PROPAGANDA



Io penso che la propaganda cute non debba essere totalizzante, ma un tratto dei prodotti propagandistici. annullare la carica rivoluzionaria farà sembrare la nostra pubblicità solo “carina” ma senza la tensione necessaria a renderla desiderabile.
Dobbiamo far si che la dolcezza diventi un cavallo di troia per la nostra critica durissima incorporata al modello che stiamo costruendo a partire dal nostro immaginario comune e dal nostro eterogeneo bagaglio simbolico-valoriale comune.
Nella fantastica presentazione di Lore e Pascal erano presenti anche rigerimenti a Black Panther e poster Sovietici, i loro colori saturi e la grafica grezza che potrebbe arrivare da una certa ascendenza anarchica già presente penso si possano fondere con la cuteness in un cocktail perfetto. Qualche glitch sopravvissuto qua e là può far intuire inconsciamente la nostra passata ascendenza vaporwave dalla prima generazione accel italiana (memer, sinistralibro&co), senza far pensare che siamo ancora fermi là, noi siamo tutt’altro!
Questo mischione di stili, tra il fuxia accel, le curve della cuteness, i glitch, il giallo-verde e le strutture del solarpunk, i colori saturi sovietici e qualche linea dura alla Black panther, io sono convinto che darà davvero vita a una forma grafica inedita che ci distingua senza ricadere nel semplice “kawaii” che, anche se desiderabile, da un certo punto di vista è anche una mercificazione del soggetto al fine renderlo apprezzabile e “vendibile” nelle logiche consumistiche contemporanee e PoMo.
Mi piace molto quello che scrive Caesius, soprattutto sul finale, occhio a non fare compromessi tra radicalità e appetibilità al pubblico. Ieri in call si è parlato dell’impatto del gratuitismo rispetto alla propaganda, ed è stato sollevato il punto che per alcunə persone potrebbe risultare indigesto perchè troppo identificate con il proprio status sociale. Troviamo un modo per parlare a queste persone senza riunciare alla radicalità (ovvero senza diventare kawaii ideologicamente)

Condivido ogni singola parola. il mix di stili anche vagamente antagonisti può essere, se formulato opportunamente, un ottimo veicolo delle idee stesse, ma anche un assist alla rielaborazione autonoma e incorretta da parte di chi si affaccia al movimento (vedi cuteness vs carica rivoluzionaria), per questo occorre che i diversi riferimenti estetici si mescolino ma attorno ad una base comune che sappia coniugare tutto (scelte cromatiche, schemi ricorrenti, lo stesos stile “glitch” … )