Come ho scritto su Delta abbiamo l’opportunità di scrivere altri articoli su l’Espresso. Nella mia email al vicedirettore ho fatto cenno ai temi di cui noi ci occupiamo che sono quelli delle nostre REPA ma possiamo proporre anche altri temi. Dobbiamo concordare con lui il tema e le righe. io penserei di far passare un mesetto e chiediamo a lui quale tema tra quelli da noi proposti interessa di più al giornale. Cosa ne pensate?
- Émma XItaliano4 months
Riscrivo qua la mia risposta. Secondo me dovremmo continuare a portare le nostre idee un poco alla volta, quindi anziché buttare dentro tutto insieme portarle a poco a poco. Iniziamo con degli articoli più d’opinione (“E se lavorassimo solo 24 ore?” “Cosa fare con più tempo libero” “Sanità gratuita per tutte le persone”) o legati ad alcune cose che facciamo, per dire Dibi che sta traducendo Fully Automated Luxury Communism, scriviamo una recensione al libro e la mandiamo. In questo modo sia i lettori sia la redazione si abituano alle nostre idee e spostiamo la finestra di overton un po’ più dalla nostra parte. Dopodiché iniziamo a sbilanciarci iniziando a dire che magari se nessun partito si accolla di portare un certo tipo di proposte forse servirebbe un partito che lo faccia (strizzando l’occhio al partito capibara). In breve portiamo a poco a poco i nostri elementi che stanno anche alla base del PC e poi iniziamo a fare intendere che è una cosa che servirebbe.
- efallomItaliano4 months
Ciao, per me è fondamentale far capire che dietro il progetto politico esiste la pianificazione tecnica, perchè è letteralmente la chiave per uscire dal realismo capitalista, la risposta alla domanda:come facciamo a realizzarlo?
Oltre a questo, l’aspetto della transizione culturale, quindi il cute/acc e tutto il corollario della buona creanza gratuitista. Questo penso che sia fondamentale per approcciare una transizione rivoluzionaria come quella che proponiamo, pattern di pensiero e schemi mentali plasmati (con dolore) sotto il capitalismo non possono permetterci di accettare entusiasticamente il gratuitismo, farebbero emergere in maniera tossica. la crisi esistenziale a cui il capitalismo finge di poter dare una risposta.
Il gratuitismo è anche una questione di salute mentale e deve essere chiaro che ci si arriva atteaverso un importante percorso di decostruzione, anche della propria identità.
pejutawicasaItaliano
4 monthsCredo che su un giornale come l’espresso, considerato il limite del numero delle righe, si debba puntare molto sulla “propaganda” e meno sulla theory
- efallomItaliano4 months
Sicuro, e mi rendo che non sono la persona più adatta a comunicare questo, ma il mio commento era relativo a quali parti di theory propagandare.
La parte del sistema nervoso umano che non è adatto al capitalismo (che infatti causa sofferenza) e il gratuitismo come fuga verso la libertà cognitiva mi sembrano un argomento degno di essere propagandato; così come il discorso della pianificazione non tanto nel dettaglio, ma proprio in se come risposta alla politica liberale che invece di pianificare brucia soldi pubblici a seconda dell’esigenza del caso.

