Traspongo qua una conversazione iniziata sulla chat generale in Delta, per continuarla qui senza ingolfare la chat di ragionamenti, su un concetto che secondo me va analizzato un po’ meglio.

Manu: “Ciao a tutte, stavo riflettendo su una cosa. Se è più appropriato aprire un post su sinistraverso fatemi sapere: nel nostro programma in cui un tot di servizio essenziali sono garantiti e gratuiti e c’è un reddito di base, alla fine perché uno dovrebbe comunque andare a lavorare per 1500€? Ma soprattutto, come si farebbero a garantire le professioni più legate alla cura, come medici, psicologi, infermieri, insegnanti, se tante persone rinunciassero a lavorare perché tanto hanno quasi tutto gratis? Finché non ci sono più cassieri al supermercato pazienza se devo rinunciare alla chiacchiera col commesso, pur di liberarlo dal lavoro, ma come si fa con professioni in cui il contatto umano è fondamentale? Grazie a chi vorrà rispondermi 🙏🏻”

G: “Questa domanda è fondamentale, va analizzata in senso antropologico e economico. A livello antropologico io penso che avendo liberato il mio tempo per potermi dedicare a quello che è importante per me, non avrei nessun problema a dedicare il mio lavoro alla comunità. Se la cura è il nuovo mondo il lavoro di cura è quello che vorrei fare.”

Manu: “Si, io pure, però penso anche che non tutti ragionano come noi a questo mondo e non potremmo imporre un pensiero di cura a tutti (sarebbe bello, ma non si può), e allo stesso tempo non può essere una cosa lasciata al caso perché troppo importante”

G: “Poi serve un ragionamento economico e per quello serve che le menti più addentro alla questione qui ci aiutino a sviluppare un pensiero.”

N: “Ci sta fare post su lemmy se ti va. Comunque è una questione : è un cambiamento di paradigma radicale in base al quale la motivazione per il lavoro non arriva dalla costrizione ma da tante altre cose che tutt’oggi sono comunque presenti. Di fatto l’effetto immediato sarà che diventeranno evidenti i lavori fondamentali (perché nel momento in cui non ci sono persone disposte a farli, il sistema entrerebbe in crisi) e invece quelli che servono solo a fare arricchire qualche capitalista. I primi acquisirebbero quindi un enorme prestigio sociale, al momento assente (a parte il medico, che infatti è l’unico pagato bene)”

G: “Io penso che un lavoro che attrae meno, tra quelli che avremo bisogno di conservare (come è giusto che sia), nell’attuale sistema inneschi una crescita dell’incentivo economico. Non dimentichiamo che non stiamo abolendo la moneta ma le stiamo assegnando una nuova funzione”.

N: “Ci sarebbe un cambiamento strutturale, la disoccupazione sarebbe anche al 30-40%. Ci sarebbero persone che scelgono di non lavorare o di non farlo in modo formalizzato, e ci sta, convogliando la forza lavoro. Eliminando i “bullshit jobs”, che coinvolgono la maggior parte delle persone, ci si può permettere di avere una fetta della popolazione che non lavoro e questo è parte del gratuitismo, è giusto così”.

Ef: “Questo é il discorso della rivoluzione culturale, non possiamo pensare solo a realizzare il gratuitismo materialmente, dobbiamo proprio diventare la societá della cura”

En: “Secondo me si finisce tutti a panza all’aria. 10 anni e persino i robot guidati da ia si autoripareranno. I lavori di cura saranno totalmente soppiantati dall’automazione. Il problema è che il capitale non permetterà mai la redistribuzione delle risorse e quindi o si farà la rivoluzione o si morirà tutti di stenti.”

Allego anche un estratto a un libro (credo Inventare il Futuro) messo da un altro utente.