Ciao a tutt*!
Sono Andrea, studente di Antropologia Culturale. Sto scrivendo un’etnografia digitale su SinistraVerso per una ricerca universitaria, e ho pensato che il modo migliore per farlo fosse chiedervi direttamente, perché chi abita uno spazio lo conosce meglio di chi lo osserva da fuori.
Se avete voglia, mi piacerebbe sentire le vostre voci su queste domande. Non esiste una risposta giusta: mi interessa il vostro racconto, nella forma che preferite. Ci tengo a precisare che sarà salvaguardato l’anonimato.
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- Come sei arrivat* a SinistraVerso? C’è stato un momento preciso, una cosa che hai letto o visto, o è stato un percorso graduale?
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- Cosa ti ha convint* a partecipare attivamente su questa piattaforma, invece di seguire solo i canali social? Cosa trovi qui che non trovi altrove?
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- C’è qualcosa che hai imparato o scoperto attraverso questa comunità — un’idea, un autore, una prospettiva — che non avresti incontrato da sol*?
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- Come descriveresti SinistraVerso a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare — qualcuno al di fuori della vostra bolla? Cosa gli diresti per primo?
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- C’è qualcosa che vorresti che cambiasse nella comunità, o qualcosa che senti ancora mancante?
Rispondete qui sotto, anche solo a una domanda. Ogni contributo per me è prezioso. Se mi vorrete aiutare vi sarei molto grato.
Grazie e abbasso il lavoro sempre, Andrr

Un altro punto di discussione teorica è che nell’accelerazionoismo si distingue nettamente tra lavori completamente automatizzabili (produzione, logistica, amministrazione, ecc.) e lavori relazionali (la sanità è l’esempio classico) che non possono e non devono essere automatizzati ma liberati dalla logica del mercato e del profitto. Quindi in sostanza bisogna liberare il tempo altrove (dai bullshit jobs) e redistribuirlo nella cura per tutte con una retribuzione molto dignitosa per il personale - questo è per quelli che potrebbero sollevare l’obiezione “sì ma dove li trovi tutti i lavoratori che servono blabla”