Credo che quando verrà affrontata in modo massiccio la RePA trasporti, dovrà tenere conto non soli del trasporto di copri umani.

Me ne sono reso conto dovendo spostare un divano attraversando ¾ di città. Avevo una mezza idea di prendere in prestito il carrello di un supermercato, ma si incorrerebbe in sanzione… Non dispongo di un furgone e ogni servizio di traslochi non costa proprio due spiccioli… Abbiamo provato a prendere un tram ma non ci hanno fatto salire, per non meglio specificati motivi di sicurezza. Non sempre si hanno tanti amici disponibili, dunque abbiamo trasportato in due a mano il divano per tutto il pomeriggio. Se esistessero trasporti pubblici gratuiti anche per le merci, le persone sarebbero molto più facilitate e dunque invogliate nello scambiare oggetti, piuttosto che renderli rifuti; per i quali infatti esistendo già un sistema di raccolta rifiuti.

Il sistema di raccolta rifiuti sollecità a trasformare oggetti ancora utilizzabili in rifiuti, perché è più comodo e perché si presenta come l’unica alternativa, sempre coerentemente alla cornice del realismo capitalista; la comodità del servizio di smaltimento rifiuti induce come una forma di consuetudine, una specie di obsolescenza programmata volontaria; ecco, chiamerei questa tendenza così: obsolescienza indotta. La RePA trasporti, tra i suoi punti, dovrebbe combattere e tentare di invertire anche tale dinamica che influenza abitudini e cancella piccole buone pratiche.

A tal proposito segnalo piattaforme presenti solitamente su Instagram, il servizio si chiama Stooping e si configura come tante pagine che accolgono e ripubblicano segnalazioni fotografiche della community con oggetti gettati in buono stato, così che altrx membrx della community possano recuperarli. Cercate stooping e poi il nome della bostra città per sciprire se ne esiste già uno da anche voi. D’altro canto trovo sarebbe interessante entrare in contatto anche con chi gestisce queste realtà cittadine di recupero e scambio oggetti.