Personalmente, il mio processo di radicalizzazione politica è passato prima di tutto attraverso l’arte, per poi consolidarsi nellla storia e nella teoria. Io stessə sono un artistə e credo fermamente che la comunicazione artistica sia uno strumento fondamentale per fare egemonia a sinistra. Per ora, volevo farvi questa domanda: da quando eravate bambinə ad oggi, avete mai incontrato delle storie (film/serie/libri/canzoni etc etc) che hanno contribuito in modo significativo alla vostra idea politica? E secondo voi perché hanno funzionato?
- XenodibiItaliano8 months
Io devo dire che all’età di 17-18 anni, quando ho iniziato a politicizzarmi, ha contribuito molto Caparezza, in particolare “Non siete Stato voi” e “Luigi delle Bicocche”, che ascoltavo in loop.
Credo che la musica, ma anche la poesia, i film, abbiamo un grande grado di radicalizzazione nella misura in cui agiscono come MANTRA: ovvero di ripetersi in loop, a ruota, come delle “xeno-preghiere” che ci trasmettono emozioni e che così si imprimono dentro di noi, al punto che le impariamo a memoria, ci rimangono certe frasi così impresse che si sedimentano nell’inconscio.
Per questo vorrei avanzare che la nostra grande operazione di propaganda debba essere in realtà una grande operazione artistica. I nostri meme (ma non solo i meme) sono arte che si imprime nell’inconscio collettivo.
- AniegnnagnoItaliano8 months
A me a 17 anni ha radicalizzato questo (regalatomi da un amico più grande di me):

- OrbitaSXItaliano8 months
per me è stata la musica elettronica, quella leftfield*, psichedelica, mutante…, per quanto riesca a incarnare proprio nel paesaggio sonoro certe esperienze e certi ideali, una cosa per cui molta musica deve passare da un discorso e dai testi.
Nell’elettronica c’è un’operazione diretta sui corpi e sugli immaginari, sulle sensazioni. È secondo me anche per questo che molte persone queer la scelgono come mezzo espressivo, perché puoi proprio rendere l’esperienza di persona queer in modo quasi tattile
ci sono estetiche che incoraggiano la perdita del centro, lo scioglimento dell’individuo nella collettività…
è il portare in primo piano un’altra dimensione fratturata ibridata, glitch… È tipo una transizione permanente, una decostruzione continua
E appunto, proprio se vissuta in comunità può preparare il terreno per l’immaginazione :)) sospendere la normatività apre uno spiraglio… Questo per me è qualcosa di super rivoluzionario, infatti il capitalismo ha sempre provato e proverà sempre ad appropriarsi di quell’ euforia per normarla.
*inteso come approccio, non il gruppo inglese. mi piace molto di più come etichetta del supponentissimo “intelligent dance music”
- efallomItaliano8 months
Questa cosa è potentissima, non posso dire di avere ancora fatto un’esperienza del genere, ma adesso lo desidero un sacco!!!
- AlessiaItaliano8 months
Adoro questa domanda, sono lieta di rispondere. A me e successo circa 5 anni fa con un anime/manga che si chiama l’attacco dei giganti. E una storia molto cruda e con dei tratti molto realistici nonostante sia un opera di fantascienza. Credo che in questo caso unire temi storici e riflessioni filosofiche e politiche ad un opera di intrattenimento (quindi anche divertente da vedere) rende il contenuto più fruibile e appasionante. Poi il grande pro che hanno le opere ficion e che ti fanno conoscere dei personaggi, con cui puoi empatizzate e anche immedesimarti che è diverso ad esempio di guardare un documentario. E per me l’attacco dei giganti e riuscito benissimo a farlo, mi ha fatto piangere fiumi di lacrime facendomi vivere una tragedia che mi ha reso più sensibile su diversi temi.
- efallomItaliano8 months
Per me soprattutto la musica, prima 99 posse e modena city ramblers, poi offlaga disco pax e assalti frontali. Negli ultimi anni è stato proprio grazie ad alcunə cantautorə indie che ho realizzato che la rivoluzione comincia nella propria testa, e che scoprendo cosa davvero ci rende felici troviamo la strada verso le pratiche che irrimediabilmente ci liberano dalle gabbie del realismo capitalista e intaccano materialmente il potere della borghesia.
