Più guardo crescere questo movimento, ci guardo affrontare con entusiasmo e originalità questioni ataviche come quella tra marxisti e anarchici che costó la Catalogna all’esercito repubblicano nella guerra civile spagnola, o questioni contemporanee come veganesimo e software libero, più mi rendo conto che siamo una bellissima impalcatura per una costruzione che ancora non c’è.
E se quello che stiamo costruendo non sia un semplice movimento, ma un’infrastruttura che possa permettere tutte le realtà conflittuali possano coalizzarsi in un unico corpo sociale?
Partendo dal concetto di intersezionalità delle lotte, dal principio secondo cui ogni lotta, indipendentemente dalla comprensione che il singolo individuo possa averne, combatte lo stesso meccanismo di oppressione e quindi deve essere sostenuta, dall’infrastruttura digitale che stiamo costruendo, dal metodo della cura, che applichiamo ai raduni e nelle call, dal partito capibara, che si propone di diventare una flottilla che porterà persone che hanno dedicato la loro vita ad una specifica lotta a schiantarsi contro il parlamento, ho la sensazione che stiamo costruendo tutto ció ci cui vari movimenti/collettivi/realtà teritoriali potrebbero beneficiare per riconoscersi in un’unico grande movimento di lotta all’oppressore, che lo combatte con armi diverse idonee ai vari campi di battaglia.
Nasce così l’idea dell’internazionale gratuitista, ovvero un framework che sia compatibile con tutte le realtà in lotta per incontrarsi, conoscersi, federarsi, accedere ai mezzi relazionali e comunicativi per superare i conflitti, nel nome delle singole lotte e dell’utopia gratuitista, corredata dalla necessitá di una transizione antropologica/culturale che accompagni la rivoluzione politica che ci proponiamo.
Mi interessa discutere se anche altre persone vedono questo movimento, come un qualcosa all’interno del quale altre realtà, anche non autodichiarate ‘accelerazioniste’ possano trovarsi a casa, in condominio con tante altre, unite dallo stesso nemico, dalla stessa utopia, da un set di metodi basati sulla cura per relazionarsi tra loro, e da un’infrastruttura digitale che abiliti la discussione e lo scambio di dati e informazioni tra persone coinvolte in lotte diverse in luoghi diversi.
Fatemi sapere, proporre a tante realtà che attualmente non sono rappresentate sul sxverso, di unirsi nel nome dei principi e valori di cui sopra, mi sembra una possibilitá per accelerare definitivamente il radunare ció che è sparso.
