frederik

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Cake day: July 1st, 2026
  • Secondo me una versione base dell’organizzazione potrebbe essere: per il 24 e il 30, ci diamo punta noi e facciamo il corteo insieme. Questo è fattibile con realtivamente poco sforzo.

    Cose da aggiungere se vogliamo:

    • costumi capibara
    • striscione stampato / o stencil con bombola
    • parlare degli accorgimenti di sicurezza al corteo (come piazzarci, cosa fare in caso di cariche ecc)
    • se cosa vogliamo comunicare durante il corteo

ORGANIZZIAMOCI PER ANDARE ALLE MANIFESTAZIONI (Ottobre 2026)

Vorremmo proporre di discutere su come delineare la nostra partecipazione. Qui su lemmy sotto questo post e organizzare una riunione in videochiamata il prima possibile.

Nonostante lo sforzo mediatico ormai abbiamo visto quanto sia caldo questo autunno. Sono cause importanti anche per noi e una nostra presenza in piazza darebbe sostegno alla nostra causa e ci metterebbe in una posizione di attiva collaborazione con altre realtà.

Sarebbe bello riuscire a partecipare in modo evidente alle date importanti che ci aspettano a ottobre e novembre per sostenere le lotte in Europa.

Un’idea molto sentita sarebbe quella di attrezzarsi con bandiere e/o striscioni e qualche costume gonfiabile di capibara.

Eventualmente quindi attivandoci anche con una colletta per coprire i costi dei materiali.

Al secondo raduno eravamo in 19. Diversə nuovə arrivatə, alcunə alla prima esperienza di militanza. L’iperstizione si sta materializzando.

Ci siamo ritrovati al parco con teli e cibo da condividere.

Di cosa si è parlato

  • Comunicazione e propaganda: come raccontare il gratuitismo in modo semplice, senza banalizzarlo. Si è parlato anche di farlo in inglese.
  • Tecnologia e solarpunk: la tecnologia potrebbe migliorare la vita di tuttə, ma oggi è concentrata nelle mani di pochi (il 60% della ricchezza tecnologica è nell’1%) e viene usata più per controllare che per liberare.
  • Clima generale: molta disillusione ma anche fermento. Serve una massa, attiva e passiva, e serve cambiare la narrativa sul futuro.
  • Sopravvivenza come punto di partenza: casa, cibo, wifi, trasporti, vita quotidiana. Da lì si parte per intercettare il disagio reale.
  • “Le cose sono gratis”: discussione sul gratuitismo, sull’iperstizione, sull’idea che sia più facile immaginare l’apocalisse che la fine del capitalismo. La cura come principio.
  • Unità a sinistra: basta guerre tra fazioni su chi è “più di sinistra”. Cercare punti di accordo invece di dividerci.
  • Idee per le prossime attività: accoglienza, autoformazione, riappropriazione degli spazi.

È emerso un desiderio diffuso di portare la collettiva sul territorio. Ci stiamo organizzando su:

  • Accoglienza strutturata per chi si avvicina per la prima volta
  • Autoformazione interna
  • Riappropriazione degli spazi (da definire dove e come)
  • Riunioni serali periodiche, con una parte dedicata a cura e autosservazione e un check-in sui progetti in corso
  • al momento stiamo usando questa risposta:

    Proponiamo un’automazione che ci liberi dal ricatto del lavoro e del salario, che sia sostenibile e non dannosa per la salute psichica. I data center per l’intelligenza artificiale attualmente in costruzione non rispettano nessuno di questi criteri. Siamo quindi contrari alla costruzione di data center che alimentano il consumismo e il profitto delle grandi aziende a danno del territorio e della collettività. Molte attività possono essere automatizzate e l’automazione può assumere forme diverse, comprese quelle che non prevedono l’utilizzo di large language model. Vogliamo che venga automatizzata la produzione e la fornitura dei sei bisogni primari: casa, trasporti, cibo, utenze, salute e istruzione. Allo stesso tempo, vogliamo mantenere e potenziare, anziché automatizzare, la componente di relazione e contatto umano, soprattutto nella salute e nell’istruzione.

  • Inoltro messaggio di quattro_due

    se la riduzione della settimana lavorativa va a ridurre il servizio dei medici, bisogna aumentare il numero dei medici del 40%, come per tutti i servizi pubblici essenziali. i servizi vanno implementati, ottimizzati e ampliati.

    nella riforma sanitaria è previsto di quadruplicare il personale sanitario.

    nel caso dovessero arrivare critiche sulla non fattibilità, ricordiamoci che il cambiamento non può essere mai istantaneo (questo destabilizzerebbe le persone, cambiare la struttura e il funzionamento della società dall’oggi al domani creerebbe shock)

  • Inoltro messaggio di Giuseppe

    Aggiungerei che la riforma prevede il passaggio dei corsi di laurea di medicina e delle professioni sanitarie dall’università al servizio per la salute così da formare gli studenti per così dire “in casa” . Mi sembra chiaro che una riforma così rivoluzionaria richiede tempo. Per quanto riguarda gli organici da ricalcolare per la riduzione dell’orario di lavoro aggiungerei anche il ruolo della AI e delle nuove tecnologie in generale non per sostituire i medici o gli altri professionisti ma per coadiuvarli nel loro lavoro un esempio per tutti di possibile impiego della AI e’ la diagnostica per immagini.

  • Volevo azzardare una risposta breve e comprensibile che possiamo dare come movimento a questo tipo di domande:

    Le 24 ore settimanali sono un monte ore, non un orario fisso. Chi lavora su turni continua a organizzarsi come già fa oggi: la distribuzione resta in mano a chi conosce le esigenze del servizio, e può essere calcolata su base plurisettimanale o mensile, così da assorbire notti, festivi e reperibilità senza rigidità. Cambia il totale, non il modo di lavorare: ogni turno in più rispetto al monte ore resta straordinario, retribuito e volontario. Per un settore dove le turnazioni sono già oggi più pesanti di un 9-18, significa recuperare tempo di riposo a parità di retribuzione. Questo significa anche assumere più persone.

  • leggendo mi sono immaginato questo film: qualcuno pensa e dice, ma se pe fa bella figura e risparmia qualcosa in bilancio famocelo noi il software, pure opensource. poi arriva il lobbysta de turno delle case IT e dice col cazzo. discorso chiuso

  • Esistono due mecanismi internazionali che tracciano il patrimonio, Common Reporting Standard (CRS) e FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) chi è residente in Italia viene tassato tranquillamente. Chi sposta il proprio patrimonio all’estero, avendone visibilità può essere tassato lo stesso. Chi non opera sul territorio italiano di fatto non ha motivo di essere tassato finchè il gratuitismo è confinato all’Italia

  • Articolo molto bello. Io penso che il concetto di moneta possa assumere un nuovo significato. In un mondo dove i mezzi du susstitenza sono garantiti, ci saranno ovviamente anche lussi comuni. Ma alcune risorse, fisiologicamente sono finite (es: CO2 in atmosfera, l’accesso turistico ridotto alle località per rispetto della natura e degli abitanti), in questo caso, potrebbe esistere un conto corrente di crediti (distribuiti equamente a tutti periodicamente) che si possono usare per accedere a risorse limitate, nel caso di quelle di lusso/limitate/non-essenziali potrebbe rimanere in vigore la legge della domanda/offerta, in modo che le mete più gettonate “costino” di più, cosi tutti hanno accesso anche a questo tipo di cose autgestendosi come voglioro spendere i propri “crediti extralusso”