humanimal

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Cake day: October 17th, 2025
  • Ciao a tuttɜ, per chi non riconoscesse il mio alias sono adri. Posto che il 5 luglio vorrei partecipare, condivido i suggerimenti imprescindibili che Nat ha elencato nei commenti. Mi spingo però a fare un passo ulteriore e molto pragmatico: come pensiamo di impostare la call affinché tutto proceda nel modo più rispettoso, dialogico e funzionale possibile?

    Alcune idee:

    1. una persona potrebbe fare da “moderatrice”. Si assumerebbe il compito di far rispettare alcune regole di base: un limite di tempo prestabilito per ogni intervento, la focalizzazione su un tema specifico alla volta, il mantenimento del dialogo nel solco della cura (la disregolazione emotiva può capitare, ma non dovrebbe prendere il controllo della call).
    2. Posto che ciascunə è liberə di esprimersi come e quando vuole, potrebbe essere utile che chi già da adesso è intenzionatə a prendere la parola lo segnali in anticipo, magari come risposta a questo mio commento. In questo modo possiamo farci un’idea approssimativa della mole di interventi che ci si prospettano, anche per calcolare dei tempi spannometrici.
    3. Se ci sono persone che già sono concordi sulle istanze che desiderano mettere a tema, potrebbero considerare l’opzione di scegliere una sorta di portavoce (per questione di tempi più che altro). Ma è solo una suggestione.
    4. Come è già stato fatto notare, indipendentemente dalle intenzioni di ciascunə, non è detto che da questa call si esca con tutte le risposte che si desiderano. Credo sia sano accettare che questo primo “dibattito” si chiuda in un orario decente, nel rispetto delle energie, delle capacità di attenzione e del benessere di tuttɜ. Per questo penso che si debbano privilegiare le questioni ritenute dirimenti.

    Cosa ne pensate? Avete altre idee, controproposte, suggerimenti?

  • Personalmente non ho mai avuto problemi a riconoscere i limiti. Anzi, sto imparando a liberarmi dall’impasse di analizzarli tutti fino a bloccarmi. Nel caso di specie, la mia stance sarebbe: non partecipo nemmeno io all’incontro finché non sarà accessibile anche a ləi.

  • È stato proposto un esempio concreto e vorrei restare sull’esempio. Riconoscere i propri limiti non basta, altrimenti non saremmo qui a inventare strade per uscire dal realismo (capitalista). Se una persona con disabilità non potesse accedere a uno spazio di condivisione, farei tutto il possibile per trovare altre soluzioni. Per me nessunə deve rimanere indietro.

  • Mi chiariresti questo esempio a livello concreto? Forse ho interpretato male, ma se organizzassimo un incontro e trovassimo una location inadeguata per una persona con disabilità, dovremmo semplicemente prenderne atto?

  • Grazie per il contributo. Per quanto mi riguarda ci sono passaggi che condivido e altri meno, ma non ho nulla di specifico da scrivere al riguardo. In questo testo, naturalmente, c’è anche molto di te e di come percepisci il mondo e ne ho rispetto. Mi piace l’idea di partire da pochi concetti-chiave (i titoli dei tuoi primi sei punti, per esempio) e lasciare che la descrizione degli stessi si concerti insieme dopo aver condiviso delle esperienze. Un abbraccio