Mi sono svegliato con dei ricordi legati alla Torino di inizio anni 10, una città dove era perfettamente concepibile che ci fossero dei concerti (e parlo di daft punk, orbital, lou reed) in un parco pubblico con 45000 persone, GRATIS.

Per far capire quanto una cosa del genere sia diventata impensabile, quest’anno sono stati vietati in piazza persino i normalissimi festeggiamenti di capodanno (ragioni di sicurezza ovviamente). Non è più solo la sottocultura a essere messa a repentino, è una nevrosi che colpisce tuttx, e per questo diventa un possibile punto di pressione. La gente nota che la città è più triste, più costosa, più vuota di vita, ma raramente ricollega questa sensazione alle regole che impediscono la socialità spontanea e fuori dalle logiche di profitto. Non voglio dire che un concerto gratuito in piazza sia chissà che vittoria epocale o la rivoluzione, però è un indicatore di come in così poco tempo sia completamente cambiata la concezione di come si può occupare lo spazio pubblico.

(Se vi interessa c’è un paper di enrico petrilli, un sociologo della vita notturna che fa un’interessantissima cronistoria di questo argomento: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1877916624000523)

Siccome l’agenda capitalista è molto brava a sfruttare i momenti di crisi, la stretta finale c’è stata proprio col covid, da lì la parola “sicurezza” sembra diventata un totem, pronta ad essere evocata quando ce n’è bisogno per rendere qualsiasi cosa indiscutibile e ragionevole.

Ovviamente questo ordine che impedisce tutto non è neutrale per nulla, anzi colpisce prima di tutto le persone razzializzate, queer, giovani, povere, ma questo già lo sappiamo. molte manovre sono puro teatro: la sicurezza totale tanto è impossibile, nessuno beneficia davvero di queste scelte che ci fanno perdere luoghi, incontri, momenti che per quanto piccoli prima erano naturali e accessibili. E’ un ordine che crea solo vuoto e non produce un bel cazzo di niente.

Voi avete esempi concreti di questa erosione dello spazio pubblico dove vivete? come si può convertire tutto questo in una buona propaganda libinale?