Prima di cominciare questa breve riflessione premetto che la mia vuole essere una riflessione critica ma ultra rispettosa di questo progetto che è fra i più entusiasmanti che mi sia capitato di conoscere negli ultimi anni. Ed è sì un pensiero mio ma che arriva anche da Inventare il futuro e quindi mi sento di poterlo esprimere legittimamente in un network accelerazionista.

La temporaneità del Partito Capibara sembra a me ricalcare una delle forme di azione politica folk. Nel capitolo “perchè non stiamo vincendo?” Srnicek e Williams fanno una analisi di ciò che ha frenato i movimenti che sono nati via via negli anni, tra questi particolare attenzione è data a Occupy Wall Street e a una forma di azione politica chiamata “prefigurativa” (p. 54). “La caratteristica della politica prefigurativa è quella di incarnare sin da subito il tempo che verrà (…). L’ammissione esplicita del fatto che l’occupazione è una misura temporanea” si combina alla consapevolezza che si tratta di “zone parziali e transitorie che portano alla luce quelle tensioni tra il reale e il possibile che possono spingere la lotta verso indirizzi più radicali”. “La domanda che va posta a qualsiasi tipo di politica prefigurativa è: come può questo progetto estendersi e riprodursi su una dimensione più ampia?” Possiamo dire anche noi che “determinati momenti risuoneranno con altri; che in qualche modo i piccoli gesti quotidiani saranno in grado di permettere un salto qualitativo e di “scardinare” la società; le rivolte e i blocchi “si diffonderanno” e “moltiplicheranno” e le esperienze di protesta “contamineranno” i partecipanti e si espanderanno”. Eppure, “anche se l’azione diretta può ottenere successi reali, rimane comunque un fenomeno localizzato e temporaneo: in una parola, folk politics”. Sciogliere il partito subito dopo la sua formazione non è esattamente questo? Insomma, il mio non è un vero e proprio post ma un mix di citazioni da IIF. Aggiungo anche due cosine: 1) una roba particolare del progetto accel, che lo differenzia da tanti altri, è che non si tratta di un piano rivoluzionario ma controegemonico. Sposta il fulcro dall’azione diretta alla strategia di lungo termine per la creazione di una egemonia culturale e politica similmente a quanto hanno fatto i neoliberisti. E quindi il partito temporaneo sì ma quale potrebbe essere il passo successivo? 2) Nel post su “come uccidere uno zombie” di Fisher ci dice che occupare il parlamento e i media è un obiettivo a lungo termine. Vorrei sapere un po’ come la pensate voi su questo tema, ascoltare un po’ di pareri vostri. Un abbraccino cute