RADUNO ACCEL TORINESE Via BUSCALIONI 17
Verbale di Assemblea Accel
Verbale del Secondo Raduno Accelerazionista Torinese
Corre L’anno 2025, alle 11.00 del TREDICESIMO giorno del mese di DICEMBRE, presso Il Salotto di Miranda (in via BUSCALIONI 17). Nessun ordine del giorno. Modalità assembleare: cerchio lento di presentazioni, a seguire “World Cafè”. Presenti 20/25 persone
CERCHIO LENTO TRA I PRESENTI:
DANIELA:
ALESSANDRO: ha raccontato le origini del movimento “Inventare Il Futuro” nato nel 2019. Comunica la volontà di mettere a disposizione del materiale: opuscoli e leaflet (libreria JavaScript per mappe interattive), adesivi, bandiere.
JAN (legale rappresentante di APS Miranda): prende la parola introducendo un reel di xenodibi che ha visto in cui ha parlato di solarpunk. Grazie al reel, IMMAGINA UNA INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI QUARTIERE, capace di supportare co-creazione e immaginari futuri. Racconta di quando alla serra organizzò un rave narrativo*. È stata creata una persona virtuale “Miran Paper” che vive nella Torino del 2060; sente la mancanza della mappa fisica della città, perché considera la mappa geografica come un atto di potere.
RENNA: è qua non perché conosce il pensiero accelerazionista. Ha trovato il primo incontro interessante. Il punto per lui non è la struttura ma la rigidità dell’organizzazione. Il ruolo va applicato al contesto specifico. Vuole fare rete, radunare ciò che è sparso. Si è rotto stancato dei “diritti”: gli interessa il gratuito.
GIOVANNI: si presenta come un docente accelerazionista di scuola media.
FRANCESCO: tre mesi fa ha lasciato il lavoro per aprire una associazione che intende lavorare sull’AI. Sente l’esigenza di radunare ciò che è sparso
ALESSIA: sempre stata interessata alla sostenibilità ambientale. Ha conosciuto il mondo del lavoro (è tecnica di laboratorio) e ne è rimasta scossa. Riporta un malessere diffuso in ambienti simili, per i quali le piacerebbe immaginare un mondo diverso
ALESSANDRO SPADARO: Fondatore di Inventare Il Futuro, movemento che affonda le sue origini tra Roma e Bologna.
ALO (Alessandra):
RIK: socio della serra. Commenta sinceramente il primo raduno come un “Bell’incontro a Parco Dora”. Pensa che l’organizzazione interna sia fondamentale, soprattutto per capire come funzionare e come relazionarci con altri. Nomina il Peer learning come tecnica efficacie.
DARIA: studentessa di antropologia. Secondo lei, “A volte non serve immaginare, basta osservare; esalta per esempio il confronto con le altre culture, totalmente estranee all’autoreferenziale pensiero dominante eppure talvolta così geograficamente vicine nelle nostre città.
EMMA: si è fatt* le ossa in un piccolo partito comunista. 2019 è esplos*, hanno tradotto Fisher. Ha ragionato molto sulla struttura organizzativa; ha trovato in Srnicek un sacco di risposte: è diffidente verso l’orizzontalismo, perché con esso si rischia di tralasciare la pratica o la contestazione pura, la manifestazione etc. ma termina ricordando che sono tante le cose da fare per concretizzare l’utopia.
ANDREA: si occupa di comunicazione e media. Nota come siano molti i circoli accomunati dal rifiuto della società capitalistica: cioè se anche un gruppo andasse nel bosco rinunciando ad ogni regola rigida, finirebbe comunque per creare un qualche tipo di nuova società. Si dice affascinato dalla New Monetary Theory.
MIRIAM: Ha studiato Pianificazione del territorio, con focus sull’ambiente; ha pensato alla riattivazione dello spazio pubblico come luogo in cui la società può incontrarsi e mettere in discussione lo stato e se necessario cambiarlo o influenzare la politica che deve fare ciò. È stata in Sardegna con Daniela: da quel momento è sempre stata Solarpunk e crede che questo gruppo faccia vivere ed evolvere questa idea. Si parla del salario minimo ma anche del salario massimo. Tira in ballo la tesi sulle persone neurodivergenti come individui che possono cambiano il futuro. Perché il futuro può diventare ancora migliore: avviene la presa di coscienza che la società attuale non sia fatta per noi.
MARCO ACCEL: Ideatore del Primo Raduno Torinese a Parco Dora. Al Gabrio c’è uno spazio di discussione politica chiamato “TIENDITA POPULAR”.
MARCO: Studia comunicazione. Segue un progetto dedicato alla realizzazione di zone Chillout: Vuole farne una opera di propaganda nell’ambiente delle feste. Conosce Inventare Il Futuro. VUOLE DECOSTRUIRE LE LOGICHE COMUNICATIVE DELLA PROPAGANDA neoliberista e DI DESTRA scontrandosi con l’immaginario comune; sostiene un approccio non pedagogico. Crede che un partito memetico possa funzionare proprio perché lascia lo spazio per appropriarsene.
