- efallomItaliano2 months
Tutto molto bello, ma se una persona sente di avere subito un abuso? La si silenzia per quieto vivere?
AgonioItaliano
2 monthsNon so, secondo me se vogliamo cogliere appieno il senso del superare l’orgoglio per facilitare la causa, la soluzione non è chiedere di riporre le armi delle etichette e della ricerca di una superiorità morale o pratica.
È consentire il pluralismo. Abbracciarlo. Trovare ciò che ci accomuna ma non crearne un immutabile monumento di cui diventare semplici portavoce.
Per dire, io credo che la strada sia quella dell’istituzione delle cooperative nei settori chiave. Il mio programma ideale non è necessariamente quello del gratuitismo. Eppure lo supporto, e uso questo e altri spazi sia per diffondere il gratuitismo che le mie idee.
L’importante, per l’iperstizione, è arrivare alla gente e smuovere le coscienze, non fargli lezioni ma far risuonare in loro il senso naturale di opposizione all’oppressione, il senso naturale collaborativo ed empatico. E questo è facilitato, non rallentato, dalla pluralità.
Per dirla con un’immagine: sono meglio mille pagine instagram, ognuna che presenta le idee a proprio modo, con 2000 iscritti l’una, che una sola pagina centralizzata e attenta al messaggio per una platea di mezzo milione. Perché il cambiamento avviene dal popolo, non dai leader. Avviene nella società, non nel parlamento.
- aledeb_Italiano2 months
Assolutamente d’accordo con il concetto base dell’articolo: mettere da parte le divergenze tra anarchici/comunisti/… ed impegnarci per il contrasto della realtà capitalista ora sempre più tendente a distopia da 1984 se non peggio. Cosa possibile vedendo esempi storici in cui marxisti e anarchici collaborarono contro il nemico comune: Parigi, Spagna, Russia… Tuttavia, avrei da ridire sul paragrafo dedicato agli stalinisti: l’ostilità ad approcci dal basso, libertari, (…), non deriva solo da loro: leggo post, articoli e dichiarazioni di leninisti ripudianti Stalin, ma concordi nell’oppressione di anarchici, marxisti non leninisti, con critiche molto pesanti allo stesso Fisher. Non è dunque una tensione con i soli stalinisti, ma uno scontro tra approccio autoritario e libertario. Non possiamo, a parer mio, pensare di ripudiare stalinisti e altri comunisti autoritari: vedasi partiti e organizzazioni comuniste maggiori in Italia (ma anche in diversi altri stati), internamente sono presenti non pochi simpatizzanti verso approcci autoritari come quelli dello stesso Stalin (un numero che non può non essere considerato), ha veramente senso escluderli e non tentare nessun dialogo, un confronto e passare direttamente alle ostilità? Direi che uno dei nostri compiti sia proprio quello di estendere la visione libertaria nella società, in contrasto all’accettazione di gerarchie e autorità oppressiva