- LorenzoMalevociItaliano8 months
Da bambino mi ero fissato con il cartone Disney di Robin Hood…l’hi visto forse un centinaio di volte. Poi divoravo libri: il Signore degli Anelli e tutto Tokien, il ciclo di Sandokan, tutto quello che c’era in libreria sui nativi americani. Poi dai 12 anni ai 16 ho vissuto una vita parallela giocando online in un play by chat fantasy. Poi ho deciso che la vita era più interessante però evidentemente tutti questi eroi e la fantasia mi hanno influenzato.
pascal Italiano
8 monthsil signore degli anelli piace tanto anche a me. ne parlavo l’altro giorno, è un peccato che sia stato più o meno reclamato dalla destra. tolkien non è sicuramente l’avanguardia comunista, però secondo me ci sono tanti spunti interessanti che potrebbero benissimo essere valorizzati come di estrema sinistra
- Eye_WatchItaliano8 months
guarda, volevo scrivere una cosa proprio riguardo a Tolkien e l’estrema destra, probabilmente a questo punto ne farò un post, ma colgo l’occasione per dire che se volessimo sussumere un’opera letteraria come rappresentazione simbolica dei valori della sinistra globale io suggerisco senza esitazione DUNE di Frank Herbert (mi riferisco al primo romanzo in particolare). Chi ha letto il libro non può non aver notato l’impressionante quantità di punti di raccordo con il panorama che il tardo capitalismo neocolonialista ci offre oggi. I nazifascisti possono spacciarsi per efli e hobbit quanto vogliono, ma noi non cadremo nella trappola di portare lo scontro nel “loro” campo, noi li chiameremo Harkonnen, ripugnanti predoni di ricchezze altrui, Arrakis, il pianeta Dune, è una Palestina globale, e sotto la nostra kefiah saremo tutti Fremen, il popolo nascosto che nessuno può ridurre all’obbedienza. Consiglio a tutti di leggere l’opera di Frank Herbert sotto questa lente, c’è da divertirsi un bel po’!
- LorenzoMalevociItaliano8 months
Musicalmente a 10 anni ho scoperto il punk coi Punkreas ed i Ramones e da lì è stato un crescendo. Per una quindicina d’anni son stato parte attiva della scena diy organizzando concerti, principalmente all’Lsoa Buridda. Il punk hardcore con la sua attitudine delle sbattersi in prima persona me lo porterò dentro per sempre.
- Eye_WatchItaliano8 months
Personalmente l’arte non ha contribuito a radicalizzarmi, per il semplice fatto che l’essere radicale è stata la mia condizione di partenza, perciò, quando nella mia esperienza ho incontrato opere d’arte che avessero una valenza politica, ho semplicemente avvertito una consonanza tra quello che l’opera esprime e il mio sentire profondo. La musica e il cinema sono senza dubbio, a mio parere, le forme d’arte che più di ogni altra hanno il potere di suscitare questa consonanza, e spesso un vero e proprio fomento, perché possono essere totalmente esplicite. Le arti classiche (soprattutto la pittura), invece, possono sì avere una forte valenza politica, ma forse, per il fatto di essere perlopiù confinante nell’ambito museale, partono svantaggiate rispetto a quelle forme d’arte che viaggiano tra la gente, eppure conservano delle caratteristiche peculiari notevoli… Banksy ne è senza dubbio la dimostrazione più lampante, sia a livello formale che di prassi, visto che scrivere sui muri è un atto illegale e quindi già di per sé radicale. A livello formale Banksy non usa l’immagine in maniera esplicita, ma, accostando simboli anche apparentemente distanti tra loro all’interno della medesima composizione, sa suscitare nel passante che osserva la sua opera (mai dimenticare che il suo pubblico non è quello del museo o delle gallerie, ma è chiunque passi per quella strada…) sa suscitare, dicevo, nel passante, quella riflessione cognitiva che gli fa collegare i puntini del “disegno implicito”, che è sempre sociale e politico. Il risultato è che le opere di Banksy spesso ci lasciano quel senso di stupore che si prova quando nella nostra testa si verifica un’epifania, e non c’è nulla di tanto potente, nel portare un messaggio che voglia affermarsi come vero, quanto l’idea che quel messaggio non ci è stato comunicato o “imposto” da qualcuno, ma che lo abbiamo maturato noi stessi in maniera autonoma. Le arti visive sono naturalmente predisposte a questo lavoro sul piano simbolico, e, oltre alla street art, alla pittura, alla grafica (e la pubblicità!), alla fotografia, al cinema (e la quasi defunta arte del videoclip musicale), si aggiungono, nel mondo della condivisione digitale, GIF, video e meme che hanno un potenziale ancora tutto da scoprire!
- AniegnnagnoItaliano8 months
Se possiamo considerare Luigi mangione arte, si mi sono sentita radicalizzata
- efallomItaliano8 months
Non sono nemmeno le 9 e già so che la paura negli occhi del tipo che parla alla fine sarà la cosa più bella che ho visto oggi 😄
- AniegnnagnoItaliano8 months
Quanto è bello? Ma poi il discorso “è un pazzo sta elogiando un omicida, lo ammazzerei” AMO TUTTO BENE??? 🤣 Luigi 💚💚💚
- Eye_WatchItaliano7 months
A proposito di arte e realismo capitalista suggerisco questo articolo di artribune https://www.artribune.com/arti-visive/2025/12/acronia-postcapitalismo-cultura/

