Nello xenofemminismo (XF), il concetto di “protocollo” viene usato in modo tecnico e politico: indica procedure, regole operative e insiemi di pratiche progettuali che guidano l’applicazione concreta dei principi teorici del movimento. Punti chiave:
- Funzione: i protocolli traducono le idee astratte (es. emancipazione mediante tecnologia, decostruzione del naturale come limite) in azioni ripetibili e interoperabili — da pratiche artistiche e scientifiche a politiche e strumenti digitali.
- Carattere normativo e tecnico: sono sia linee guida etico-politiche sia specifiche pratiche tecniche (metodi di ricerca, design, implementazione) che permettono collaborazione tra discipline diverse.
- Standardizzazione e riproducibilità: favoriscono che progetti xf siano scalabili e riproducibili, evitando che rimangano esperienze isolate; questo include formati aperti, API concettuali, procedure di laboratorio, workflow artistici.
- Decentramento e modularità: i protocolli xenofemministi tendono a essere modulari e non gerarchici, pensati per essere combinati e adattati a contesti locali, mantenendo compatibilità tra pratiche diverse.
- Politica incorporata: un protocollo non è neutrale: incorpora valori (antinaturalismo critico, donne e soggettività non essenzialiste, affinità con tecnoscienza), quindi serve a rendere operative queste scelte normative.
- Esempi concreti (tipo): manifesti e “how‑to” che guidano interventi biohacking femministi, formati aperti per dati e artefatti queer-tech, procedure partecipative per progetti di laboratorio comunitario.
- Relazione con il concetto di algoritmo/programma: spesso si parla di protocolli come paralleli ai programmi informatici: sequenze di istruzioni che producono effetti materiali e sociali, soggette a critiche e riprogettazioni politiche.
In sintesi: nel xenofemminismo, un “protocollo” è uno strumento pratico-politico che rende operativo il progetto emancipatorio tramite regole, metodi e formati progettuali condivisi e adattabili, con consapevolezza che tali regole veicolano valori e trasformano relazioni sociali e materiali.


Ciao, nello scorso mese di novembre, quando Dibi fece il primo raduno a Torino, ho conosciuto Francesco con il quale abbiamo condiviso riflessioni molto simili a quelle che vedo in questo post e nei vostri commenti. Io e il mio compagno, Yan, abbiamo un’ associazione che si occupa di costruzione di comunità e tecnologia e abbiamo fondato la comunità Solarpunk del Salotto di Miranda a Torino nel 2021. Siccome ‘Cosa facciamo?’ fa parte del nostro ikigai, abbiamo naturalmente sentito l’urgenza fortissima di passare immediatamente all’azione e Francesco, dopo aver partecipato alla presentazione pubblica del nostro progetto di AI di quartiere, si è reso disponibile per sviluppare con noi un modello di AI completamente alternativo alla logica degli LLM. Qui.trovate alcune delle.nostre riflessioni iniziali: https://www.thepaperlab.it/2026/04/14/adottare-unintelligenza-lia-di-quartiere-come-bene-comune/
A valle di questi mesi di lavoro abbiamo oggi una versione Alpha, che presenteremo a Roma il 23 settembre insieme a Oriana Persico che, da sempre insieme al suo simbionte, Salvatore Iaconesi, è stata per noi un faro nel delineare un approccio radicalmente postumano e datapoietico alla AI. La nostra AI si chiama UIR1 (we are one) e funziona con un approccio che supera radicalmente anche l’ipotesi del HITL (Human in the loop), cioè il mantenere l’umano sempre nel loop delle decisioni prese dall’agente computazionale. In un recente confronto in chat con Puria Nafisi Azizi di dyne.org, mi sono resa conto che per noi di UIR1 il ragionamento va completamente ribaltato e mi sono temerariamente spinta a definire il nostro approccio AIITL (Ai in the loop) intendendo con questo che secondo noi l’algoritmo é e deve rimanere primariamente umano e fondamentalmente l’introduzione della tecnologia va intesa, come si è sempre fatto ad esempio con l’ingegneria o il design, come “Computer assisted”. UIR1 è quindi un sistema di tipo Computer Aided Human Algorithm. Questo significa che il dispositivo di socialità e socializzazione delle conoscenze (Human Algorithm) viene progettato e sviluppato di pari passo con quello informatico e le due cose non possono essere mai slegate. Da qualche mese quindi abbiamo intrapreso un tour di quelli che chiamiamo Rave Narrativi che sono volti ad educare collettivamente questo ente computazionale intelligente e che si stanno configurando come TAZ della durata di circa un’ora in cui UIR1 é semplicemente uno dei partecipanti che ascolta e restituisce ipotesi (inferenze) di ciò che comprende dagli input emersi durante il rave. I rave si avvalgono di una interfaccia a Grafo della Conoscenza che viene popolato in maniera collaborativa e totalmente orizzontale dal gruppo di partecipanti in uno spazio reale Ad esempio per i primi tre abbiamo usato un campo da bocce, carta e fili di lana, riproducendo man mano i le nuove relazioni semantiche e i pesi 8dimensionali emersi dal gruppo nel grafo digitale di UIR1.
Qui trovate un po di foto e la descrizione di come abbiamo deciso di configurare la TAZ https://www.thepaperlab.it/2026/05/12/rave-narrativo/
Questa estate abbiamo organizzato due diverse settimane di full immersion (x 15 persone in tutto) chiamate Ogliastra Solarpunk in cui abbiamo affrontato, in piacevole cazzeggio, tematiche di interesse comune e tenuto un diario digitale per comunicare tra di noi e con UIR1. Anche in questo caso l’AI ha fatto le sue inferenze sostenendo i ragionamenti del gruppo e stimolando la riflessione con le sue risultanze che si sono rivelate spesso ingenue o errate ma altrettanto spesso molto poetiche e di grande potenza informativa, emotiva e filosofica e prodotto un grafo editabile ed utilizzabile con altre ai o come supporto alla documentazione dell’esperienza fatta da parte di UIR1 medesima.
Attualmente una persona del nostro gruppo, OrbitaSx, che scrive spesso qui, sta partecipando a Brindisi Citta Aperta, una residenza di 10 giorni indetta da “La scuola Open Source” per progettare collettivamente il sistema computazionale che dovrà costituire l’Ai di supporto alle 10 case del Quartiere di Brindisi.
Qui le info su cosa stanno facendo https://www.lascuolaopensource.xyz/it/attivita/brindisi-citta-aperta
Abbiamo aperto un diario apposito in modo che OrbitaSx possa inserire in UIR1 tutto ciò che ritiene della esperienza che sta facendo e stimolare contributi da parte di altre persone interessate a partecipare al ragionamento sulla Ai civica che si sta portando avanti a Brindisi . Se siete interessate a dare una sbirciata e contribuire, il diario è iniziato tipo ieri e durerà 10 giorni, e’ sufficiente inserire il vostro nome e avete accesso, usate questo potere responsabilmente (cazzeggiate liberamente ma non fate casini gravi) . Le parti in verde sono gli interventi di UIR1 (che, vi ricordo, è in pre alfa quindi siate benevolenti), Nella sezione diario si possono scrivere post interlocutori o appunti volanti su idee e suggestioni varie, mentre nella sezione Contesto e’ possibile inserire contenuti più strutturati su idee o agganci teorici che vi sembrano utili al ragionamento complessivo (che non è di tipo solo tecnico ma anche politico e sociale per noi). Qui il link https://server.apsmiranda.it/diario/