Il 22 settembre 1979 il satellite americano Vela 5B rileva due lampi di luce distinti, separati da una frazione di secondo e provenienti dall’area intorno alle isole del Principe Edoardo, circa a metà strada tra il Sudafrica e l’Antartide.
Non è un semplice evento atmosferico ma qualcosa di molto più grave. Il “doppio lampo” è la firma inconfondibile delle esplosioni atomiche in atmosfera e il Vela 5B è fatto apposta per riconoscerla. Fa parte di una famiglia di satelliti spia mirati a verificare che l’Unione Sovietica stia rispettando gli accordi sulle arme atomiche. Nel 1963, infatti, è stato siglato un trattato che vieta i test nucleari atmosferici, spaziali e sottomarini e permette solo quelli sotterranei, firmato inizialmente da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica e poi da molte altre nazioni.
Fino a questo momento i satelliti Vela hanno rilevato ben 41 doppi lampi di questo genere e tutti e 41 sono stati associati a esperimenti nucleari atmosferici, condotti dalla Francia e dalla Cina, due nazioni che non hanno firmato il trattato del 1963 e che quindi non sono formalmente tenute a rispettarlo. Se invece fosse responsabile dell’accaduto l’Unione Sovietica, che ha firmato il trattato, scoppierebbe una crisi diplomatica.
Per scoprire i test nucleari segreti i satelliti Vela hanno una strumentazione sofisticata. Tutti hanno rilevatori di raggi X, di neutroni e di raggi gamma. Per puro caso, grazie a questi sensori, i satelliti Vela sono stati i primi a scoprire il fenomeno astronomico dei “lampi gamma” o GRB, dall’inglese “gamma ray burst”, le esplosioni più violente e luminose dell’universo dopo il Big Bang, causate dall’implosione di stelle molto massicce o dalla collisione di due stelle a neutroni. In aggiunta, molti dei satelliti Vela, tra i quali il Vela 5B, hanno anche fotometri ad alta velocità, capaci di registrare variazioni di intensità luminosa che avvengono in pochi millisecondi.
In questo caso le stelle non c’entrano: il “doppio lampo” individuato dai fotometri di Vela 5B è chiaramente di origine terrestre e, a parte le esplosioni nucleari, non sono noti fenomeni naturali che lo possano produrre. Il presidente americano Carter nomina una commissione d’inchiesta, la quale, dato che non ci sono conferme indipendenti dello svolgimento di un test nucleare, giunge alla conclusione che la spiegazione più probabile sia un falso allarme causato dall’impatto di un micrometeorite con il satellite.
Ma molti non sono d’accordo. Gli esperti del laboratorio nazionale di Los Alamos avevano ricalibrato lo strumento appena due mesi prima e un loro rapporto conclude che l’evento sia stato causato da una detonazione atomica nell’atmosfera, ma verrà pubblicato soltanto diversi anni dopo. Uno studio del Naval Research Laboratory conclude che i forti segnali rilevati da una rete di sorveglianza acustica sottomarina confermano un’esplosione nucleare in prossimità della superficie, associabile al doppio lampo osservato, ma non viene preso in considerazione dalla commissione.
Ci sono anche altri indizi. Tracce di iodio-131, un prodotto caratteristico della fissione nucleare, probabilmente trasportate dai venti oceanici, vengono ritrovate nelle tiroidi di greggi ovini nell’Australia orientale (ma non in Nuova Zelanda). Il radiotelescopio di Arecibo rileva un’anomalia nella ionosfera in data 22 settembre.
Che cosa sia avvenuto davvero non è mai stato stabilito in maniera definitiva, ma uno studio del 2018 conclude che la causa più probabile fosse davvero un’esplosione atomica e oggi la maggior parte degli storici ritiene che si sia trattato di un test nucleare segreto svolto da Israele con la collaborazione del Sudafrica, che all’epoca era in regime di apartheid.
Il 27 febbraio 1980 Carter scrisse nel suo diario: «Tra i nostri scienziati sta crescendo la convinzione che gli israeliani abbiano effettivamente condotto un test di esplosione nucleare nell’oceano, vicino all’estremità meridionale dell’Africa». A differenza di Francia e Cina, Israele nel 1964 aveva firmato il trattato che vietava i test nucleari atmosferici e, se si fosse confermato che l’aveva violato, gli Stati Uniti avrebbero dovuto imporre sanzioni immediate che Carter voleva assolutamente evitare, in vista delle elezioni presidenziali del 1980 (che perse comunque a vantaggio di Reagan).
Con ogni probabilità il satellite Vela 5B, accusato ingiustamente di aver causato un falso allarme, aveva svolto correttamente il suo compito, ma la politica decise diversamente.




