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Cake day: November 11th, 2025
  • Ciao! Allora premetto: rientro nella categoria “chi non ha mai aperto un software di grafica in vita sua” (sto imparando per l’occasione)

    io ho raccolto un tot di riferimenti in un prompt, possono essere magari d’ispirazione anche per le grafich3 per sviluppare il concetto ulteriormente… diciamo che uso l’ai per immaginare, poi la rimaneggio un po’ e così si avvicina abbastanza alla mia immaginazione. ovviamente si può aggiungere altro al calderone!

    angolare, adelphi, accostamenti offkilter/leftfield. Una forma tipografica che a prima vista sembra un errore di impaginazione, ed è invece un capibara. Illustrazione astratta costruita con forme organiche, spesse e irregolari, quasi anatomiche / calligrafiche. Ampi tratti materici, come pennellate digitali o spray-paint deformato. Palette minimale: verde desaturato, accenti accesi. Niente sfumature cromatiche decorative. Nessun effetto glossy, nessuna texture “vintage” esplicita: l’aspetto deve sembrare contemporaneo. Experimental European, stark palette, huge condensed sans-serif typography partially buried beneath aggressive oversized black gestural brush lettering, chaotic calligraphic strokes, rough dry-brush texture, extreme layering, visual collision between rigid modernist typography and raw graffiti-like, dense cropped composition, confrontational underground art-space aesthetic, anti-commercial, flat colors, no gradients, no polish, controlled visual violence, high contrast. Maximum readability and accessibility. stray away from corporate aesthetics as much as possible. keep it somehow artisanal, spontaneous, joyous, not overcrowded, hack-lab oriented

  • buh mi sembra una questione di sensibilità. bisogna SENTIRE, se si parla di musica

    La musica è importante perchè produce sensibilità, produce atmosfere, modi di stare insieme, desideri. Fisher aveva una traiettoria culturale (UK) molto specifica, si interessava a jungle, rave, postpunk ecc perché aprivano immaginari e creavano nuovi modi di percepire e sperimentare

    ad esempio io fin da ragazzino ascoltavo cose marginali e rumorose. ho provato a far sentire ad un compagno SOPHIE che per me comunque è un tentativo di fare futuro nel pop, è stato (giustamente) definito “cacofonico oddio che presa male togli” (Giov tvb <33) per me è letteralmente (hyper)pop

    per dire quanto è centrale la sensibilità.

    ad esempio io patisco la didascalicità di molte espressioni artistiche “nostre” da morire, sti “inni gratuitisti” con l’ai, le canzoni indie sul non lavorare, questa volontà pop, perchè x me mancano le vibessssss, la cosa fondante

    Spero che questo movimento riesca col tempo a trovare una propria maturità estetica: un immaginario, una sensibilità, delle forme culturali proprie. Un po’ come la ricerca che animava la CCRU attraverso estetica, musica, scrittura e pratiche. una sincera voglia di sperimentare

    c’è da dire che la fase geX fisheriana da realismo capitalista E’ effettivamente presa male, probabilmente la nostra estetica dovrebbe deturnare questa cosa in futuri buffi, solari, presi bene, cute, quirky… solartech?

    https://daily.bandcamp.com/lists/eco-grime-music-history ECO GRIME?

    https://sunaraw.bandcamp.com/album/cetacean-sensation SENSAZIONI CETACEE? o persino crostacee? https://lefrit.bandcamp.com/track/crabification-bay

    Riprendere l’exotica anni 60? un po’ di colore?

    E comunque, visto che si parla di partito gratuitista, la risposta canonica resta free party. i rave. però con musica stranoide e solare.

