Ieri chiacchieravo con un amico psicologo riguardo la REPA antiproibizionista (tanti bellissimi spunti) ed è venuta fuori una questione che reputo interessante.
Lui sostiene che ‘è un fatto che si ripresenta puntuale nelle società umane durante la storia, alcune persone sono piu sensibili e propense alla rete, alla cooperazione, altre invece all’elitarismo e alla seclusione, e anche in un mondo in cui la seconda non è piu religione come adesso comunque si ripresenterà in qualche modo’ In effetti anche secondo me aspettarsi che la cooperazione nel nome del gratuitismo diventi un valore cosi universale da spazzare completamente via qualsiasi volontà di creare distinzioni e separazioni è vagamente ingenuo. Anzi, ci dice, se togliamo dal mercato (con la gratuita) una serie di beni, questo riverserebbe quella volontà in ‘ciò che rimane’
Per fare due esempi: si, hai lo psicologo gratis con il SSN, ma questo non impedirebbe a una certa scuola di psicologia di professarsi come qualcosa di ‘migliore/diverso/più figo’ e monetizzare su quello, privatamente. Oppure: puoi ricevere a prezzi ridicoli la cannabis di stato tramite cooperative, ma comunque ci sarebbe chi markettizzerà aggressivamente la sua erba ‘diversa/premium/di livello’. E allora il discorso diventa: vogliamo uno stato cosi aggressivamente centralizzante che vieti qualsiasi iniziativa di questo tipo (sebbene inizi a sapere quasi di dittatura) o in questo si lascia piu autonomia? Voi che ne pensate?
Perche mi si può anche dire 'una volta che la gente vedrà i risultati del gratuismo si convertirà alla pura cooperazione e al bene comune" ma in realtà non sappiamo cosa potrebbe succedere di preciso


