da artistə, sono sempre statə particolarmente suscettibile al tema dei diritti d’autore. condividere l’arte è una parte fondamentale della mia esperienza creativa e rendere pubblico ciò che scrivo o disegno per me risponde ad un bisogno comunicativo. parte di me lo capisce – sorvolando l’aspetto monetario e legale, se fossi un cantante e tipo bill gates usasse in una mia canzone per un video promozionale mi darei fuoco in piazza. detto ciò, mi rendo anche conto che il senso di protezione che sento verso la mia arte è in certi sensi una conseguenza di una vita afflita dal capitalismo.
mi è venuta in mente la lista dei “diritti del lettore” di pennac, non so se avete presente. è appunto un titolo altisonante per far poi riferimento a dei temi molto filosofici e quasi di cura (il diritto di leggere ovunque, il diritto di non leggere, di saltare le pagine). che corrispettivo potrebbe avere una lista dei diritti d’autore libera dal peso economico della vita da artista? di che cosa potremmo aver diritto nel comunismo?




