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<Si dirà: ma è il solito Sap, quello che nel 2014 diventò famoso per il lungo, fragoroso e sentito applauso che la sua assemblea nazionale riservò a tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per l’omicidio di Federico Aldrovandi. Cosa aspettarsi da gente del genere?
Descrivere questa organizzazione come il solito pittoresco circoletto di estrema destra, tuttavia, vuol dire però sottovalutarlo: parliamo sempre del secondo sindacato dei poliziotti per numero di iscritti.> @attualita 👇🏽


Odilon Redon Illustra Mallarmé
"Un coup de dés jamais n'abolira le hasard"
Litografia, prove di stampa.

Due minuti per uccidere il futuro

In base a quanto emerge dai video registrati dai residenti e analizzati dagli inquirenti, sono trascorsi oltre due minuti dal momento in cui Abderrahim Fakir ha smesso di muoversi e gridare a quando è stato effettuato il primo controllo reale sulle sue condizioni respiratorie, seguito poi dai tentativi di rianimazione.
La sequenza esatta dei minuti analizzata nella registrazione evidenzia quanto segue:

  • Il silenzio improvviso: Dopo circa cinque minuti continui di urla in cui Fakir gridava ripetutamente “Aiuto” e “Basta”, l’uomo è caduto improvvisamente in un totale silenzio, perdendo conoscenza a pancia in giù sull’asfalto.
  • Il ritardo nel controllo: Nonostante l’immobilità, un agente ha continuato a bloccarlo per completare la legatura delle caviglie, mentre i soccorritori della Croce Rossa sono rimasti inizialmente a guardare senza intervenire direttamente sul corpo.
  • La verifica e la rianimazione: Solo dopo che erano passati più di due minuti di totale silenzio e immobilità, uno dei poliziotti ha chiesto ad alta voce se l’uomo stesse ancora respirando. A quel punto il personale sanitario si è avvicinato per constatare l’assenza di battito e iniziare, con ulteriore ritardo, le manovre di rianimazione d’emergenza e l’uso del defibrillatore.

Questo specifico intervallo di tempo in cui l’uomo era già privo di sensi ma ancora bloccato a terra costituisce uno dei punti centrali dell’inchiesta per omicidio colposo.

In un contesto di arresto cardiaco e asfissia, due minuti sono un tempo lunghissimo e critico.
In medicina d’urgenza ogni secondo è vitale per determinare le probabilità di sopravvivenza e prevenire danni cerebrali irreversibili.

L’impatto del tempo sul cervello

Il cervello umano non ha riserve di ossigeno. Quando il cuore smette di pompare sangue o la respirazione si blocca, i danni cellulari iniziano quasi immediatamente:

  • Entro i primi 60 secondi: Le cellule cerebrali iniziano a soffrire per la mancanza di ossigeno.
  • Tra 1 e 3 minuti: Le cellule della corteccia cerebrale iniziano a morire. È la fase in cui si rischia il passaggio da un danno reversibile a uno permanente.
  • Oltre i 4-5 minuti: Il danno cerebrale diventa irreversibile e la probabilità di morte cerebrale o stato vegetativo sale drasticamente.

La regola della “Golden Hour” e della rianimazione precoce

Le linee guida internazionali sulla rianimazione cardiopolmonare (come quelle dell’Italian Resuscitation Council e dell’American Heart Association) stabiliscono che ogni minuto di ritardo nell’inizio del massaggio cardiaco e della defibrillazione riduce le probabilità di sopravvivenza del 7% - 10%.
Due minuti di totale inerzia significano che le probabilità di salvare la persona sono già diminuite del 15% - 20% prima ancora che venisse effettuato il primo massaggio.

Perché questo dato è centrale nell’inchiesta

Nel caso specifico di Abderrahim Fakir, quei due minuti sono considerati cruciali dalla Procura per due motivi:

  1. Asfissia posizionale: L’uomo era bloccato a pancia in giù (posizione prona) con pesi sul corpo, una condizione che rende estremamente difficile respirare e che accelera il soffocamento.
  2. Obbligo di garanzia: Gli agenti e i soccorritori presenti avevano il dovere legale di monitorare costantemente le funzioni vitali del soggetto privato della libertà personale. Il fatto che nessuno si sia accorto del silenzio e dell’immobilità per 120 secondi configura l’ipotesi di reato di condotta colposa per omissione o ritardo."

Sarà l’indagine a stabile le responsabilità.
Intanto io mi domando: se non puoi fidarti di polizia e operatori della Croce Rossa, a chi affidare la tua vita? Qualcuno rispondebbe a Dio, io rispondo alla Fortuna. Se casualmente un medico fosse passato di là forse una vita sarebbe salva. Ma affidarsi alla Fortuna è come affidarsi al caso.

“Un coup de dés jamais n’abolira le hasard” Mallarmé

#adberrahimfakir #dueminutidiodio

@attualita







Premessa. Il Consiglio d’Europa non c’entra con l’Unione Europea. Non è da confondere col Consiglio Europeo. È un’organizzazione per la difesa dei diritti umani.

Ebbene, il Consiglio d’Europa ha richiamato l’Italia sollevando la questione del razzismo nella polizia, e chiede di indagare sulla pratica della profilazione razziale.
Era ora. Finalmente a livello internazionale si accorgono del razzismo della polizia italiana.

@attualita


< Di minaccia per la democrazia ce n’è una sola. Al netto di sciocche e irresponsabili intemperanze come quelle di Bologna, di estremismo da cui guardarsi ce n’è soltanto uno. Dilaga in Italia e in tutto l’occidente. Mette paura non solo alla losca sinistra ma persino al partito fondato da Silvio Berlusconi che si ritrova oggi, per ennesimo paradosso della storia, a cercare inutilmente di frenare una deriva ormai apertamente fascista che lo travolgerà. >

@attualita

https://ilmanifesto.it/lestremista-che-si-finge-equidistante



Video IA di Vannacci gladiatore

Nelle ultime ore ha fatto discutere il video condiviso da Roberto Vannacci, realizzato con l’intelligenza artificiale e ispirato a “Il Gladiatore”, nel quale alcuni esponenti politici vengono rappresentati come nemici da eliminare simbolicamente.

C’è chi lo considera satira e chi lo ritiene un messaggio che supera il limite della normale contrapposizione politica.

Ognuno si farà la propria idea.

Una riflessione, però, resta inevitabile, è davvero questo il livello al quale 1/n
@attualita