Come alternativa direi proprio no. Sono apprezzabili i progressi del mondo Cinese, i loro traguardi raggiunti in pochissimi anni, lo sviluppo dell’automatizzazione (…). Detto questo però bisogna interrogarsi: ha veramente senso tutto questo progresso se non lo si adatta alla società prima di tutto? La Cina è passata da realtà principalmente contadina a potenza con società sempre più vicina ad una realtà post-industriale. Questo ha provocato un’enorme differenza tra località rurali e cittadine e ora un’osservabile preoccupazione per i lavoratori dinanzi ad un’automatizzazione imponente (attenzione alla notizia: Cina contro sostituzione del lavoratore con AI, quanto sentenziato non condannava tanto quanto diffuso, ma le modalità). Il lavoratore cinese ha sicuramente riscontrato miglioramenti dinanzi il passare degli anni, tuttavia, lo sfruttamento è ancora molto presente, con orari inimmaginabili e paga non ancora adeguata, molto più bassa di quella dei dirigenti. Una società del genere non può essere dunque vista alternativa da chi vuole riduzione delle ore di lavoro, redistribuzione di beni e un’automatizzazione controllata a beneficio di tutti
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Assolutamente d’accordo con il concetto base dell’articolo: mettere da parte le divergenze tra anarchici/comunisti/… ed impegnarci per il contrasto della realtà capitalista ora sempre più tendente a distopia da 1984 se non peggio. Cosa possibile vedendo esempi storici in cui marxisti e anarchici collaborarono contro il nemico comune: Parigi, Spagna, Russia… Tuttavia, avrei da ridire sul paragrafo dedicato agli stalinisti: l’ostilità ad approcci dal basso, libertari, (…), non deriva solo da loro: leggo post, articoli e dichiarazioni di leninisti ripudianti Stalin, ma concordi nell’oppressione di anarchici, marxisti non leninisti, con critiche molto pesanti allo stesso Fisher. Non è dunque una tensione con i soli stalinisti, ma uno scontro tra approccio autoritario e libertario. Non possiamo, a parer mio, pensare di ripudiare stalinisti e altri comunisti autoritari: vedasi partiti e organizzazioni comuniste maggiori in Italia (ma anche in diversi altri stati), internamente sono presenti non pochi simpatizzanti verso approcci autoritari come quelli dello stesso Stalin (un numero che non può non essere considerato), ha veramente senso escluderli e non tentare nessun dialogo, un confronto e passare direttamente alle ostilità? Direi che uno dei nostri compiti sia proprio quello di estendere la visione libertaria nella società, in contrasto all’accettazione di gerarchie e autorità oppressiva

L’assenza di polizia non vuol dire poter fare come si pare. La polizia è un corpo che viene per lo più usato per potere coercitivo piuttosto che azioni concrete in difesa della comunità, vedasi tutti gli esempi di criminalità organizzata che persistono sul territorio. Hanno schierato elicotteri e numerose pattuglie per 100 anarchici commemoranti, mentre per le zone dove è risaputo che ci sia organizzazione che minaccia gli abitanti di esse è rarissimo vedere interventi. Non ci serve un potere dall’alto, distante dalla comunità, simpatizzanti delle armi e metodi repressivi