La narrazione dominante sui grandi potenti è diventata un’ossessione spasmodica sulle persone in sé (Trump, Putin, Xi Jinping, Meloni, Musk) quando dovrebbe invece essere l’occasione per evidenziare come nessuna persona può individualmente essere in grado di gestire così tanto potere.

Il potere, o meglio, la potenza esiste. Dobbiamo creare nuove forme di organizzazione per distribuire in maniera rizomatica la potenza, l’agire politico. Questa capacità di organizzazione di massa dal basso, derivante da una condivisione profonda di una visione del mondo (quella gratuitista forse?) rende possibili massicce reti di collaborazione, mutuo aiuto, cura, progettazione, azione.

La diffusione di questa nuova sintonia collettiva dimostrerà chiaramente la follia di un sistema in cui la vita di miliardi di persone viene pesantemente influenzata dalle decisioni di una infima minoranza. È questa realizzazione nel senso comune ciò che bisognerebbe accelerare: è fondamentale immaginare, progettare, sperimentare, praticare nuove forme di stare insieme che vadano oltre il realismo capitalista.

Questa è la grande sfida, ciò che ci separa da una società gratuitista.