1. Dubbia Costituzionalità La proposta dice: «Tutto ciò che possiedi oltre 6,66 milioni viene prelevato al 100%.» L’art. 42 Cost. riconosce e garantisce la proprietà privata e ammette l’espropriazione per motivi di interesse generale con indennizzo. E l’art. 53 impone sì la capacità contributiva e la progressività, ma non dice che il legislatore possa trasformare arbitrariamente un’imposta in una confisca permanente della proprietà. La Corte, inoltre, ha ribadito nel 2025 che ogni prelievo deve essere collegato a un indice concretamente rivelatore di ricchezza e che le differenziazioni tributarie non possono essere arbitrarie o irrazionali. Quindi: patrimoniale progressiva → costituzionalmente possibile. 100% dell’eccedenza → enorme problema di ragionevolezza/proporzionalità e di compatibilità con la garanzia della proprietà. Non direi quindi che sia automaticamente incostituzionale: dovrebbe eventualmente pronunciarsi la Corte. Ma direi tranquillamente che sarebbe esposta a una gigantesca questione di legittimità costituzionale.

E c’è un ulteriore problema interessante. Se lo Stato prende il 100% dell’eccedenza ogni anno, non hai più semplicemente una progressività fiscale: hai creato un tetto legale permanente alla proprietà privata. È concettualmente molto diverso…non sono un giurista ma secondo me è quasi impossibile che passi così

  1. Fattibilità pratica Questo secondo me è il problema economico più devastante. Esempio, una persona possiede: 100 milioni di € ma quei 100 milioni non sono necessariamente: 100 milioni sul conto corrente. Possono essere: azioni di una società; partecipazioni in società non quotate; immobili; terreni; brevetti; opere d’arte; aziende familiari; quote di fondi; strumenti finanziari; ecc. Il problema è che la proposta vuole tassare il patrimonio, non il reddito prodotto dal patrimonio. Quindi se possiedi un’azienda valutata 100 milioni, non hai necessariamente 93,34 milioni di contanti da consegnare allo Stato. E qui arriva il paradosso. Esempio, immaginiamo: Azienda → valore 100 milioni Proprietario → 100% delle azioni Patrimonio personale: 100 milioni La soglia è: 6,66 milioni Eccedenza: 93,34 milioni Imposta: 93,34 milioni Ma da dove li prende? L’azienda non ha necessariamente 93 milioni di liquidità. La stessa Commissione europea sottolinea che la tassazione patrimoniale presenta problemi specifici di valutazione degli asset illiquidi, liquidità e comportamento dei contribuenti.

  2. Il Problema informativo: appena annunci la misura, cambia il patrimonio che vuoi tassare Il patrimonio non è una fotografia immobile. Se annunci oggi: «Dal 1° gennaio tutto ciò che possiedi sopra 6,66 milioni verrà prelevato al 100%» hai appena creato un incentivo gigantesco a: trasferire la residenza fiscale; ristrutturare la proprietà; creare trust/fondazioni/veicoli societari; trasferire patrimoni all’estero; anticipare successioni e donazioni; modificare la composizione degli asset; vendere attività prima dell’entrata in vigore; ecc… Non sto dicendo che tutti fuggirebbero. Sto dicendo che il calcolo presuppone implicitamente che il patrimonio rimanga identico dopo che hai annunciato che lo confischerai oltre una certa soglia. È un’ipotesi estremamente…ottimistica 😁 Ma c’è poi un quarto problema, ancora più interessante: Se vogliamo essere veramente severi con il progetto così com’è, aggiungerei: L’obiettivo dichiarato contraddice in parte il meccanismo perché c’è scritto in sostanza: «Non tassiamo le aziende, tassiamo il patrimonio personale.» Ma una grande parte del patrimonio personale dei super-ricchi è costituita proprio dalla proprietà delle aziende. Quindi: non tassare direttamente l’azienda ≠ non incidere sull’azienda. Se io possiedo il 60% di una società da 10 miliardi e lo Stato mi dice: «Ti lascio 6,66 milioni e prendo tutto il resto» il valore economico che devo trasferire allo Stato è costituito in larga misura proprio dalla mia partecipazione nell’impresa. Quindi il risultato può essere: patrimoniale → trasferimento di partecipazioni → aumento della proprietà pubblica → maggiore presenza dello Stato nell’economia. Ed è infatti esplicitamente ciò che la proposta descrive quando parla di utilizzare il patrimonio acquisito per costruire un nuovo Istituto di Transizione Industriale (ITI). Quindi non è semplicemente: «Tassiamo i ricchi.» ma è molto più radicalmente: «Poniamo un limite legale alla proprietà privata individuale e trasferiamo allo Stato tutta la proprietà eccedente.»

Ora per quanto io non sia certo ricco ed i super-ricchi mi stiano cordialmente sulle p…lle…, mi rendo anche conto che ri-creare in Italia una sorta di IRI è follia dopo tutti i guai che ha fatto e poi sinceramente la STORIA ha dimostrato che tolti i settori (SACROSANTI) che devono rimanere pubblici ma che avete già segnalato (casa, cibo, istruzione, sanità ecc…) quelli li, per i settori non-essenziali il privato (almeno in Italia) funziona meglio (sarà dura da dire ma è così)

Per cui riformulo la domanda con cui avevo iniziato un post precedente: se lo avete fatto per provocare ok (il senso c’è a memoria futura e per influenzare l’opinione pubblica tanto di cappello per l’immaginazione) ma se ci credete veramente… beh…credo che forse il progettino andrebbe ritarato per tutti i motivi di cui sopra