Seguo con grande interesse quello che state costruendo con Capibara. C’è un concetto che ripetete spesso e che trovo fondamentale: perché l’utopia diventi realtà, va programmata.

È una visione che sento urgente e necessaria. Vi scrivo dall’Isola d’Elba: un territorio bellissimo, ma dove, come accade a tantissimi altri giovani in tutta Italia, ci si scontra con una realtà frustrante. Ho capacità, competenze ed energie che vorrei mettere a disposizione della collettività per migliorare le cose, e invece mi ritrovo a dover vivere di lavoro stagionale, con il potenziale congelato per buona parte dell’anno.

Troppo spesso la risposta a questa insoddisfazione si riduce a due estremi poco efficaci: la critica fine a se stessa o l’astrazione sterile, il classico esercizio del “se avessi io il potere farei…” (che somiglia tanto al “se vincessi al SuperEnalotto comprerei…”). Certo, la tentazione di azzerare tutto a volte c’è, ma con realismo storico non vedo masse pronte a rifare la presa della Bastiglia.

Quello che invece vedo in Capibara, e nella partecipazione viva che state raccogliendo, è un attivismo diverso: intelligente, pragmatico, non violento, che preferisce studiare le regole del gioco per cambiarle sul serio.

Vorrei mettermi in contatto e fare rete con persone che hanno la stessa voglia di “finirsi il cervello” a leggere leggi, decreti e regolamenti: capire dove un meccanismo si inceppa, come aggiornare una norma obsoleta, migliorarla o abrogarla del tutto.

**Non serve che tutti facciano i militanti a tempo pieno; la forza di una rete sta nel principio più sano della cooperazione: dare ciascuno secondo le proprie possibilità, ricevere secondo i propri bisogni. **Ognuno può dedicare anche solo mezz’ora alla settimana, un’ora al mese o il tempo che riesce a ritagliare. L’importante è la costanza e la direzione.

Abbiamo già una Costituzione che ci offre leve concrete di partecipazione democratica:

Articolo 71 (comma 2) – Proposta di legge di iniziativa popolare: cinquantamila firme per presentare direttamente alle Camere una proposta articolata e studiata da noi.

Articolo 75 – Referendum abrogativo: lo strumento per cancellare leggi ingiuste o freni normativi, mobilitando i cittadini (o le Regioni).

Articolo 50 – Diritto di petizione: la possibilità di rivolgersi direttamente al Parlamento per esporre necessità comuni e chiedere interventi legislativi.

Articolo 49 – Diritto di associazione politica: la facoltà di unirsi per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Immaginare alternative concrete significa smettere di aspettare salvatori esterni e cominciare a fare i “compiti a casa” sulle norme, per costruire ciò che serve al pianeta e a chi ci vive con gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Se ci sono tavoli di lavoro, gruppi di studio normativo o persone con cui confrontarsi e iniziare ad analizzare testi di legge, io ci sono.