Nell’anno 2025 (che noi, dettaglio significativo, contiamo dalla supposta nascita del supposto Cristo) non devo essere io a portare argomentazioni convincenti per dimostrare che il Dio proposto dalle religioni tutte sia un’invenzione e una bugia, la cosa è semplicemente un fatto. Mi trovo, tuttavia, nella fastidiosa posizione di dover premettere che non ho intenzione di offendere nessun credente, prima di poter affermare che l’esistenza e la diffusione, a mezzo di istituzioni (anche laiche), delle dottrine religiose, sia una costante offesa alla sensibilità e all’intelletto dell’essere umano. Una società giusta, in cui ogni forma di violenza e sopraffazione sia stata bandita, dovrebbe trattare la religione per quello che è: una fantasia, una favola da vivere come esperienza personale. Una società giusta tollera il sentimento religioso ma lavora costantemente per dissolverlo nell’oblio. Viviamo nel realismo religioso, ed è più facile immaginare la fine della società che la fine delle religioni. Immaginare un mondo nuovo significa inventare un futuro libero dalla religione.