Scrivo questo messaggio anche sull’onda emotiva per il fatto che questo pomeriggio gli Israeliani hanno rapito in acque internazionali una mia cara amica olandese che era su una delle barche della flottilia, ma anche perché sono davvero stanco di iniziative che pur essendo nobilissime e alle quali ho preso parte pure io, finiscono per essere fini a sè stesse.

Mi chiedo già da troppo tempo se si possa organizzare/fare qualcosa di serio per la Palestina. Perché dopo centinaia di manifestazioni, anche partecipatissime, a livello internazionale siamo nella stessa situazione di tre anni fa. Ormai la frase “blocchiamo tutto” l’hanno svuotata di significato. Possiamo smuovere davvero le cose?

Scrissi tempo fa un articolo riguardo alla poca efficacia del boicottaggio in tempi di finaziarizzazione dell’economia globale (anche perché poi ricade sempre solo sulle azioni del singolo individuo nel suo privato), e che la via migliore sarebbe il sabotaggio. Quelli che si sono avvicinati di più sono stati i portuali del CALP in autunno. C’è qualcosa che si può fare realmente di questo tipo? Perché lo sappiamo bene tutt* che è difficilissimo fare uno sciopero di massa nazionale prolungato e boicottare Coca-Cola o chicchessia serve molto poco se continuano a fluire miliardi e armi occidentali a Israele.