La questione è: per vivere la pace, è necessario aver prima vissuto la guerra?
Sinora probabilmente è stato così, ma questo significa che deve essere sempre così? Oppure che finalmente la pace non sia solo la conclusione dei conflitti armati, ma la scelta consapevole e fortemente voluta di PERSEGUIRE la PACE anche e soprattutto QUANDO essa SEMBRA essere SCONTATA?
@Kurjak @attualita @emama è quello il punto: si fa presto a fare il pacifista con le guerre degli altri; ma dubito che se venissero [metti paese a caso] con gli aeroplani e i carri armati a sfasciarti casa, ci si metterebbe con lo striscione e la bandiera [mettici simbolo] a dire “ti stringo la mano e ci scambiamo il segno di pace” quelli ti sparano sul culo e ti buttano giù il corteo come i birilli.
@emama @attualita già, ma la pace c’era già prima dell’uso delle armi, non c’era la necessità della guerra per averla
tu puoi volere la pace, ma se t’invadono che fai?
bisogna convincere l’invasore a volere la pace.
@emama @attualita questa è la solita retorica anti-prevenzione. Come dire “a cosa serve lavorare sulla prevenzione quando si può lavorare sulla cura”. Siamo là. Bisogna però tenere conto del fatto che “pace” vuol dire tutto e niente. Mi ha sconvolto ieri che due o tre donne in politica a sinistra, abbiano proposto “l’assessore per la pace”. Cosa cavolo vuol dire pace?
Mettiamoci in testa che la convivenza tra popolazioni priva di divergenze, è un’utopia; se l’obiettivo è quello di evitare l’uso delle armi, bisogna lavorare sulla cultura, sull’educazione, e (inutile prendersi in giro) anche la tecnologia. Perché avere in mano delle piattaforme tecnologiche che promuovono l’estremismo, anche se non usi armi, fa male al concetto di pace. Perché istiga, e il “matto” di turno lo trovi sempre.@emama @attualita si sta prendendo tutte le critiche che si merita. Da #zoro a #zero è un attimo