INCONTRO PRINCIPALE - WORLD CAFÈ: RISORSE DELLA SERRA: STAMPANTE, ILLUMINAZIONE SOLARE, RISCALDAMENTO A BIOETANOLO.
L’assemblea inizia con l’introduzione di DANIELA. Ci accoglie nella serra Solarpunk che ha costruito: Il Salotto di Miranda (nato nel 2021); ci racconta della vicenda di questo posto: una serra a disposizione della città. Questo posto ha visto passare persone compagnie d’ogni tipo: amiche che si riuniscono a fare l’uncinetto, famiglie queer che vogliono riunirsi per complottare, sbirri che danno lezioni di autodifesa, gente che viene e che va. Ci racconta del gruppo di 5 persone che hanno portato avanti questa esperienza talvolta con esiti altalenanti ma senza mai fermarsi. Eppure l’idea di considerarlo come un’attività economica, pubblicizzarlo, affittarlo, ha sempre ripugnato Daniela. Utilizzare i social per promuovere eventi sarebbe come snaturare il luogo, seguire le stesse dinamiche commerciali sarebbe come fare del Salotto di Miranda l’ennesimo locale. Il luogo non produce attività, le accoglie solo. La serra ha una apertura domotica: Daniela e JAN ci permetteranno di riunirci qui.
RIK chiede: “Abbiamo un leader? Chi siamo? Come ci rapportiamo agli altri?”. Emma risponde che è un tema che spesso è stato affrontato nei gruppi in cui ha militato e quando non affrontato la situazione si è rivelata problematica. Il non parlare della leadership negli ambienti orizzontali non cancella il problema, ma genera l’equivoco e l’emergere di una leadership informale e di un ambiente potenzialmente più litigioso. In una sezione di partito ad esempio ci sono dei Segretari, ma esistono molti tipi di leadership che possiamo riconoscere ed esplorare. Discutere anche di questi temi è essenziale, ma occorre non dimenticare il rischio che questo tipo di discussioni genera: ossia quello di riflettere troppo su di noi e non agire più nella società. JAN commenta che il partito aveva una struttura capillare importante. Spiega che potere e leadership sono due cose diverse. Il leader deve anche avere carisma, guidare, non comandare. Il problema ha una radice profonda, infatti ci sono due cose che non vengono insegnate nella scuola, la leadership ed il fallimento; l’unica logica che guida gli insegnamenti è la produzione, il lavoro o l’utilità. I licei ti preparano al pensiero, mentre gli istituti ti preparano al lavoro. A 13 anni l* ragazz* devono già aver imparato a vivere e ciò è impensabile. MARCO ci parla del Sinistraverso, descrive come sia un posto digitale sottratto all’algoritmo, in cui discutere liberamente su ogni argomento esistente. Secondo EMMA si possono fare due cose: Potrebbe essere carino testare l’Open Space Technology per la prossima riunione È sembrato di vedere due anime con due idee di fondo: restare un gruppo informale oppure strutturarsi. EMMA mette al servizio della cellula torinese le sue conoscenze sulle organizzazioni. JAN propone di riunirsi tutti nuovamente attorno a questo tema.
L’INTERESSE SI È CONCENTRATO ATTORNO A 5 TEMI EMERSI DURANTE IL RADUNO: • SCUOLA • COMUNICAZIONE/MEME • ORGANIZZAZIONE • PRATICA/PRASSI – PRATICA RIZOMATICA: “sono andato fuori dal mio contesto” • SOLARPUNK: continuare ad immaginare futuri.
Altre proposte: laboratori di immaginazione. JAN racconta ancora di quando ha organizzato *rave narrativi: ognuno col suo device manda input
MARCO ha fatto conversazioni col senso comune impersonato da Miran Paper (chatGPT).
Libri menzionati:
- L’ALBA DI TUTTO
- INVENTARE IL FUTURO
- REALISMO CAPITALISTA
- NÈ VERTICALE NÉ ORIZZONTALE NUNES
- CONCETTO DI FINESTRA DI OVERTON
- LA GUERRA DEI MEME
Siti menzionati: Sociocrazie

Io ho provato a parlarne un po’ in giro e nessuna persona ha fatto associazioni tra “capi” e “bara”… anzi tendenzialmente il capibara è un animale che tra le mie cerchie di amicizie è abbastanza conosciuto, e chi non lo conosce mi ha chiesto il significato della parola senza fare alcun tipo di associazione ad altro. Concordo anche sul fatto che “inventare il futuro” è un nome fighissimo, oltre che uno slogan in sé. Lo vedo molto completo e immediato insomma.