile che partano perché non si ha l’altra persona di fronte.

    Credo che ci sia bisogno di riequilibrare l’energia e soprattutto capire ognuno che ruolo vuole avere dentro a questo fantastico progetto che può avere una portata enorme in questo momento storico, e di cui tantissime persone in Italia ne sentono la necessità.

    Ma c’è bisogno di trovare una direzione e seguirla. Capisco la spinta che hanno molt* del gruppo di essere fluid* nei processi e nella creazione, ma senza decisioni concrete e un minimo di struttura non si procederà più di tanto :/

    Io ho maturato questa idea, fatemi sapere cosa ne pensate: movimento e partito non si devono scindere ma nutrirsi a vicenda, avendo due anime leggermente diverse. Il movimento deve iperstizionare dal basso, spingere il gratuitismo in ogni angolo della società, ed essere anche spazio di sperimentazione, creando così la base culturale e il terreno fertile per il partito; mentre il partito deve essere più pragmatico, per poter perforare le istituzioni, prendendo decisioni pratiche e dirette. Scrivo questo perché secondo me molte persone perfette per il movimento nel partito magari creano frizione nella parte organizzativa perché non si sposa bene con il loro modo di essere.

    Non sprechiamo né questo progetto che al momento vedo come unica alternativa dall’essere risucchiati nel collasso sistemico ora già in atto e che andrà a peggiorare, né il momento storico che ci sta chiedendo a gran voce di agire ora, costruire ora l’alternativa. Facciamolo insieme. <3