Al secondo raduno eravamo in 19. Diversə nuovə arrivatə, alcunə alla prima esperienza di militanza. L’iperstizione si sta materializzando.
Ci siamo ritrovati al parco con teli e cibo da condividere.
Di cosa si è parlato
- Comunicazione e propaganda: come raccontare il gratuitismo in modo semplice, senza banalizzarlo. Si è parlato anche di farlo in inglese.
- Tecnologia e solarpunk: la tecnologia potrebbe migliorare la vita di tuttə, ma oggi è concentrata nelle mani di pochi (il 60% della ricchezza tecnologica è nell’1%) e viene usata più per controllare che per liberare.
- Clima generale: molta disillusione ma anche fermento. Serve una massa, attiva e passiva, e serve cambiare la narrativa sul futuro.
- Sopravvivenza come punto di partenza: casa, cibo, wifi, trasporti, vita quotidiana. Da lì si parte per intercettare il disagio reale.
- “Le cose sono gratis”: discussione sul gratuitismo, sull’iperstizione, sull’idea che sia più facile immaginare l’apocalisse che la fine del capitalismo. La cura come principio.
- Unità a sinistra: basta guerre tra fazioni su chi è “più di sinistra”. Cercare punti di accordo invece di dividerci.
- Idee per le prossime attività: accoglienza, autoformazione, riappropriazione degli spazi.
È emerso un desiderio diffuso di portare la collettiva sul territorio. Ci stiamo organizzando su:
- Accoglienza strutturata per chi si avvicina per la prima volta
- Autoformazione interna
- Riappropriazione degli spazi (da definire dove e come)
- Riunioni serali periodiche, con una parte dedicata a cura e autosservazione e un check-in sui progetti in corso