3 months

Ciaoo! non ho voglia di scrivere wall of text. volevo solo dire che si nota un po’ un calo di energie, forse fisiologico prima dell’estate. io vorrei dire solo questo: dobbiamo concentrarci sui processi e sulle procedure e dotarci di psicologhe. perchè dobbiamo guardare in faccia anche la realtà: stiamo cercando di fare organizzazione tra persone che non si conoscono e che molto spesso non hanno sufficienti legami pre-esistenti, per quanto vogliamo fare le gratuitiste fricchettone tutte curanti e amicali, per quanto i rapporti e i legami si creino, anche cose davvero importanti che ci cambiano la vita, certe persone SI STARANNO SUL CAZZO A VICENDA. è fisiologico. e bisogna pure espandersi, se non siamo tante questo progetto non è pensabile. quindi veramente, la gestione del come, delle procedure, dei processi, dei sotto-gruppi, va tenuta in conto credo più di qualsiasi altra cosa. come minimizzare la frizione, “tenere insieme” anime e desideri molto differenti sotto un’egida comune. non solo radunare ciò che è sparso, sfida che ogni giorno mi sembra diventare più facile, la fase due dev’essere TENERE INSIEME CIO’ CHE E’ INSIEME

  • Soprattutto l’ultima frase molto importante! Beh volevo solo chiarire che la persona che mi ha fatto riflettere su questo punto non voleva accusarci di ingenuità, il take è molto interessante e riguarda il fatto che quando inizi a togliere divisioni e settarismi nella società ne emergeranno comunque di nuovi. Magari meno dannosi di ora, ma comunque certi ‘discorsi’ (psicologia, relazioni, droghe, stili di vita…) si espanderanno tantissimo nella vita delle persone in forme difficilmente prevedibili e meno sommersi da quel rumore che è la mera e difficile sopravvivenza. Comunque la sua conclusione è stata ‘accettiamo questo delirio’, alla fine, nulla di diverso ahah

  • È giustissimo quello che dici: torna il discorso di Daniela sull’octalysis. La rarità / distinzione è un bisogno ‘black hat’, ma la propria comunità di riferimento può essere un drive altrettanto forte e piu ‘white’. Anche se appunto secondo me dobbiamo accettare la presenza di molteplici possibilità nei diversi drive psicologici, alcuni ci piaceranno di piu altri di meno

5 months

Ieri chiacchieravo con un amico psicologo riguardo la REPA antiproibizionista (tanti bellissimi spunti) ed è venuta fuori una questione che reputo interessante.

Lui sostiene che ‘è un fatto che si ripresenta puntuale nelle società umane durante la storia, alcune persone sono piu sensibili e propense alla rete, alla cooperazione, altre invece all’elitarismo e alla seclusione, e anche in un mondo in cui la seconda non è piu religione come adesso comunque si ripresenterà in qualche modo’ In effetti anche secondo me aspettarsi che la cooperazione nel nome del gratuitismo diventi un valore cosi universale da spazzare completamente via qualsiasi volontà di creare distinzioni e separazioni è vagamente ingenuo. Anzi, ci dice, se togliamo dal mercato (con la gratuita) una serie di beni, questo riverserebbe quella volontà in ‘ciò che rimane’

Per fare due esempi: si, hai lo psicologo gratis con il SSN, ma questo non impedirebbe a una certa scuola di psicologia di professarsi come qualcosa di ‘migliore/diverso/più figo’ e monetizzare su quello, privatamente. Oppure: puoi ricevere a prezzi ridicoli la cannabis di stato tramite cooperative, ma comunque ci sarebbe chi markettizzerà aggressivamente la sua erba ‘diversa/premium/di livello’. E allora il discorso diventa: vogliamo uno stato cosi aggressivamente centralizzante che vieti qualsiasi iniziativa di questo tipo (sebbene inizi a sapere quasi di dittatura) o in questo si lascia piu autonomia? Voi che ne pensate?

Perche mi si può anche dire 'una volta che la gente vedrà i risultati del gratuismo si convertirà alla pura cooperazione e al bene comune" ma in realtà non sappiamo cosa potrebbe succedere di preciso