Ho cercato di immaginare i passi operativi da compiere per formalizzare la candidatura della lista del Partito Capibara alle elezioni, provando a tenere in considerazione gli strumenti in nostro possesso al momento e le caselle da spuntare nel nostro inventario, e lo ho fatto immaginando il percorso a ritroso partendo dal traguardo finale.

Temo di perdermi in chiacchiere, perciò sarò schematico.

Per presentare la lista servono 3 cose:

  1. il Logo
  2. il Programma
  3. Le Firme

Il logo e il programma sono in fieri (REPA), le firme andranno raccolte quando verrà fondato il Partito Capibara.

Per fondare il partito non serve altro che lo Statuto.

Lo Statuto consiste

  • nell’enunciazione dei nostri principi e
  • nella descrizione della nostra organizzazione (scopi e struttura).

I principi sono:

  • Il gratuitismo (gratuità dei 6 bisogni primari per liberare il tempo delle persone) e
  • l’intersezionalità (lotta al sistema oppressivo patriarcale in tutte le sue forme).

L’organizzazione è, di fatto, già in piedi e la si può descrivere così: usiamo le REPA su piattaforme FOSS nel rispetto dei principi dell’organizzazione.

In questo schema REPA Gratuitismo e REPA Organizzazione forniscono la base teorica dello Statuto.

La REPA programma raccoglie i risultati delle REPA sulle singole riforme (economica, sanitaria ecc…)

La REPA Organizzazione ha il compito cruciale di rendere le REPA stesse accessibili sia in lettura che in scrittura attraverso l’infrastruttura digitale (questo è un tema importante: chi cerca le REPA deve poterle trovare facilmente, il lavoro del gruppo deve produrre degli output facilmente consultabili, partecipare ad una REPA deve essere facile, l’unico prerequisito per farne parte è la partecipazione attiva nel rispetto del valore della Cura intersezionale)

Le REPA non sono solo il nostro strumento di lavoro principale, ma sono una precisa scelta politica che si attualizza e prende la forma di metodo e prassi cooperativa, è fondamentale, secondo me, continuare a radunare menti che si mettano al lavoro con noi. A tal proposito Nat dice, secondo me molto giustamente: “Credo sia quindi fondamentale iniziare a costruire queste RETI di progettazione insieme a università, associazioni, ecc… e il primo passo potrebbe essere fare una MAPPATURA delle realtà che potenzialmente possono collaborare per ogni REPA”.

I temi sono tanti, spero che questo post possa fornire degli spunti.

Hasta Gratis!