È iniziata la fase fondativa del movimento gratuitista!!!
Ho pensato di raccogliere in un foglio su Nextcloud quelli che considero i valori principali del movimento, con l’idea di sviluppare dei protocolli, pensati per guidare le pratiche nel gratuitismo,che siano basati su questi valori e che possano essere esportati insieme alla teoria per diffondere l’iperstizione.
Considero questa una necessità nel momento in cui vogliamo costituire una grande Intersezionale Gratuitista che contenga persone e collettivi da ogni parte del mondo.
Invito tutte le persone interessate ad aggiungere i valori che considera fondanti nei commenti oppure nel foglio su nextcloud, e a discutere qui nei commenti quanti e quali di questi reputano effettivamente fondanti. 😁☀️
Buona iperstizione
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Per la coerenza di teorie e pratiche all’interno del movimento gratuitista.
Per una rivoluzione genuinamente libidinale.
Per affrontare in prima persona la transizione antropologica necessaria al consolidamento dell’egemonia gratuitista.
Contro le logiche performative e produttive del capitalismo, per la necessità di una liberazione interiore.
Non possiamo abbattere il sistema di oppressione riproducendo i meccanismi di dominio intrinseci ad esso.
Questo non significa rinunciare a una dimensione verticale, significa evitare di riprodurre strutture di potere che possono attrarre persone interessate a brandirlo.
Siamo nate e cresciute tutte dentro questo sistema e ne abbiamo interiorizzato i meccanismi. Non è una colpa, è una contingenza. Diventiamone consapevoli e liberiamocene. Decostruiamole.
Non è una corsa alla radicalità, non è una questione di purezza. È strategia rivoluzionaria.
Bruciamo il padrone dentro di noi, ammazziamo il prete, impicchiamo lo sbirro che ci portiamo dentro, lasciamo che il movimento gratuitista sia lo spazio sicuro in cui sentirci radicalmente libere.
Contro la fretta, nessuno ci costringe a produrre qualcosa a tutti i costi, lasciamo che il desiderio di creare ci nasca dentro dedicandoci con gioia all’attività creativa.
Per l’onestà intellettuale: se una progettazione non è pronta, riconosciamo nella diffusione dell’ideologia gratuitista il mezzo attraverso il quale attrarre persone competenti e desideranti di generare documenti programmatici. Non sono la costrizione e la fretta che ci permetteranno di produrre teorie, progettazioni e pratiche rivoluzionarie.
Per l’intersezionalità, supportiamo in quanto movimento tutte le lotte di liberazione contro l’oppressione, anche quelle che come individui non siamo ancora pronti ad abbracciare.
Questa consapevolezza ci indica quali sono i bias da mettere un discussione per liberare noi stesse. Di fronte ai conflitti, le persone appartenenti alla classe dominante o comunque meno sensibilizzate relativamente alla rivendicazione in oggetto, si pongono in ascolto rispettivamente a quelle appartenenti alla classe oppressa o comunque più sensibilizzate relativamente alla rivendicazione in oggetto.
Per una verticalità che apra il gratuitismo a tutte le realtà di lotta, che si autodeterminano, e che accettino l’utopia, i protocolli e le piattaforme del gratuitismo, oltre alla vocazione all’intersezionalità e alla liberazione interiore intesa come pratica rivoluzionaria fondativa.
I protocolli includono le modalità, ancora da formalizzare, con cui si decide, si comunica, ci si relaziona nel movimento gratuitista.
Contro la proprietà intellettuale. Le idee non sono di chi le ha, semplicemente esistono in attesa di essere captate. Quando si discute su un’idea, si discute su quella e non sulla persona che la ha intuita.
Contro il lavorismo, liberiamoci della necessità di dover produrre. Lasciamo che venga fatto solo ció che entusiasma al punto da volere dedicare tempo-energia a realizzarlo. Se qualcosa non entusiasma, NON MERITA DI ESSERE REALIZZATO.
Per un approccio nei confronti delle relazioni gerarchiche che sia basato sul consenso, circoscritto a tempi, luoghi, attività e obiettivi ben definiti, interrompibile in qualsiasi momento e finalizzato al godimento di tutte le parti in causa, non al raggiungimento di un obiettivo.
Per la possibilità che ogni gruppo organizzato gerarchicamente tolleri e tenga in alta considerazione la presenza di figure “orbitanti”, ovvero esterne alla struttura gerarchica e senza potere decisionale, a cui si riconosca il ruolo di ispirare, secondo la propria iniziativa personale, l’intero gruppo o singole persone all’interno di esso. Le figure orbitanti possono essere considerate parte integrante del gruppo sebbene possano essere inquadrate nell’organigramma dello stesso.
Affinché le persone siano sempre un fine e MAI il mezzo per raggiungere un fine.
Contro il materialismo dialettico come strumento per la risoluzione delle divergenze interne. Una dialettica fondata sullo scontro non ha posto in un movimento fondato sulla cura.
Per la riscoperta della dimensione spirituale dell’esistenza umana, trascurata da tutte le correnti filosofiche di età moderna, compreso il Marxismo. Contro la proiezione bidimensionale dell’essere umano che lo considera solo pensiero e materia, rivendichiamo il diritto alle nostre emozioni, alle nostre intuizioni, alla scoperta dei nostri desideri reali a dispetto di quelli imposti artificialmente dall’oppressore.
“Innalzati a una grandezza al di là di ogni misura, con un balzo liberati dal tuo corpo; sollevati al di sopra di ogni tempo, fatti Eternità. Convinciti che niente ti è impossibile, pensati immortale e in grado di comprendere tutto, tutte le arti, tutte le scienze, la natura di ogni essere vivente. Sali più in alto della più alta altezza; discendi più in basso della più abissale profondità. Richiama in te tutte le sensazioni di ciò che è creato, del fuoco e dell’acqua, dell’umido e del secco, immaginando di essere dovunque, sulla terra, nel mare, in cielo; di non essere ancora nato, poi di trovarti nel grembo materno, di essere quindi adolescente, vecchio, morto, al di là della morte. Se riesci ad abbracciare nel tuo pensiero tutte le cose insieme, tempi, spazi, qualità, quantità, potrai comprendere.” (Corpus Hermeticum).
Contro l’identificazione, riconosciamo che non abbiamo bisogno di ESSERE QUALCOSA per essere valide. Il nostro valore è indiscutibile e intrinseco. Qualunque necessità di diventare abbastanza è un inganno dell’oppressore, che prova a misurarci. Siamo esseri infinite e in quanto tali, qualsiasi misurazione non farà che trascurare una parte infinita di noi. Identificarci con una misurazione, ci convince di essere finite. Rivendichiamo la nostra infinità, non siamo le misure che ci sono state prese, siamo creature miracolose.
Per l’utilizzo consapevole del linguaggio, lo strumento che usiamo per dare un senso alla realtà, non usiamolo mai contro di noi, non usiamolo mai secondo le istruzioni dell’oppressore.
Utilizziamo il λόγος come strumento rivoluzionario, diventiamo le persone pronte a vivere la società della cura e manifestiamo nella realtà il mondo nuovo.
Il dolore è la catena con cui l’oppressione si riproduce attraverso l3 esseri uman3. Spezzare questa catena, significa non riversare su altre persone il dolore che il sistema ha causato a noi, nel suo tentativo di conformarci ad esso.
Facciamo che questa lotta non sia solo una tra tante lotte, spargiamo i semi per una transizione evolutiva di tutta la specie umana.

