Ciao, scusate se utilizzo questo mezzo per provare a sviluppare un tentativo d’intuizione e comprendere insieme a voi se possa essere valida o meno (avevo scritto questa cosa l’altro ieri, ho letto quel che ha detto [@xenodibi_@sinistraverso.org](http://sinistraverso.org/u/xenodibi_ ieri, ma spero possa non cozzare col pensiero, anzi, d’integrarlo) L’idea nasce dalla dicotomia che sembra porre la creazione di un partito: nazionale/internazionale. Oltre alla necessità, nell’attuale sistema, di un partito che sia un mezzo per mettere in atto riforme e azioni, la mia idea di movimento e la via più logica ed efficace che immagino per la realizzazione del gratuitismo, è la diffusione “a macchie interconnesse” delle idee, in modo che basi sparse in tutto il mondo, differenti ma con un obiettivo comune, formatesi dentro e adattatesi alla situazione e alla regione in cui sono, possano avere accesso a risorse, idee, strumenti e tutto ciò che serve per realizzare azioni, creare una coscienza e adattare le idee che le persone privilegiate che hanno avuto il tempo e il modo di creare, hanno messo in archivio. Quello che già vedo succedere qui, il condividere link e il discutere di idee/persone affini e “che potrebbero essere dei nostri”, potrebbe e dovrebbe evolversi in una “liberazione” (credo serva riappropriarsi di certi termini, evitando qualsiasi legame militarista o “politicizzato”) di queste gocce, col pensiero che “potremmo essere libere insieme”. La parola che, quindi, m’è venuta in mente come sintesi di 3 concetti è “interstizionale”:

  • perché entra negli interstizi (interstiziale)
  • perché valica i confini (internazionale)
  • perché contiene ipersitzioni (iperstizionale)

Pur conscio che già sia difficile raggiungere una dimensione nazionale, che disperdere le energie su più fronti possa sembrare controproducente o limitante, secondo me, essendo nelle fasi d’evoluzione attiva del movimento, un fronte importante di lavoro e immaginazione è la creazione di queste “cassette degli attrezzi” per chi dovesse approcciarsi al movimento gratuitista, ovunque nel mondo (anzi, noi siamo comunque e sempre derivati da qualcosa d’internazionale e ne abbiamo interiorizzato certi aspetti che, metabolizzati e rielaborati, possono essere “a fisarmonica” propulsivi verso la dimensione extranazionale). Soprattutto, ciò che credo importante per il sostegno e la possibilità di realizzazione e prosperità di un movimento, oltre che di un partito, è che la base sia già abituata a riconoscere la basilare condivisione di certi principi primi della comunanza d’intenti. Non si è gratuitiste per se stesse, lo si è relazionalmente e non lo si può essere finché non si assicura al maggior numero di persone la possibilità di esserlo. Quindi le macroidee che possono muovere partito e movimento, per quanto mi pertiene, dovrebbero sintetizzarsi negli interstizi, in microrealtà che trovino metodi per realizzare il gratuitismo e li condividano con chiunque voglia tentare di seguirle. L’archiviazione condivisa e organizzata delle pratiche, delle idee, delle feste, delle modalità e delle parole, è un percorso fondamentale e infinito per il consolidamento di un movimento che vuole tentare di evolversi in una realtà (“sistema” mi ha ancora un po’ di stigma, nella testa). Per questo, come si stanno contattando realtà a Bologna ora, sarebbe bello poter mappare un po’ di realtà già affini, per proporre di entrare in rete, di condividere le proprie buone pratice (penso a https://nonnaroma.it/ e centri sociali che danno supporto alle comunità). Capisco che il wiki ha un’impostazione mirata, ma per questo tipo di archivio potrebbe essere molto comodo e importante. Pur conscio che “mettere in piedi” una realtà da zero sia difficilissimo e che servano più persone per farla, se potessimo diventare facilitatrici, in questo, potrebbe essere un ottimo modo per allargare la base e far conoscere realtà belle e differenti ad altre realtà belle e differenti. Se esiste già e sto dicendo cavolate, insultatemi pure.