Ciao ragazzi, intanto volevo dirvi che sono felicissima di vedere che ciò che in Italia era partito solo come un meme stia cercando lentamente di farsi veramente spazio nel dibattito politico. Devo dire che la vostra proposta di primo acchito lascia un po’ diffidenti, forse può perfino generare una sorta di cinismo di riflesso in chi vi ascolta per quanto sembra bella e irrealizzabile. Tra queste persone un po’ diffidenti c’ero anche io, così sono andata a leggere il quaderno tecnico e ho scoperto che in realtà è un documento ben scritto, addirittura divulgativo, che rivela un certo impegno e una certa profondità di analisi rispetto alla storia e alla situazione del sistema fiscale e di quello previdenziale in Italia. È stato anche illuminante perché mi ha ricordato che ciò che sembra difficile ed ineluttabile può essere affrontato, reimmaginato e riplasmato concretamente, portandolo a una semplificazione che funziona un po’ come una boccata d’aria, come un “perché non ci abbiamo pensato prima?”.
Detto ciò, volevo sottoporvi alcuni dubbi che mi sono venuti. Ultimamente si parla molto della patrimoniale, e in tanti anche a sinistra sono scettici in quanto si ritiene che anche con una semplice patrimoniale all’1/1,5% la classe più ricca possa spostare i suoi capitali altrove. Ci sono anche molti che si basano su altre evidenze e sostengono che lo spostamento di capitali, rispetto all’aumento del gettito derivato da chi rimane, generi una perdita tanto trascurabile che alla fine si tramuta comunque in un guadagno. Se il livello di dibattito è questo, come pensate di proporre l’imposta confiscatoria? O di applicare le elevate percentuali che proponete? Una risposta possibile è: abbiamo davvero bisogno dei ricchi, visto che non hanno fatto altro che spostare le proprie ricchezze sul mercato finanziario non apportando beneficio alcuno alla comunità? La trickle down economics è fallita. E io mi troverei anche d’accordo. Ma purtroppo il contesto in cui viviamo è estremamente globalizzato e i confini statali sono solo dei feticci a cui la destra si aggrappa sempre più affannosamente, con soluzioni come la remigrazione. Ho come l’impressione che un programma come il vostro sia pensato e pensabile per un’Italia simile a quella della prima repubblica, in cui i confini e le sovranità degli Stati sono ancora elementi tangibili. Anche la riforma del sistema fiscale, con quegli scaglioni dalle percentuali elevatissime (che negli anni 70 funzionavano) oggi sembrano impensabili, e non solo perché viviamo nel realismo capitalista, ma anche perché concretamente il capitalismo è ovunque e basta spostarsi un po’ più in là per preservare i privilegi. Senza contare le terribili pressioni politiche che storicamente hanno portato e continuano a portare paesi anche solo vagamente socialisti a perire sotto embarghi, influenze straniere, propaganda avversa. È davvero pensabile un sistema meraviglioso e liberatorio come il vostro, che in realtà a ben vedere è incredibilmente più razionale e pragmatico del sistema in cui viviamo oggi, senza una prospettiva internazionalista? Senza che esista una riforma del sistema fiscale armonizzata quantomeno in tutto il blocco occidentale? E privilegi così imponenti, probabilmente ben più di quelli dell’800 o del '900 all’epoca delle importanti lotte e rivendicazioni sindacali, come si scardinano effettivamente? Oggi esistono i trilionari, e seppure partisse una rivolta popolare estesa e agguerrita gli basterebbe una minuscola porzione del proprio patrimonio per difendersi efficacemente, considerando i livelli di sorveglianza di massa e l’avanzamento della tecnologia odierna. Reprimere la violenza politica sarebbe un gioco da ragazzi per un apparato statale moderno.
Bene! :) insomma ero qui per chiedervi cosa pensate di queste questioni, anche solo per capire il vostro punto di vista

