Io sono un grande fan di unire i termini che appaiono contraddittori, in primis quello del comunismo di lusso. Volevo proporre questa provocazione, la piena (dis)occupazione, uno slogan (e una conseguente proposta politica) che tenga insieme due temi tanto cari alla sinistra, ovvero la piena occupazione e la fine del lavoro.
In poche parole si tratta di progettare una serie di riforme che, passando dalla piena occupazione (che ricordiamo è importantissima per spostare il potere economico dalla parte della classe lavoratrice) costruisce le basi per una società post-lavorista. Al di là degli slogan “lavorare tutt*, lavorare meno” o “soldi per tutt*, lavoro per nessun*”, sto lavorando da qualche mese ad un articolo che prova anche ad evidenziare il fatto che non solo è fattibile passare dalla piena occupazione al post-lavoro, ma che è assolutamente inevitabile perchè entrambi sono frutto dello stesso risultato: spostare l’economia verso i bisogni e gli interessi del 99% e dei redditi da lavoro.
Cosa ne pensate? Secondo voi la piena occupazione è una cosa superata da vetero-marxisti o è ancora rivendicabile da una sinistra anticapitalista moderna?
