Il concetto di gerarchia suscita sempre un discreto dibattito, che si articola tra rifiuto dell’imposizione dall’alto e necessità di strutturare e organizzare la prassi politica, tra verticalismo e orizzontalismo come visioni contrapposte e alternative. Il tema è stato affrontato in diverse occasioni di confronto e anche qui => https://sinistraverso.org/post/136 Quello che sembra emergere è che, nel momento in cui per gerarchia intendiamo struttura e organizzazione, le differenze di vedute sfumano fino ad avvicinarsi alla convergenza, fermo restando che diverse visioni continuano ad affacciarsi nel dibattito ogni volta che se ne parla. La domanda è “Abbiamo bisogno di una gerarchia?” e, in caso di risposta affermativa, che tipo di gerarchia?
- RosaLuxItaliano6 months
Io sto leggendo sia alcuni scritti organizzativi di Fisher che questo libro che si chiama “Neither Vertical nor Horizontal” e devo dire che sto arrivando alla conclusione che forse l’intero framing gerarchia o non gerarchia non ha più senso. Per ora i miei pensieri sono ancora troppo confusi e non sono in grado di elaborarli al meglio, ma in generale credo che
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Non dobbiamo cercare LA forma definitiva, perfetta e universale di organizzazione (orizzontale o meno che sia), ma mantenere in piedi una pluralità di forme organizzative che, attraverso un processo di cooperazione e “tensione positiva”, siano in grado di creare un equilibrio dinamico positivo all’interno dei movimenti
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Dobbiamo immaginarci un qualsiasi movimento (ma anche un sistema sociale) come un’ecologia che ha diverse gradazioni di cose più o meno centralizzate/decentralizzate. Non esiste nulla di perfettamente centralizzato o perfettamente decentralizzato
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Dobbiamo rompere la dicotomia spontaneo = orizzontale = bello vs pianificato = verticale = brutto. La politica è molto più complessa di così. Lo spontaneismo può benissimo essere fonte di differenze di potere ingiustificate tanto quanto un’azione deliberata e pianificata
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Dobbiamo sviscerare il concetto di cibernetica perchè come suo obiettivo aveva proprio la volontà di superare questa dicotomia “controllo dall’alto” vs “azioni dal basso” per arrivare ad una sintesi di controllo collettivo sia dall’alto che dal basso, sfruttando la capacità di attuare cambiamenti in larga scala con la necessità di rimanere incollati al terreno politico su cui si opera
A me i discorsi sull’organizzazione mi pigliano un botto, ma sono in una fase di riflessione perchè dopo aver provato a militare in contesti “orizzontalisti” e aver visto i suoi limiti, mi sento di aver probabilmente over-compensato con un’eccessiva dose di bolscevismo. Detto ciò, anche Fisher a modo suo proponeva una sintesi al rialzo tra le diverse anime della sinistra, compresa la questione orizzontale-verticale e, visto che mi sembra evidente che sia la verticalità che l’orizzontalismo ad ogni costo abbiano fallito, forse vale davvero la pena provare ad integrare queste due componenti piuttosto che continuare a metterle in contrapposizione
Miao
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CaesiusItaliano
6 monthsAaaah non lo so 😭 Ma mi piaceva la critica verso la gerarchia in favore della sua sostituzione con l’organizzazione

