Salve a tutti , sono appena arrivato su sinistraverso , e devo dire che è un’idea molto carina . Sfrutto questo spazio perchè volevo chiedere cosa ne pensate del gap di risorse tra nord e sud italia ? Io vengo dalla sicilia e avendo parlato con parenti e amici che si sono trasferiti al nord noto che c’è tanta differenza nelle infrastrutture pubbliche (trasporti , servizi , scuole ) . Ovviamente il movimento gratuitista per sua natura andrà a colmare questa differenza , ma secondo me avrebbe senso rendere esplicita anche questa narrazione, molte persone della sicilia sentono questa grande differenza , perciò volevo chiedere cosa ne pensate di progettare una soluzione concreta sempre con quel meccanismo REPA per capire che tipi di investimenti fare per colmare questi gap? credo che convincerebbe un sacco di persone del sud italia a firmare per questo partito. basta che non finisce come con giolitti… si scherza compagni del nord.
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Hai sollevato un punto fondamentale: parlare di gratuitismo o di servizi universali senza fare i conti con il divario tra Nord, Sud e isole (e lo dico anche per l’isola d’Elba)rischia di diventare una promessa vuota, lontana dalla realtà di chi ogni giorno si scontra con treni a binario unico o infrastrutture fatiscenti, traghetti sempre più cari e corse saltate.
Onestamente ho pensato subito ai fondi europei, ma sentivo la necessità di fare una ricerca più accurata e viene fuori che i soldi per colmare questo divario ci sono già, ma oggi finiscono nei posti sbagliati o restano bloccati. Possiamo recuperarli da cinque direzioni precise:
Tagliare le “grandi opere” inutili: dirottare i miliardi già stanziati per cattedrali nel deserto o mega-progetti calati dall’alto (come il Ponte sullo Stretto) direttamente sul raddoppio delle ferrovie regionali, sulle strade provinciali e sugli acquedotti del Meridione.
Spendere i fondi europei di coesione: ogni anno miliardi di euro stanziati da Bruxelles tornano indietro o restano nei cassetti perché mancano progetti esecutivi e capacità amministrativa. Con tavoli di lavoro tecnici e locali possiamo trasformare quei fondi in cantieri reali.
Usare Cassa Depositi e Prestiti come banca pubblica: CDP gestisce i risparmi postali degli italiani. Invece di usarla per la finanza o per salvare grandi aziende private, va rimessa al servizio dei territori per finanziare a tasso zero le opere pubbliche locali (scuole, reti idriche, trasporti).
Tassare gli extraprofitti e rivedere le concessioni: chi fa profitti enormi gestendo beni comuni, porti o grandi infrastrutture private deve restituire risorse stabili per lo sviluppo territoriale.
Eliminare i sussidi dannosi: smettere di dare sconti fiscali e sussidi pubblici a chi inquina o specula sulle fonti fossili, dirottando quel denaro sul trasporto pubblico locale e sui servizi essenziali.
E per evitare che questi soldi vengano inghiottiti dal malaffare e dalla mafia — come giustamente ci ricorda la storia tragica di tante opere pubbliche al Sud — dobbiamo blindare ogni cantiere con i meccanismi di cui parlavamo in un altro post : ispezioni a sorpresa sul campo (stile NAS), effetutati da organi di controllo preparati dallo stato, con all’interno dei professionisti (ingegneri, avvocati, architetti tecnici etc)e persone preparate da corsi specializzanti, creati con una rotazione dei ruoli rigorosa e a termine, e Open Data totali dove ogni singolo euro speso è pubblico, visibile e verificabile online da chiunque in tempo reale.
Questi gruppi, vista la particolare situazione del sud potrebbero essere squadre miste (locali ed esterne): chi vive sul posto conosce il territorio e nota subito (o sa già) che qualcosa non va, mentre chi viene da fuori non ha legami o parenti nella zona ed è più impermeabile ai ricatti ambientali.
La forza del numero e la firma collettiva: le ispezioni non devono mai essere affidate a una o due persone, ma a delegazioni più numerose. Presentarsi in gruppo protegge tutti e, se i verbali sono firmati dall’intero collettivo, non esiste più un singolo bersaglio da intimidire o isolare. Per fare un esempio 2/3 ispettori specializzati dell’organo ufficiale di controllo più almeno 6/7 membri anche non specializzati che presidiano ingressi, uscite etc.
Visibilità totale e immediata: è il vero scudo contro le minacce. Durante o subito dopo il controllo, i dati, le foto e i verbali non devono rimanere chiusi in una cartella, ma essere caricati all’istante su una piattaforma online pubblica e sicura. Se il documento e le irregolarità scoperte finiscono subito in rete sotto gli occhi di tutti, intimidire chi ha fatto l’ispezione non serve più a niente: il danno per il corrotto è già fatto e la notizia è già fuori.
Ci tengo a precisare che non credo affatto di avere la verità in tasca o tutte le risposte pronte. Sto solo buttando lì delle idee pratiche, e anzi: mi farebbe piacere vederle smontate o messe in discussione punto per punto, se serve a stimolare analisi migliori e a trovare insieme soluzioni ancora più innovative e funzionali
Perchè mi rendo conto che questo argomento è complicato e delicato, sono davvero curiosa e speranzosa di sentire altre idee.
