Dubbio nato da una discussione che ho avuto ieri sera con un mio amico: come ci poniamo noi come movimento gratuitista nei confronti dell’energia nucleare di nuova generazione, o anche più in generale come si pone il solarpunk? Per quanto riguarda il solarpunk da una ricerca molto veloce mi sembra di capire che ci sia divisione sul temam ma se chi è più esperto in materia ne sa di più sarei curiosa di capirci meglio. E invece noi gratuitisti, cosa ne pensiamo?
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Io ho notato molta disonestà intellettuale e cherrypicking sia negli studi pro-nuke che anti-nuke, quindi nonostante la mia ignoranza i tema ho provato a fare dei calcoli in autonomia. Soprattutto perché mi è capitato diverse volte di imbattermi in conversazioni simili: “Non sono contrario al nucleare di per sé, ma alla sua attuazione nelle condizioni italiane, la ricerca dovrebbe continuare comunque. Prima di buttarci su un settore senza sicurezze, ad esempio, riempiamo di pannelli fotovoltaici i tetti delle case” “Eh ma non basterebbe, serve anche il nucleare nel mix”
Allego i link al mio drive pk non riesco più a caricare foto nei messaggi: https://1drv.ms/i/c/8f51e570d6a9904a/IQBv68eNvo5ERoXVH9aC_zfIAamp6oYwXQhQobDVzCeIHDI
https://1drv.ms/i/c/8f51e570d6a9904a/IQByBwgLtAkHT4QexLKdgPdwAZS5nkXaKgmv8AiTdPUH8G8
Detto questo, ok bro… coprendo autostrade e il 60% dei tetti potremmo produrre 228.6-388.4 Twh/anno A fronte del fabbisogno italiano complessivo di 311.3 Twh/anno nel 2025. Tutto ciò senza contare le altre rinnovabili e le loro previsioni di crescita nel tempo necessario all’installazione di questi pannelli fotovoltaici. Solo con idroelettrico ed eolico (entro il 2035) potremmo arrivare anche al doppio di queste stime. Ovviamente bisogna poi introdurre la progettazione della storage capacity per sopperire all’intermittenza. Ma qui possiamo prevedere uno stanziamento speciale per finanziare un mix di batterie, bacini e pompaggi, idrogeno verde; per coprire i cali di disponibilità rispettivamente nel brevissimo (qualche ora), medio (alcuni giorni) e lungo periodo (stagionale, per il deficit invernale).
Sempre nei fogli mi sono preso la briga di fare un tentativo, ci ho impiegato un giorno. Ma se io in un giorno a tempo perso ho fatto ciò, un team di progettazione qualilificato, professionale e qualificato non dovrebbe avere problemi a produrre un pacchetto disponibile per l’immediato inizio dei lavori di implementazione. Producendo così tanta energia a basso costo potremmo assurdamente iniziare noi a venderla a Francia e Germania, costituendo così un’entrata fissa che in pochi anni ripagherebbe l’investimento grezzo; rilancerebbe l’economia e in previsioni ultraottimistiche, in mix con altre riforme, ci permetterebbe di assistere terzo miracolo economico italiano.
Dopodiché l’Europa non avrebbe che da copiare.
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Io personalmente sono estremamente favorevole ad un mix di nucleare e rinnovabili 80-20 o 90-10, ho realizzato anche una proposta sul sito di avs per rompere il tabù ed mantenere la discussione aperta, ricordiamo che ad oggi esistono gli Small Modular Reactors che sono estremamente sicuri.
Se posso darvi un consiglio, il nucleare è un tema caro a moltissimi elettori di sinistra e giovani che sono favorevoli, l’essere contrari potrebbe essere una grande zappa sui piedi e respingere i voti di una grande fetta dell’elettorato, se non riusciamo a trovare un compromesso allora sarebbe meglio astenersi ed essere neutrali sull’argomento.
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Le mie posizioni sul nucleare coincidono con quelle del Partito Comunista Francese (PCF), vi invito ad approfondire
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Io ritengo il tema dell’energia fondamentale nel programma di un partito politico italiano e mi pare che i partiti di sinistra non hanno dei piani energetici ben programmati e solidi per un sistema 100% rinnovabile. Come detto, nessuno di questi partiti è pro-nucleare ma ci sono molti elettori giovani di sinistra che vorrebbero il nucleare nel mix, quindi se strutturiamo bene un piano energetico (che considero necessario a prescindere) potremmo pure attirare l’attenzione di molte persone. I temi da definire sono tanti perché oltre a quanto solare/eolico va installato e dove (le altre rinnovabili hanno pochi margini di crescita) va strutturato anche l’adeguamento della rete elettrica, lo sviluppo di una filiera per il riciclo dei pannelli fotovoltaici (che durano 30 anni), una nazionalizzazione almeno parziale del settore… Mo esagero però sicuramente richiede moltissimo lavoro. Per me il nucleare deve necessariamente far parte del mix energetico. Non so se c’è una RePA aperta riguardo un piano energetico nazionale, ma se c’è ci lavorerei volentieri, per quanto riesco dato che non è il mio campo di studi. Poi se si fa un piano energetico senza nucleare o fonti fossili che sia seriamente attuabile, benissimo, ma temo non sia possibile. Anche perché per l’automazione, decarbonizzazione completa, rimozioni CO2 atmosferica ect… la domanda di energia salirà ancora molto. E scusate se mi sono dilungato
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FINALMENTE SE NE PARLAAA. La mia opinione, per non ripetermi, in post precedenti dedicati
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Grazie per le risposte! Complimenti anche a Caesius per i calcoli… altra domanda: considerato che si parla di abbracciare la piena automazione con conseguente aumento del fabbisogno energetico, bastarebbe comunque quello che hai calcolato per coprire il fabbisogno nazionale? PS: a causa di un bug non riesco a rispondervi sotto ai commenti singoli
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la realizzazione del nucleare è: lenta, costosa e non dimentichiamoci di non avere uranio. i prezzi del fotovoltaico si sono abbattuti di oltre il 90 per cento dei costi e sarebbe una soluzione ideale da non applicare nelle campagne (come stanno facendo attualmente devastando il territorio) ma da rendere obbligatorio sulle facciate degli edifici urbani. ovunque insomma. la tecnologia ha fatto passi da gigante…
CaesiusItaliano
1 monthQuesto è il presupposto da cui sono partito, verificare se questo approcci fosse sufficiente per smentire la necessarietà di un mix. Il nucleare conviene solo a chi lo ha costruito in passato, nel contesto del prolungamento della vita delle centrali. Si sta andando verso la snuclearizzazione anche in germania e francia.
- diego_iacItaliano1 month
Ma veramente le centrali nucleari globalmente sono in crescita (in Asia, Polonia, Slovacchia e Turchia in Europa, in Africa si stanno pianificando). Poi la Germania le centrali nucleari le ha chiuse per fare un mix 100% rinnovabile, ha speso centinaia di miliardi in fotovoltaico e ora ha le bollette più care di prima e sta espandendo le centrali a carbone. C’entra anche la guerra in Ucraina certo, ma non è un modello da seguire su questo punto, anzi. La Francia invece ha le emissioni inquinanti più basse d’Europa, vende energia a noi, Spagna e Germania ed ha cambiato idea sul nucleare, ora sta programmando di costruire nuove centrali


